Kolòt-Voci - Identità ebraica in una newsletter

Beffò il regime con il suicidio

La sfida di Formiggini

Stefano Paolo

Editore ebreo di libri umoristici si uccise nel ‘ 38 per contestare le leggi razziali «I posteri non si occuperanno di me». Il presentimento di Angelo Fortunato Formiggini si è avverato. I posteri lo hanno quasi ignorato. Eppure è una di quelle figure su cui gli storici della cultura avrebbero molte ragioni per riflettere. «Un punto luminoso del Novecento», lo definisce Antonio Castronuovo in una biografia da poco uscita (Libri da ridere, Stampa Alternativa, pp. 156, euro 7) dedicata al «privato editore dilettante» e al filosofo della risata. Una biografia sui generis per un personaggio sui generis, un omaggio leggero a un uomo che aveva sposato la leggerezza e che il 29 novembre 1938, all’ indomani della promulgazione delle leggi razziali, scelse di gettarsi dalla Ghirlandina, la torre campanaria di Modena. Continua a leggere »

20 Feb 2005 Antisemitismo, Comunità Ebraiche, Shoah

Baget Bozzo, nemico del giudaismo

POLEMICA Mentre si ripubblica l’ autobiografia spirituale «Vocazione», nasce un caso sul suo «integralismo religioso»

Dario Fertilio

«Libertà». Ripete tre volte la parola, don Gianni Baget Bozzo, fra cori e slogan berlusconiani, seduto nel bel mezzo del consiglio nazionale di Forza Italia. Libertà per giustificare il suo nomadismo politico, dalla destra dc al Psi di Craxi, fino a re Silvio. Libertà per spiegare il suo atteggiamento «anticonvenzionale» nei confronti degli ebrei. E invoca la libertà, anche, per esprimere le sue critiche radicali nei confronti della religione e della cultura islamica. Il fatto è che un giovane storico di sinistra, Simon Levis Sullam, gli ha dedicato sull’ ultimo numero della rivista Belfagor un ritratto velenoso, in cui quelli elencati sono appunto capi d’ imputazione. Molto ideologica appare la disputa, e destinati a non comprendersi i due protagonisti. Tanto politico, infatti, il linguaggio dell’ accusa, quanto profetico e suggestivo quello dell’ accusato. E c’ è una punta estrema di incomprensione là dove – secondo Belfagor – Baget Bozzo arriverebbe a «inserire l’ Olocausto in un disegno provvidenziale». Continua a leggere »

13 Feb 2005 Antisemitismo, Cristianesimo

Milano: La mozione della svolta

Giuseppe Flavio

Per anni abbiamo pensato che nel Consiglio della nostra Comunità regnasse la più serena calma, che tutti andassero d’amore e d’accordo, che le decisioni venissero prese all’unanimità. Ci eravamo sbagliati. La crisi apertasi con l’annuncio di possibili “dimissioni” da parte di Rav Giuseppe Laras ha aperto una finestra e stanno venendo fuori cose interessanti. Sono sempre di più ad esempio i consiglieri che hanno mal di pancia per la gestione autoritaria dei lavori durante le sedute settimanali della Giunta e del Consiglio da parte del presidente Roberto Jarach, un approccio che definiscono “aziendalistico”, ma anche per la sua tendenza a ridurre gli spazi di autonomia per le diverse organizzazioni ebraiche. Continua a leggere »

11 Feb 2005 Comunità Ebraiche

Il futuro del giudaismo

Gli ortodossi aumentano, presto l’ebraismo non ortodosso potrebbe tornare a essere un episodio

