Kolòt-Voci - Identità ebraica in una newsletter

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Che vuol dire essere figli per Dio

Alfredo Mordechai Rabello

L’inizio del versetto di Devarim 14:1, suona: “Voi siete dei figli per Hashem vostro D-o” e la Mishnà di Avot vede in questo nome “figli” e nell’aver rivelato che Israel sono figli, un segno dell’amore divino. La lunga storia di Israele non rende facilmente comprensibile questo amore, almeno secondo i parametri in uso presso di noi mortali, ed il problema viene affrontato direttamente nel libro del Profeta Malachì (I, 2-3, nella traduzione di G. Laras): “Io vi ho sempre amati, dice il Signore. E voi dite: Come ci hai mostrato il tuo amore? Esaù è il fratello di Giacobbe, dice il Signore, ed Io ho preferito Giacobbe“.

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Il matrimonio di Daniel il Matto

Continua la saga dell’autore romano ambientata nella Roma papalina.

Mario Pacifici

Roma 1778. Combinare un matrimonio non è poi difficile, diceva spesso Shoshanna, nel presentarsi a qualche genitore in pena. Se la ragazza è giovane e bella, se la dote è consistente e se il pretendente è un lavoratore, timorato di Dio, possono riuscirci perfino quattro comari. I miei servizi sono preziosi invece quando le cose si fanno complicate. Quando perfino la merce più pregiata diventa difficile da collocare sul mercato.

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Due feste così diverse, eppure così uguali

Analogie e similitudini tra Purim e Kippur

David Gianfranco Di Segni

La festa di Purim ricorda, come è noto, un fatto accaduto circa 2500 anni fa in Persia durante il regno di Assuero. Si racconta nella Meghillàt Estèr , uno dei libri della Bibbia, che Hamàn, il perfido consigliere del re, voleva sterminare tutti gli ebrei del regno, uomini, donne e bambini. Per intercessione della regina Ester, una giovane ebrea che era diventata moglie del re nascondendo la propria origine ebraica, e di suo zio Mordechai, che era il capo della comunità ebraica, gli ebrei vennero salvati e i responsabili della tentata “soluzione finale del problema ebraico” furono puniti. A ricordo dello scampato pericolo fu istituita la festa di Purim, che letteralmente significa “sorti”, perché il giorno stabilito per il massacro era stato estratto a sorte dal perfido Haman.

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Quando Lampedusa si arrese al pilota ebreo della Raf

1943: Storie di soldati ebrei e di rabbini in Sicilia.

Nicolò Bucaria

L’8 giugno 1943, alle prime luci dell’alba, un’avaria al motore costrinse un ricognitore della Royal Air Force partito da Malta a chiedere un atterraggio di emergenza alla guarnigione italiana di Lampedusa. Cominciava così, con un mese di anticipo rispetto ai minuziosi piani elaborati dagli stati maggiori alleati, lo sbarco in Sicilia e la liberazione del continente europeo dalla barbarie nazi-fascista. Sceso dal velivolo agitando un fazzoletto bianco in segno di resa, il pilota rimase sbigottito quando capí finalmente che non era lui ad arrendersi bensí il comandante e gli ufficiali italiani che gli si erano fatti incontro per firmare la capitolazione dell’isola.

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Generazioni

Ugo Volli

Come è noto, storia nel linguaggio della Torah si dice “generazioni”, toledot, e spesso ci imbattiamo in elenchi di generazioni (o dei loro “nomi”, shemot), il cui destino è tipicamente definito nella forma verbale di questa loro denominazione. Accade anche, come abbiamo visto nella parashà letta ieri, che questi destini siano definiti più esplicitamente da un atto profetico che benedice o in altri casi maledice, spesso usando ancora la paraetimologia della forma linguistica come guida del senso.

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L’osservanza dalle mizvot in Italia prima della guerra dei sei giorni

Un’articolo dalla Rassegna Mensile di Israel del lontano maggio 1972. Quarant’anni fa l’Italia ebraica sapeva dotarsi di strumenti qualificati per fare il punto della situazione.

Eitan Franco Sabatello

Nel recente passato sono stati presentati anche sulla Rassegna dati sommari sulle caratteristiche demografiche[1] ed economico sociali[2] degli ebrei in Italia nell’epoca contemporanea e con particolare riferimento al 1965[3]. Per questo stesso anno (e dalla stessa fonte), si dispone di abbondanti dati sul comportamento «religioso» della popolazione ebraica in Italia, considerato sotto l’ottica della osservanza di alcune norme della tradizione ebraica.

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Polemiche festive, ultimo atto: la battaglia dei lulavim e degli etroghim

Gianfranco Di Segni

Nelle derashot del ciclo delle feste autunnali di questo anno abbiamo parlato di alcune polemiche sorte fra autorevoli rabbini del recente o antico passato. Per Rosh Hashana abbiamo visto le discussioni intorno al significato del suono dello Shofar; a Kippur abbiamo trattato delle dispute riguardo alla determinazione del calendario. Anche la festa di Sukkot ha dato origine ad aspre polemiche, ma in questo caso i rabbini non sono stati parte in causa e hanno invece svolto un ruolo preventivo e deterrente.

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