Antifascismo | Kolòt-Voci

Tag: Antifascismo

Come la Chiesa favorì il Fascismo

Sorrisi, visite in sinagoga e dichiarazioni altisonanti ma, chissà perché, gli archivi del periodo buio continuano a rimanere chiusi

KerzerÈ un premio Pulitzer che riguarda anche l’Italia quello assegnato quest’anno a David I. Kertzer, professore di storia e antropologia alla Brown university, autore di una ricerca dal titolo Il patto col diavolo – Mussolini e Papa Pio XI, le relazioni segrete fra il Vaticano e l’Italia fascista, edito da Rizzoli. Kertzer si è aggiudicato il prestigioso riconoscimento nella sezione biografie battendo la concorrenza di altre due opere: una di Thomas Brothers dedicata a Louis Armstrong, l’altra, scritta da Stephen Kotkin, incentrata su Joseph Stalin.

Del lavoro di Kertzer, anche grazie al Pulitzer, sono stati messi in risalto soprattutto due aspetti: il primo attiene all’impostazione stessa del lavoro, ovvero al percorso narrativo adottato attraverso le biografie di due personaggi, il papa e il duce, messe in stretta relazione tra loro. Il secondo aspetto significativo è invece relativo alla novità della ricerca svolta dall’autore negli archivi vaticani la cui documentazione è ormai accessibile fino al 1939, anno appunto in cui muore Pio XI, sale al soglio di Pietro Pio XII e l’Europa si avvia verso la seconda guerra mondiale (il testo però si avvale anche di ricerche condotte nell’archivio di stato italiano).

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M’illumino d’immenso

Nel 2002 gli venne affidata una ricerca sugli ebrei milanesi. Poi in un’intervista a Repubblica definì l’arrivo a  Milano degli ebrei sefarditi “La seconda catastrofe dopo le leggi razziali” (vedi sotto Kolòt del 26.1.2003) e fu cacciato in malo modo. Oggi per il Bollettino di Milano si definisce un “illuminista ebreo”.

Fiona Diwan

Si considera un ebreo minoritario, di periferia, un ebreo di confine, dice lui, “anche se noi ebrei siamo plurimi per definizione. Sono nato nel 1946, tipico figlio del dopoguerra, cresciuto negli anni dopo la Shoah e quindi un ebreo che non ha potuto sottrarsi al proprio ebraismo”. Dotato di uno spirito critico corrosivo e di un’affabilità spigolosa, provocatore nato, Enrico Finzi è considerato da anni tra i più brillanti sociologi italiani. Una verve icastica e un’anima ebraica profondamente razionale e illuminista, Finzi pensa a se stesso come a un “ebreo tra le righe”, considerato scomodo da alcuni ma in verità perfettamente organico alla tradizione ebraica novecentesca dell’ebreo dissonante e fuori dal coro. «Mi sento fiero di appartenere a un mondo ebraico in cui io possa sentirmi marginale. Non ho pretese di leadership, non rappresento nessuno.

Addio a Tullia Zevi voce dell’ebraismo italiano

La giornalista e scrittrice è morta a Roma, fra poco avrebbe compiuto 92 anni. La gioventù in esilio dopo le leggi razziali, l’esperienza americana e il ritorno in Italia con l’impegno politico e il giornalismo militante.

ROMA – E’ morta a Roma la giornalista e scrittrice Tullia Zevi, già presidente dell’Ucei, l’Unione delle comunità ebraiche italiane. Era ricoverata in ospedale da qualche giorno. Avrebbe compiuto 92 anni il prossimo febbraio. Esule con la famiglia dopo le leggi razziali del 1938, aveva partecipato attivamente alla lotta antifascista. Dopo la guerra, l’impegno nel giornalismo militante e nell’Unione delle comunità ebraiche italiane.

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Ginzburg, mio padre. Filologo della libertà

Incontri, gli studi di storia e letteratura, l’antifascismo, le condanne. Per la prima volta il figlio Carlo racconta Leone, a cento anni dalla nascita

Dino Messina

Le leggi razziali gli apparvero una ferita all’ eredità risorgimentale cui si sentiva fortemente legato. Prima di morire, ucciso dalle SS, confidò: non odio i tedeschi. Sognava un continente diverso

BOLOGNA – «Mi terrò lontano dall’ ambito del privato». Con questa precisa indicazione comincia la prima intervista che Carlo Ginzburg, uno dei maggiori storici italiani, il più noto in campo internazionale, abbia mai dedicato a suo padre Leone. Figura cruciale dell’ antifascismo e della cultura italiana fra le due guerre, uno di quei personaggi che hanno avuto una vita breve e intensa, come Piero Gobetti (che non conobbe) e Giaime Pintor, che invece incontrò nei primi anni Quaranta, Leone Ginzburg nacque a Odessa il 4 aprile 1909 e morì il 5 febbraio 1944 nell’ infermeria del carcere romano di Regina Coeli, in seguito alle percosse subite durante gli interrogatori da parte dei nazisti.

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Antifascista per caso

Le virtù di Nello – Storia di un intellettuale eroe schiacciato dalla figura del fratello

ANGELO D’ORSI

Aveva oscillato, da liberale, tra Amendola e Gobetti, nel primo dopoguerra; aderì all’ultima esperienza dell’antifascismo militante nell’Italia del 1925, il Non Mollare, di Ernesto Rossi e compagnia; davanti al fallimento delle opposizioni si era un po’ ritratto negli studi, coltivando la sua passione storiografica, che, se il destino non avesse altrimenti deciso, ne avrebbe fatto uno dei grandi storici italiani del secolo. Nello Rosselli, di lui stiamo parlando, il fratello minore di Carlo, accomunato a lui nei viali delle rimembranze, a seguito dell’odioso assassinio di cui furono vittime insieme, nel giugno di settant’anni fa.

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