Ariel Toaff | Kolòt-Voci

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A volte ritornano

46 ragioni che non abbiamo dimenticato per cacciare via Ariel Toaff da qualsiasi iniziativa ebraica (clicca qui)

Museo della Shoah, lite tra Calimani e Toaff. Il presidente replica all’esperto del progetto vincitore del concorso: non sarà lui a riempire il Meis

Il nuovo direttore scientifico della Fondazione Meis sarà nominato «entro il mese di febbraio» e toccherà a lui pilotare i contenuti del futuro museo dentro l’i nvolucro disegnato dagli architetti che hanno vinto il concorso per il progetto. A dare l’annuncio è stato ieri il presidente, Riccardo Calimani, che ha così seccamente replicato ad Ariel Toaff. Il controverso esperto ebraico del progetto vincente, infatti, aveva parlato sul Corriere di «mio museo» riempendolo di idee sue.

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L’yiddish al servizio di Sua Maestà

Israele, scontro frontale tra i fondamentalisti e le istituzioni. Da Londra ad Anversa: no alla modernità, sì alle leggi.

Francesca Paci

All’ingresso della Yesodey Hatorah Jewish School di Amhurst Park, periferia Est della City londinese, una foto autografata della Regina Elisabetta II accoglie ogni mattina i 500 figli con i boccoli detti «peot» e le 700 figlie in severo abito scuro d’uno degli ultimi «shtetl» d’Europa. Qui, a ridosso di quell’enclave anglo-musulmana punteggiata di minareti nota come Londonistan, vivono circa 20 mila ebrei ortodossi, un terzo della comunità haredi, disseminata tra Anversa e Parigi, che si veste, mangia, parla alla maniera degli antenati polacchi di tre secoli fa. «Il rapporto tra i gruppi chassidici europei e il paese in cui risiedono non ha nulla della conflittualità esplosa nei giorni scorsi a Gerusalemme» nota lo storico Ariel Toaff, professore emerito all’Università Bar Ilan di Tel Aviv e autore del saggio «Il prestigiatore di Dio».

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Chiarissimo prof. Ariel Toaff

Un delirante articolo su un sito padano inneggia al coraggio del mossèr Ariel Toaff proponendo di ripristinare il culto di San Simonino. Ugo Volli si “unisce” ai complimenti.

Ugo Volli

Molti complimenti, Lei finalmente ha realizzato il sogno che Le era stato negato dall’invidia degli ebrei italiani. Quando due anni fa Lei pubblicò il suo capolavoro “Pasque di sangue”, in cui Lei diffondeva la teoria che usi rituale del sangue in ambiente medievale ebraico c’erano stati e magari anche qualche omicidio rituale, un gelido silenzio Le rispose, perfino un “boicottaggio”, come scrisse qualche Suo amico sulla stampa.

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Caso Toaff, critica sul metodo e non censura

Il rabbino capo di Roma spiega la reazione degli esponenti religiosi ebrei

Riccardo Di Segni

Il suo libro non rispetta i criteri di una ricerca storica seria

Non si placano ancora le polemiche sul libro di Ariel Toaff, dove è stato affermato che gruppi di fondamentalisti ebrei ashkenaziti avrebbero praticato infanticidi rituali. Dopo la prima ondata di critiche, è ora la volta di appelli e proteste in difesa di Toaff e del suo diritto alla ricerca e alla libera espressione. Sotto accusa c’è anche la dichiarazione subito sottoscritta dai rabbini italiani. Si è parlato di cieco fondamentalismo, scomunica (che neppure i vescovi italiani oserebbero fare), rogo, messa al bando, censura, linciaggio morale, fatwa, addirittura di crocifissione. Tra gli altri Carlo Ginzburg, riferendosi a chi ha criticato prima di leggere e forse intendeva anche i rabbini, ha parlato di «un gesto stupidamente intollerante». Continua a leggere »

Il sangue di Ariel Toaff 4

Un libro scomodo

Gadi Luzzatto Voghera

Raramente la pubblicazione di un libro di storia medievale ha suscitato tanta attenzione polemica in Italia, quanto l’uscita del testo di Ariel Toaff, Pasque di sangue. Ebrei d’Europa e omicidi rituali (Il Mulino, Bologna 2007, 366 pp., ?25). I giudizi negativi hanno iniziato a grandinare ancora prima dell’uscita del volume, sull’onda di un’anticipazione provocatoria scritta da Sergio Luzzatto sul paginone culturale del Corriere della Sera. Si è trattato di reazioni spesso non meditate, istintive, provocate dall’evidente disagio per un tema scabroso e duro come quello della nota accusa rivolta agli ebrei di far uso di sangue cristiano nei riti pasquali, che veniva presentato senza le cautele che avrebbe richiesto.

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Il sangue di Ariel Toaff 3

Anna Esposito e Diego Quaglioni contestano la nuova interpretazione dello storico

Pasque di sangue, le due facce del pregiudizio

«Omicidi rituali: manca la prova. Toaff legge acriticamente i testi»

È sempre estremamente pericoloso voler leggere le fonti partendo da un preconcetto, perché questo è destinato a condizionarne la comprensione e a falsarne il significato; ed è proprio da un’idea precostituita che Ariel Toaff si è mosso nell’affrontare il tema dell’omicidio rituale imputato agli ebrei: un tema delicato, sia per l’uso che ne è stato fatto in passato, sia per l’effetto che può avere su un pubblico di non specialisti. Tutto il libro di Toaff ( Pasque di sangue. Ebrei d’Europa e omicidi rituali, il Mulino) si basa su un preconcetto: il preconcetto della pregiudiziale acriticità della storiografia precedente nel ritenere priva di fondamento l’accusa di omicidio rituale. Gli studiosi che della questione si sono occupati, insomma, avrebbero ritenuto «a priori» l’omicidio rituale «un’infondata calunnia, espressione dell’ostilità della maggioranza cristiana nei confronti della minoranza ebraica».

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Il sangue di Ariel Toaff 2

Ariel Toaff doveva studiare i nuovi ghetti islamici

Roma, 8 feb (Velino) – La polemica è partita dalle pagine del Corriere della sera, come la precedente lanciata dallo storico dossettiano Alberto Melloni sui bambini ebrei. Uno studioso israeliano di nome Ariel Toaff ha pubblicato per il Mulino un nuovo libro, Pasque di sangue, in cui sostiene che dal 1100 al 1500, nell’area compresa fra il Reno, il Danubio e l’Adige, alcune minoranze di ebrei ashkenaziti compirono davvero sacrifici umani.

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