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Ebrei sefarditi? Non meritano le banconote

Nell’articolo del solito Michele Giorgio ci si dimentica che, del tutto marginalmente, le minoranze arabe in Israele sono anche le maggioranze dei nemici di quello stato, ma la notizia delle nuove banconote merita attenzione.

Su nuove banconote solo intellettuali ebrei askenaziti, esclusi sefarditi e arabi.

Michele Giorgio

A quanto pare il destino delle nuove banconote israeliane, che andranno in circolazione tra qualche mese, è quello di generare polemiche. Già nel 2011 il Governatore della Banca Centrale, Stanley Fischer, e il ministro delle finanze, Yuval Steinitz, erano giunti ai ferri corti sull’effigie da imprimere sui nuovi biglietti da 20, 50, 100 e 200 shekel. Fischer sulle banconote voleva gli ex primi ministri Menachem Begin e Yitzhak Rabin ma fu costretto a fare retromarcia di fronte alle proteste di Steinitz che riteneva la scelta «troppo politica». Furono perciò selezionati i più poeti e intellettuali “nazionali” Rachel Bluwstein, Shaul Tchernicovsky, Leah Goldberg e Nathan Alterman.
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A favore degli ultraortodossi di Emanuel

Non posso che confermare quanto Michele (che non conosco) scrive. Abbiamo la fortuna di vivere in Israele. I miei figli sono iscritti in varie scuole “americane”. Al momento dell’iscrizione ci e’ stato chiesto di firmare un modulo con il quale ci impegnavamo a non avere la televisione in casa, no internet, casherut, zniuth, etc. Ho firmato senza problemi perche’ condividiamo queste regole: nessuno ci ha obbligato e se non fossimo stati d’accordo, saremmo andati in un’altra scuola. Continua a leggere »

Macché razzismo: solo criteri di ammissione

Un lettore di Kolòt  smonta le tesi di chi vede nella controversia sulla scuola ultra-ortodossa di Emanuel un caso di razzismo

Caro David, mi spiace che da questa newletter si propaghino informazioni completamente distorte sugli ebrei ortodossi. Di solito lascio passare, ma in questo caso mi sembra opportuno informare. Checche’ ne dica la stampa, le regole di ammissione nella scuola in questione riguardavano solo criteri di osservanza religiosa che, piacciano o meno, sono accettati in altre scuole pubbliche ultra-ortodosse-chassidiche (Bet Yaakov). A prescindere dalle origini (ashkenazite o sefardite) chiunque volesse sottoscriverli veniva ammesso. Tant’e’ che il 30% delle ragazze che frequentano la scuola incriminata di Emanuel sono sefardite, un dato in linea con moltissime altre scuole ultra-ortodosse e una percentuale enorme per una scuola che si autodefinisce chassidica. Come si fa a dire che e’ una questione di razzismo?

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Razzismo ebraico: Meglio la prigione che i sefarditi

Matthew Kalman – Time Magazine

In Israele la guerra culturale interna tra le comunità religiose e i tribunali laici è sfociata nelle piazze giovedì scorso, quando decine di migliaia di ebrei ashkenaziti (europei) ultra-ortodossi hanno paralizzato le strade di Gerusalemme e il sobborgo di Bnei Brak a Tel Aviv con una marcia di protesta. Oggetto della loro indignazione era l’ordine di arresto nei confronti di 43 coppie per aver rifiutato di permettere alle figlie di frequentare una scuola religiosa dove si sarebbero mescolate con le figlie di ebrei religiosi mizrahiti (un termine che a volte si sovrappone a quello di ‘sefarditi’, e che si riferisce agli ebrei che provengono principalmente dal mondo arabo).

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Da Freud a Einstein gli ebrei geniali perché perseguitati

Albert Einstein, Sigmund Freud, Leonard Bernstein, Saul Bellow erano predisposti al genio in quanto ebrei, vittime per secoli di pogrom e discriminazioni? È questa la provocatoria conclusione di uno studio di antropologi dello Utah che hanno messo in relazione l’intelligenza altamente sopra la media degli ebrei ashkenazi alle persecuzioni da questo gruppo subite nel corso dei secoli.

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