Alessandra Farkas | Kolòt-Voci

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“America, nuova terra promessa”: primo libro sulla storia degli ebrei italiani fuggiti in Usa durante il fascismo

Alessandra Farkas

NEW YORK – E’ il primo libro interamente dedicato alla storia degli ebrei italiani fuggiti in Usa dal 1938 al 1940 a causa delle leggi razziali del regime fascista. L’autrice Gianna Pontecorboli, giornalista genovese con una lunga carriera come corrispondente dall’estero di periodici e quotidiani italiani, ha impiegato oltre cinque anni per raccogliere la trentina di testimonianze contenute in “America, nuova terra promessa” recentemente pubblicato in Italia daBrioschi Editore (con una prefazione di Furio Colombo). “L’idea di questo libro mi è venuta non appena sbarcai negli Stati Uniti, 35 anni fa”, spiega l’autrice, “e conobbi diversi ebrei emigrati dall’Italia subito prima della Seconda Guerra Mondiale. Mi hanno subito incuriosita e affascinata perché erano perfettamente integrati sia con l’ambiente americano, ebraico e non, sia con la comunità italiana, ma al tempo stesso continuavano a essere ‘diversi’. Anche se capii subito che la loro storia meritava di essere raccontata, i tempi non erano maturi perché il trauma dell’esilio bruciava ancora troppo sulla pelle di molti”. Continua a leggere »

«Che errore le scuse all’Islam. Così gli Usa vanno in declino»

Un’intellettuale controcorrente dice la sua sul presidente della “speranza” (intervista di ieri)

Alessandra Farkas

NEW YORK — «Dai tempi di Abramo Lincoln un’elezione non era stata tanto cruciale per la salvezza del nostro Paese». Cynthia Ozick, la raffinatissima autrice di capolavori della letteratura americana quali Il rabbino pagano e Il messia di Stoccolma, non associa la propria influente voce al coro di autori che da sempre fanno delle lettere Usa un’isola di liberalismo obamiano.

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La cattiva madre ebrea che divide l’America

Ayelet Waldman, autrice del bestseller «Bad Mother»: «I figli lasciati ai margini sono più felici e indipendenti»

Alessandra Farkas

NEW YORK – «Se la buona madre è colei che ama i propri figli più di qualsiasi altra cosa al mondo, allora io non sono una brava madre. Amo mio marito più dei miei figli, per me accessori». È bastata questa frase, scritta nel 2005 in un editoriale sul New York Times, per trasformare Ayelet Waldman nella mamma più odiata d’America. Ma invece di farsi intimidire dagli insulti delle croniste tv e dalle minacce via web, la 44enne autrice, avvocato e moglie del celebre – e bellissimo – romanziere Michael Chabon è tornata al lavoro per approfondire le sue tesi, eretiche nell’America post-femminista. Il risultato è «Bad Mother», il bestseller che ha spaccato in due il Paese. Mentre l’Huffington Post lo definisce «un must per ogni madre del pianeta», per Elle è «terrorismo letterario».

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