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Berlino, la nuova Gerusalemme

“La Storia non ci fa più paura”. Migliaia di giovani arrivano da Israele: ci sentiamo a casa, è la nuova Gerusalemme

Tonia Mastrobuoni

juden deutschlandLa prima volta che sono venuto qui, dopo il servizio militare, volevo solo divertirmi. Ma avevo anche la testa piena delle storie orribili dei miei genitori e dei miei nonni e quel numero: sei milioni di morti. Dopo un po’ ho cominciato a sentire tutto quello che c’era stato prima e che senti ovunque, e ho capito che Berlino è come Gerusalemme». Zeev Avrahami sta preparando dell’hummus con le melanzane, ogni tanto esce dalla cucina, si siede al tavolo e racconta un pezzo della sua storia. Mentre armeggia con le pentole, canticchia le canzoni di Ariel Silber. «Qui non lo conosce nessuno, ma noi “nuovi ebrei” lo conosciamo tutti». I «nuovi ebrei», spiega, sono quelli che come lui che hanno deciso di andarsene da Israele per cercare le loro radici qui. «Siamo sempre di più. Tanti, come me, vengono dopo il militare, poi sentono dentro questa cosa forte. La “grande bestia” ha cercato di ucciderci. Ma noi stiamo tornando».

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Un ebreo in vetrina a Berlino

Germania e Olocausto. Iniziativa shock che fa discutere: Leeor Engländer diventa oggetto di esposizione in un museo 

BERLINO – A un rabbino viene chiesto perché risponde sempre ad ogni domanda con un’altra domanda, e il rabbino risponde: «Perché no?». La questione viene così rigirata all’interrogatore, per invitarlo a riflettere. Allo stesso tempo, negando una risposta, il rabbino sottolinea che non ce n’è una sola e giusta, ma molteplici. A partire da questa storiella popolare, il museo ebraico di Berlino presenta in questi giorni una mostra intitolata “Tutta la verità…quello che avete sempre voluto sapere sugli ebrei”. Forse la mostra non avrebbe causato tanto scalpore se non fosse che in una delle ultime sale, chiusi in una teca di cristallo, vengono esposti “ebrei veri”.

Germania, un giornale in inglese darà voce agli ebrei tedeschi

Un tentativo di dare peso  maggiore alla comunità ebraica in un Paese in cui il passato pesa ancora come un macigno.

Laura Lucchini

BERLINO – Più di sessant’anni dopo la fine della seconda guerra mondiale e le sinagoghe di Berlino così come i centri di cultura ebraica sono controllati dalla polizia giorno e notte per il rischio di attentati o anche solo atti vandalici, da parte dei neonazi o del terrorismo di matrice islamica. È uno scenario che sembra lasciare poco spazio all’ottimismo, eppure, “al giorno d’oggi la comunità ebraica che cresce più velocemente al mondo è quella tedesca”, assicura lo scrittore e giornalista Rafael Seligmann. Per questa ragione, questo intellettuale che fu tra i primi scrittori ebrei attivi in tedesco dopo la Shoah, ha fondato “The Jewish Voice from Germany”, il primo giornale ebraico in inglese da Berlino.