Alessandro Piperno | Kolòt-Voci

Tag: Alessandro Piperno

Da Piperno a Eco il fascino discreto dell’ebreitudine

Elena Loewenthal

Di “Persecuzione. Il fuoco amico dei ricordi” (Mondadori), opera seconda di Alessandro Piperno, e “Il cimitero di Praga” (Bompiani), il nuovo bestseller di Umberto Eco, si parlerà certamente ancora a lungo. Come è giusto che sia di fronte a queste due prove narrative importanti, destinate a segnare quanto meno la prossima stagione letteraria.

Continua a leggere »

Libri: Un’accusa di pedofilia piomba in una famiglia ebrea

Una lettera trasforma l’oncologo nel mostro

Lorenzo Mondo

Si intitola Persecuzione, ma è soltanto il primo volume di un dittico che avrà come titolo complessivo Il fuoco amico dei ricordi. Alessandro Piperno – abbiamo letto in una sua intervista – tende a considerare la memoria «come una condanna», non diversamente forse dal protagonista del romanzo, che si sentirà tradito anche dai momenti più appaganti della sua esistenza che gli vengono proposti dal ricordo. Leo Pontecorvo è un uomo di successo: oncologo infantile di fama internazionale, ha una moglie, Rachel, anch’essa medico e due figli adolescenti.

Continua a leggere »

I due ebraismi

Gli europei non nascondono la desolazione. I cugini americani? Vitalisti e dinamici.

Alessandro Piperno

Ma non siete stanchi di parlarvi addosso? Per quanto tempo ancora ci ferirete i timpani con il vostro esibizionismo ebraico? Per voi non esiste argomento più interessante? Ecco il genere di domande che ogni scrittore ebreo prima o poi si sentirà rivolgere. Tanto che i più solerti tra noi, giocando d’ anticipo, se le auto-infliggono. E tra questi certo anche Howard Jacobson, a giudicare dal suo Kalooki nights (Cargo, pagine 568, 20, traduzione di Milena Zemira Ciccimarra), romanzo che s’ iscrive in quel genere ipercollaudato che va sotto il nome di «romanzo ebraico».

Continua a leggere »

«Sono ostile al Giorno della Memoria»

Piperno: contro tutte le ipocrisie il mio omaggio alla grande letteratura israeliana. Lo scrittore di origini ebraiche mette in guardia dall’ enfasi di chi celebra la Shoah ma si dimentica dell’ antisemitismo di oggi

Alessandro Piperno

Sono ostile al Giorno della Memoria. Non per quello che rappresenta ma per quello che è diventato. C’ è qualcosa di estetizzante nella commozione delle scolaresche sgambettanti sui prati di Auschwitz, ma ancor più nell’ enfasi con cui i loro insegnanti la reclamano al grido: «Non dimenticate»! Inoltre ho il sospetto che i più pronti a sdilinquirsi sui sei milioni di ebrei trucidati siano i primi a indignarsi con il settimo milione superstite la cui prole oggi costituisce lo Stato di Israele. E che quindi, per alcuni, il Giorno della Memoria sia diventato l’ obolo da versare per garantirsi il diritto all’ elaborazione di deliranti raffronti. Tipo quella mia cara ex amica che una volta mi chiese: «Come può un ebreo come Sharon comportarsi come un nazista?». In spregio a una siffatta mentalità, a poche ore dal Giorno della Memoria, vorrei tributare un omaggio ad Israele tramite la sua inconfondibile letteratura. George Steiner ha scritto che Israele è un «miracolo triste», perché, per costituirlo, gli ebrei hanno sacrificato se stessi sull’ altare del nazionalismo. Mi pare che quest’ idea sia confutata dall’ allegrissimo miracolo rappresentato dalla narrativa israeliana. Com’ è possibile che un popolo di pochi milioni abbia prodotto un numero esorbitante di scrittori di livello? Continua a leggere »