Kolòt-Voci - Identità ebraica in una newsletter

Il messianesimo, Artom e la crisi delle comunità

Rav Alberto Somekh

“Disse il Santo Benedetto: In questo mondo, per la cattiva inclinazione, le Mie creature si sono divise e frazionate in settanta lingue, ma nel Mondo a Venire tutte si uniranno per invocare il Mio Nome e per servirmi, come è detto: ‘Perché allora darò in cambio ai popoli un linguaggio puro, affinché tutti possano invocare il Nome di H. e servirLo con unanime consenso’” (Tzefanyah 3,9; Midrash Tanchumà, P. Noach, 19). È questa una delle numerose fonti che ci dipingono l’epoca messianica, un’età che sarà segnata dalla pace durevole, dalla felicità e dalla gioia universali. La domanda che questi testi suscitano è: quale sarà il ruolo del popolo ebraico una volta che avrà in un certo senso esaurito la propria missione millenaria? Ci sarà ancora posto per esso? Esisteranno ancora la Torah e le Mitzwot?

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6 Nov 2021 Comunità Ebraiche

La sterilità delle matriarche. Ma perché?

Parashà di Toledòt

Ishai Richetti – Tempio di via Eupili – Milano

All’inizio di Parashat Toledot, leggiamo dell’infertilità di Rivka e delle preghiere sue e di Yitzchak per i bambini. D-o alla fine accetta le loro preghiere e Rivka concepisce con due gemelli: Esav e Yaakov. Il Talmud prende atto del fatto che tutte e quattro le matriarche – Sara, Rivka, Rachel e Leah – avevano in comune di essere sterili. Nel caso di Sara, Rivka e Rachel, hanno aspettato anni prima di poter avere figli. I Chachamim spiegano che D-o ha specificamente reso sterili le matriarche “perché desidera le preghiere dei giusti”. Voleva che i grandi Tzadikim e Tzidkaniyot, i nostri Avot e Imahot, pregassero. Ha portato su di loro l’angoscia della mancanza di figli in modo che fossero spinti a pregarlo.

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5 Nov 2021 Comunità Ebraiche

Caso Eitan, il nonno fa ricorso contro il ritorno del bimbo in Italia

Pubblicati ampi passaggi della sentenza di primo grado.

In primo grado la giudice del tribunale di Tel Aviv aveva dato ragione alla zia paterna Aya, ordinando il rientro a Pavia dell’unico sopravvissuto della strage del Mottarone. Dalla lettura della sentenza – di cui sono stati pubblicati ampi passaggi, nonostante il processo si svolga a porte chiuse – emerge la strategia difensiva della famiglia Peleg che punta su “vizi di forma” del procedimento giudiziario in corso in Italia. 

Sharon Nizza

TEL AVIV – Shmuel Peleg, nonno materno di Eitan, ha presentato ricorso alla Corte distrettuale di Tel Aviv, impugnando la sentenza del tribunale della famiglia che una settimana fa aveva dato ragione alla zia paterna Aya Biran. In primo grado, la giudice Iris Ilotovich-Segal ha stabilito che “Eitan è stato allontanato illegittimamente dal suo luogo di residenza abituale” e ha ordinato il rientro in Italia del piccolo, unico sopravvissuto alla tragedia del Mottarone, secondo i termini della Convenzione dell’Aja sulla sottrazione dei minori. “Sfortunatamente, il tribunale della famiglia ha scelto di non tenere conto delle circostanze eccezionali che si sono presentate e ha ignorato le azioni unilaterali intraprese apparentemente con astuzia dalla zia per ottenere la tutela, alle spalle della famiglia Peleg mentre era in lutto”, si legge in una nota diffusa dalla famiglia materna.