Daniel Pipes – New York Sun – 25 gennaio 2005

Fino al XVIII secolo, è esistito fondamentalmente un solo tipo di ebraismo, che oggi viene chiamato ortodosso. Esso equivaleva a vivere secondo i 613 precetti religiosi e a pervadere di fede la vita degli ebrei. In seguito, a cominciare dal filosofo Baruch Spinoza (1632-1677) e con una vivace evoluzione subita nel corso dell’haskalah (“illuminismo”), a partire dalla fine del Settecento, gli ebrei svilupparono una vasta gamma di interpretazioni alternative della loro religione, molte delle quali sminuirono il ruolo della fede in seno alle loro vite e indussero a una concomitante riduzione del senso di appartenenza ebraica. Continua a leggere »

10 Feb 2005 Comunità Ebraiche, Riformati

Per un dialogo con l’Islam

Alberto Somekh

Rivincita e differenza

Nel 1991 il Dott. Gilles Kepel, docente all’ Institut d’etudes politiques di Parigi, pubblicava il suo libro intitolato “La rivincita di Dio. Cristiani, ebrei, musulmani alla riconquista del mondo” (Rizzoli). In questo importante saggio l’A. identificava in quattro eventi della seconda metà degli anni ’70 (l’elezione del battista Jimmy Carter alla Casa Bianca, di Menachem Begin a primo ministro d’Israele; di Karol Wojtyla al soglio pontificio e l’instaurazione della Repubblica Islamica di Khomeini in Iran) il simbolo di un movimento che era destinato ad affermarsi nell’ultimo scorcio del secolo in tutte tre le religioni abramitiche: quel movimento per cui l’Occidente avrebbe adoperato l’etichetta di fondamentalismo o integralismo. Continua a leggere »

4 Feb 2005 Comunità Ebraiche, Cristianesimo

Neo antisemitismo nell’Italia di oggi

Sergio Minerbi

L’Italia è sempre stata considerata un paese immune da antisemitismo perché le leggi razziali imposte dai fascisti nel 1938 e le conseguenti atrocità dovute alla repubblica di Salò hanno avuto un effetto molto traumatico sugli ebrei. Si sperava che tale fenomeno non avrebbe mai più dovuto accadere dopo la liberazione. Tuttavia l’antisemitismo si è ripresentato benché non esistano oggi leggi razziali, e si è sempre nascosto dietro la politica di Sharon. Le attuali accuse antisemite biasimano tutti gli ebrei per crimini che essi non hanno mai commesso1. Continua a leggere »

31 Gen 2005 Antisemitismo, Cristianesimo, Israele

L’alleanza Hitler-Sion

Piccola ma significativa antologia dell’antisemitismo arabo

Carlo Panella

L’ebreo può uccidervi e prendere il vostro sangue per impastare il suo pane sionista. Questa realtà apre davanti a noi una pagina ancora più orribile del crimine in se stesso: le credenze religiose degli ebrei e le perversioni che contengono, che si impiantano su un odio cupo verso tutto il genere umano e tutte le religioni”. Sarebbe bene leggere queste frasi deliranti prima di ognuna delle commemorazioni pubbliche della Shoah. Perché non sono state scritte settant’anni fa, sono state scritte oggi. Non sono di Adolf Hitler né di un fanatico cattolico dell’Ottocento convinto dei riti di “sacrificio umano” degli ebrei. Sono le parole di un leader arabo di un paese cui la diplomazia di molti Stati, purtroppo anche quella italiana, riconosce un’evoluzione moderata. Sono frasi del libro “Il pane azzimo di Sion”, pubblicato nel 1983 da Mustafa Tlas che, dal 1972, è l’uomo forte del regime siriano, che da allora, ininterrottamente è ministro della Difesa baathista della Siria, che garantisce oggi al presidente Beshar al Assad la fedeltà al regime delle forze armate. Con orgoglio la stampa siriana ricorda sovente che questo libro è un best seller. Con altrettanto orgoglio più di un serial televisivo ha tratto ispirazione da queste pagine: in una fiction si vede un povero arabo legato come un salame su un tavolo da cucina, circondato da famiglie di ebrei dal naso adunco che stanno per ucciderlo con coltellacci per usare il suo sangue per riti immondi. Continua a leggere »

28 Gen 2005 Antisemitismo, Shoah