Benedetto Carucci | Kolòt-Voci

Tag: Benedetto Carucci

Il Sabato di una laica

Da una fedele lettrice di Kolòt

Vera Rauch

Un antidoto allo stress quotidiano, all’assuefazione al consumismo, al logorio per l’arrivismo, alla generale nevrosi della vita moderna: cerchiamo di osservare il Sabato, come ci hanno insegnato i Maestri. Non nascondo che provengo da una famiglia assimilata tanto assimilata che quasi volevo preparare l’albero di Natale come facevano le mie amichette nell’anno 1945, quando mio padre mi disse con voce calma e persuasiva: Ma no… noi siamo ebrei e non facciamo l’albero di natale…

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Il serraglio dei giudii

Nel Ghetto di Roma, per le vie che raccontano i sogni e gli incubi di un popolo

Daniele Scalise

“Fino a trent’anni fa i nostri genitori ci invitavano a ‘non mostrare il nostro essere ebrei, a mantenere un profilo basso’” “Il pettegolezzo del Ghetto è dovuto alla necessità di conoscere le persone con cui si tratta, sapere se ci sono radici in comune”. Oggi si moltiplicano ristoranti kasher e negozi di Judaica. Tutto richiama un’identità minacciata e solo di recente rivisitata.

I blocchi di cemento, le transenne, i poliziotti che fanno le ronde con i mitra, la sorveglianza organizzata dei genitori e della Comunità, tutto questo si paga e credo sia il motivo di un alto tasso di aggressività degli studenti ebrei obbligati a vivere in un meccanismo di compressione”. Lo constata rav prof. Benedetto Carucci Viterbi, preside delle medie e del liceo della scuola ebraica da poco trasferitasi nel cuore dello stesso Ghetto di Roma, in quel Palazzo della Cultura che dovrà assommare presto anche il resto dell’istituzione scolastica ebraica, gli asili e le elementari che invece ancora stanno al di là del Tevere.

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Il rabbino che rispetta memoria e identità del Papa, nel dissenso

Benedetto Carucci sul libro di Giovanni Paolo II

IL TOTALITARISMO, IL MALE E LE DIFFERENZE SULLA REDENZIONE

Roma. Il rabbino Benedetto Carucci è considerato uno dei migliori talmudisti italiani. Ma per dire cosa pensa del libro del papa, “Memoria e identità” (Rizzoli editore), che anche lui ha letto per il Foglio, non sembra ricorrere alle mille destrezze talmudiche dell’interpretazione infinita. “Devo essere sincerissimo? Devo dire che il libro non mi ha appassionato. Da un lato riporta moltissimi elementi storico-teologici, e affronta alcune grandi questioni. Però, sarà forse per l’approccio esegetico della tradizione ebraica cui sono abituato, devo dire che non mi sembra abbia un gran fuoco”. Continua a leggere »

L’imprevisto previsto

Benedetto Carucci Viterbi

Pesach è, come molti sanno, Chag ha matsot, festa delle azzime. E’ l’azzima, il pane non lievitato, il simbolo principale della ricorrenza, l’elemento che la caratterizza e la distingue. E’ sulla matsà da una parte, e dall’altra sull’astensione dal chamets, il lievito, che si gioca l’intero senso di Pesach . Ben lo sanno coloro che si preparano ad osservare con scrupolo le regole degli otto giorni della ricorrenza, pulendo la casa da ogni resto di sostanza lievitata ed accingendosi ad acquistare i prodotti casher le Pesach, ed in particolare i pacchi di matsot di vario genere, “croce e delizia” degli apparati digerenti degli ebrei di tutto il mondo. Ma cosa è veramente la matsà? Che cosa simboleggia? Cosa ci ricorda ogni anno, quando, almeno nel corso del Seder, dobbiamo mangiarla? E quale senso ha l’astensione dal lievito? cosa è veramente il lievito nella prospettiva dell’insegnamento dei maestri della tradizione ebraica? Le riflessioni che seguono, derivate dagli scritti di Rav Uttner, di Rav Friedlander e di Rav Neventzal, vogliono proporre alcune linee di interpretazione per rispondere a queste domande. Continua a leggere »

Conversioni: un problema in Italia?

Intervista al rav prof. Benedetto Carucci Viterbi, direttore dell’insegnamento delle materie ebraiche nelle scuole della Comunità Ebraica di Roma

Da Ofakim, periodico dell’Hashomer Hatzair di Roma

Quali mutamenti ci sono stati nell’atteggiamento nei confronti delle conversioni (in particolare dei minori) rispetto alla precedente gestione del Rabbinato Capo dall’insediamento di Rav Riccardo Di Segni? Continua a leggere »