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2 Nov 2021 Comunità Ebraiche

Halloween: Una festività non innocente

Rav Scialom Bahbout

Ogni festività non ebraica, definibile come religiosa o meno, richiede da parte di ogni ebreo una riflessione sull’opportunità o meno di parteciparvi. Mentre vi sono alcune date che sono chiaramente civili (il 25 aprile e il 2 giugno, un tempo anche il 4 novembre), ve ne sono altre che hanno un’origine che è religiosa anche se ha in gran parte perso questo significato: mi riferisco ad esempio al 1° gennaio e al 15 agosto (Ferragosto) che sono date che la cultura laica occidentale ha fatto proprie. L’attenzione ebraica è rivolta anche alle date che sembrano avere un significato neutrale: la partecipazione a eventi e feste in quelle date non è del tutto riducibile a qualcosa di “civile”, ma ha una grande valenza sociale che per forza di cose ha un’influenza sulla vita di coloro che vi partecipano.

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1 Nov 2021 Comunità Ebraiche

Eliezer, servo affidabile

Parashà di Chayè Sarà

Ishai Richetti – Tempio di via Eupili – Milano

Chaye Sara comprende due capitoli di Bereshit: il capitolo 23 tratta della morte e sepoltura di Sara, e il capitolo 24 tratta della scelta di una moglie adatta per suo figlio, Itzchak. La connessione tra questi due temi è chiara: con la perdita della suo amata compagna di vita, Avraham comprende la responsabilità che ha di trovare una compagna adatta per Itzchak. Per questo compito importante sceglie “il suo servitore di fiducia, il che controllava tutto ciò che era suo”, Eliezer.

Eliezer dimostra grande abilità nel comprendere ciò che è richiesto alla moglie di Itzchak. Deve essere un membro della famiglia (Rivka è nipote del fratello di Avraham, Nachor), e non deve abitare tra i cananei. Inoltre la giovane donna deve essere disposta a vivere con Itzchak, deve subire l’influenza di Avraham. Soprattutto, deve avere il carattere dell’ospitalità come Avraham; non solo attingerà acqua dal pozzo per lui ma attingerà acqua anche per i suoi cammelli. Eliezer organizza un incontro che determinerà il destino dei discendenti di Avraham con saggezza, tatto e sensibilità.

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29 Ott 2021 Comunità Ebraiche

Eitan, il nonno e i tanti motivi di uno sbaglio

Fiamma Nirenstein

Non ho nessuna intenzione di sostenere che Shmuel Peleg abbia ragione, e nemmeno la moglie Esther, anche se il loro strazio è così sincero e evidente. Le loro ragioni di genitori, figli e nonni deprivati di tre generazioni di affetti, cui ora viene strappato anche l’ultimo virgulto, spezzano il cuore ma non giustificano il rapimento. La legge è chiara e giusta: non si può ottenere la custodia di un bambino rapendolo e esportandolo a forza, e il tribunale israeliano ha fatto bene a agire secondo la legge. Così del resto fa abitualmente: Israele è un Paese ubbidiente alla legge internazionale, al contrario di quello che si vocifera. Spiegare però non vuol dire giustificare; è giusto comunque cercare di capire perché Peleg abbia violato le norme in modo, alla fine, masochistico. Per farlo si può avventurarsi cautamente senza conosce il soggetto, fra le possibili colonne psicol ogiche di una persona come lui, sempre tenendo ferma l’idea che il suo gesto forzoso è frutto di un tratto particolare.

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27 Ott 2021 Comunità Ebraiche

Spunti dal lunario 1934 per il “Modello ebraico Italiano”

Rav Scialom Bahbout

Da qualche tempo ho tra le mani un Lunario ebraico per l’anno 5694, corrispondente all’anno 1934, pubblicato a Venezia per la Comunità locale (vedi figura).  E’ opera abbastanza pregevole e soprattutto contiene molte notizie sulle quali vale la pena fare una riflessione. Accanto all’anno dell’Era volgare, viene ricordato anche l’anno dell’Era fascista e più avanti tra le feste civili e nazionali vien segnalata anche la data della Marcia su Roma: così si usava allora!

Sfogliando il lunario della  Comunità di Venezia scopriamo che: si facevano ancora i digiuni di Shovavim (12 tra Gennaio e Febbraio!), si segnalavano l’ora della Luna nuova e della Luna piena  e il giorno e l’ora esatta della Tecufà. Inoltre per ogni mese veniva segnalato un breve midrash.

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24 Ott 2021 Comunità Ebraiche