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Il primo e nuovo premier dell’Ucraina antiputiniana è un “ebreo sfrontato”

Paola Peduzzi

Arseniy YatsenyukMilano. Nella telefonata in cui una dama della politica estera americana, Victoria Nuland, si lasciava andare a un liberatorio “Fuck the Eu”, fanculo all’Europa, il passaggio importante riguardava un politico ucraino non ancora quarantenne, testa pelata e occhiali da secchione, inglese perfetto e assiduità con l’occidente. “Penso che Yats sia il nostro uomo, quello che ha esperienza economica e di governo”, diceva la Nuland all’ambasciatore statunitense a Kiev. Yats è Arseniy Yatsenyuk, il nuovo premier dell’Ucraina, o forse sarebbe meglio dire il nuovo premier di Kiev perché in Crimea ce n’è un altro: Sergei Axionov.

Yatsenyuk è un avvocato e un economista, ha creato un suo studio legale, ha lavorato alla Banca centrale ucraina diventandone per un breve tempo il capo, è stato ministro delle Finanze e anche degli Esteri, ha fondato un suo partito, è stato candidato alla presidenza, ha sposato la figlia di intellettuali ucraini di un certo spessore, ha fatto due figlie e ha arredato una bella casa di campagna poco lontana dal palazzo che fu dell’ex presidente Yanukovich. Ha molti amici in occidente, e questo è il suo primo problema in Ucraina, ma è anche uno che si è costruito una corazza da tecnico abbastanza grossa da renderlo simpatico alla piazza di Kiev, e un profilo abbastanza lineare da farlo sopravvivere a quel che si dice e si pensa riguardo a quella piazza.

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