Arabi | Kolòt-Voci

Tag: Arabi

Ginevra si, Ginevra no

Lettera di intenti del Gruppo Martin Buber – Ebrei per la pace

Cari amici,

vi alleghiamo una nostra proposta per un evento da tenersi in Israele in appoggio alle intese di pace di Ginevra. Vi chiediamo di aderire all’iniziativa, di diffonderla nei modi opportuni e al contempo di darci i vostri suggerimenti, anche sul piano organizzativo e dei contatti con gruppi ebraici in altri paesi, per aumentarne l’efficacia. Continua a leggere »

Che non ci tocchi mai

Andrea Jarach e Danielle Sussmann Seiteanu rispondono a Riccardo Calimani

Caro Riccardo,

ricevo tramite Morasha la tua lettera aperta al Primo ministro di Israele Ariel Sharon. Permettimi dunque di risponderti nella speranza di rappresentare almeno tanti altri ebrei italiani quanti ne rappresenti tu. Anche la mia famiglia vive in Italia da circa 500 anni anche se non sempre a Milano, dove solo da un secolo gli ebrei risiedono permanentemente, ciononostante quando Sharon ha parlato, e io ero presente a Roma al suo discorso, ho sentito un brivido nella schiena.

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Antisionisti, non antisemiti!

S. Plaut

Come dite? Anti-semiti? Chi, noi anti-sionisti? Noi? Noi non abbiamo nulla contro gli ebrei in quanto tali. Noi odiamo semplicemente il Sionismo ed i sionisti. Pensiamo che Israele non abbia il diritto ad esistere, ma questo non significa che odiamo gli ebrei in quanto tali. Siamo umanisti, progressisti ed amanti della pace.

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Sinistra e Islam

LA STRANA COPPIA

Aldo Torchiaro

La sinistra e’ per vocazione democratica e progressista. Lo e’ per antonomasia e per definizione. E’ l’istanza della partecipazione diffusa, della presa di posizione come lotta contro le ingiustizie. “Vivere”, ha insegnato Gramsci, “e’ essere partigiano” : prendere le parti dei soggetti deboli, il cui rafforzamento dei diritti e’ condizione imprescindibile di affrancamento e di progresso sociale. Alla realizzazione di questo sogno, l”utopia possibile”, alcune tra le migliori menti del XX secolo hanno dedicato l’esistenza. Il portato ideologico del passato doveva trasmettere alle nuove generazioni quella volonta’ di progresso, di solidarieta’, quel bisogno di uguaglianza sul piano dei diritti ed insieme l’ estensione dell’idea di liberta’ individuale e collettiva, che oggi sarebbe lecito aspettarsi da un moderno impianto socialdemocratico. Continua a leggere »

Contro i dittatori guerra obbligata

Incontro con Bernard Lewis, il grande storico del medio oriente che nel nuovo saggio analizza cause della crisi del futuro

Fiamma Nirenstein – La Stampa 21.10.02

Il professor Bernard Lewis, di cui è appena uscito per la Mondadori Il suicidio dell’Islam (in America un best seller di grande risonanza con il titolo di What Went Wrong), è riconosciuto come il maggiore storico del Medio Oriente, del mondo arabo, dell’Islam. In questi giorni è enormemente occupato: il suo expertise è richiesto ai livelli più alti della politica, le televisioni se lo strappano, macchine nere e elicotteri lo attendono per portarlo ad appuntamenti cruciali. Lo incontriamo nella tenuta di Lansdowne dove il Washington Institute for Near East Policy tiene tre giorni di dibattito al massimo livello sulla politica americana e la politica mediorentale. La guerra, la democrazia nel mondo arabo, Saddam Hussein, Israele, l’Europa: lo sguardo di Lewis si era già da anni spinto profeticamente, con lucidità coraggiosa e spesso sgradita, nel dramma dello scontro prossimo venturo e nell’analisi del rapporto fra democrazia e Islam, e adesso, seduto su un divano vicino alla cronista, guarda ancora più lontano. Dopo Saddam. Continua a leggere »

La sposa liberata

Il libro di Abraham Yehoshua

Dice che ha voluto raccontare «una storia molto comune oggi in Israele, una storia di dialogo, di incontro fra ebrei e arabi. Sì, perché, nonostante le bombe, il terrorismo, la paura, continuiamo a convivere». Abraham Yehoshua, il più celebre scrittore israeliano dei nostri anni, presenta così il suo nuovo romanzo, in uscita da Einaudi, La sposa liberata (pagg. 600, euro 19). Il libro narra la vicenda di Yochanan Rivlin, docente di storia mediorientale all’Università di Haifa, che indaga sulle cause che si celano dietro l’improvviso e doloroso divorzio del figlio, un anno soltanto dopo le nozze. Una ricerca ossessiva di una verità che fa entrare Rivlin in contatto con il mondo arabo fino a un viaggio oltre confine, nei territori dell’Autonomia palestinese prima dello scoppio dell’ultima Intifada. Dove tra vicende familiari, eventi musicali, incontri, si dipana il bandolo di una matassa popolata di protagonisti arabi, ebrei e cristiani, inestricabilmente intrecciati con gli avvenimenti politici di Israele alla fine degli anni Novanta. Continua a leggere »