Kolòt-Voci - Identità ebraica in una newsletter

«Le società cristiane complici del genocidio»

Giovedì 7 novembre il Corriere della sera ha pubblicato un brano della nuova prefazione di Sergio Romano al volume Lettera a un amico ebreo (edito da Longanesi). Il libro, già alla prima uscita, cinque anni fa, suscitò numerose discussioni sull’Olocausto e sull’antisemitismo. Nella nuova prefazione Romano sostiene che la causa degli ebrei è stata danneggiata da esasperazioni ideologiche e denuncia l’esistenza di una sorta di «inquisizione ebraica» che avrebbe ereditato il ruolo censorio del Sant’Uffizio cattolico. In questa pagina pubblichiamo tre risposte alle tesi di Romano e la replica dell’autore. Continua a leggere »

15 Nov 2002 Antisemitismo, Cristianesimo, Shoah

Sull’accettazione delle Mitzwòt da parte del gher

Alberto Somekh

La posizione della Halakhah su questo delicato argomento è riassunta nei due articoli del Rav I. Ralbag, membro del Consiglio del Rabbinato Centrale d’Israel (in “Sridim” 17, Tishrì 5758, p. 42 sgg.) e del Rav Y. Poultorak, già Presidente del Tribunale Rabbinico di Lione (in “Sridim” 18, Adar 5759, p. 92 sgg.), apparsi entrambi sulla rivista annuale della Conferenza dei Rabbini d’Europa. Continua a leggere »

15 Nov 2002 Comunità Ebraiche, Conversioni, Pensiero ebraico

Arringa per la mia terra

Herbert Pagani – Novembre 1975

Era l’indomani dell’attentato in Ghetto. Di passaggio a Fiumicino sento due turisti dire, sfogliando il giornale: “fra guerre e attentati non si parla che degli ebrei, che scocciatori!”. È vero. Siamo dei rompiscatole. Sono secoli che rompiamo le balle all’universo. Che volete? la parte della nostra natura… Ha cominciato Abramo col suo Dio unico, poi Mosè con le tavole della legge, poi Gesù con l’altra guancia sempre pronta per la seconda sberla, poi Freud, Marx, Einstein, tutti esseri imbarazzanti, rivoluzionari, nemici dell’ordine. Perché? Perché l’ordine, quale fosse il secolo, non poteva soddisfarli, visto che era un ordine dal quale erano regolarmente esclusi. Rimettere in discussione, cambiare il mondo per cambiare il proprio destino, tale è stato il destino dei miei antenati; per questo sono sempre stati odiati da tutti i paladini dell’ordine prestabilito. L’antisemita di destra rimprovera agli ebrei di aver fatto la rivoluzione bolscevica. Continua a leggere »

11 Nov 2002 Antisemitismo, Israele, Shoah

Ancora su Shoà e cristianesimo

Rav Somekh aveva scritto:

… “Senza naturalmente voler togliere nulla all’operato di un papa sulle cui personali responsabilità le indagini degli storici sono appena agli inizi, ho un’ultima domanda da porre a Lei e a tutti i cattolici “di buona volontà”.

Dopo duemila anni, non Vi sembra giunto il momento che la Chiesa tutta esca dai propri confessionali e dichiari coram populo, come noi Ebrei facciamo il giorno di Kippur, “provo davvero rimorso per quello che è accaduto; ho mancato; non lo farò più”?” Su Pio XII le ricerche sono ancora agli inizi, è vero.

Ma l’errore con cui vengono fatte le cosiddette ricerche è quello di volere imputare tutti i crimini del nazismo a Pio XII, del quale, tra l’altro, ci sono anche prove del contrario.

Il modo con cui vengono fatte queste ricerche è quello, quasi, di volere redimere il nazismo come vittima dell’antigiudaismo cattolico (a parte il fatto che l’antigiudaismo era cristiano)… Continua a leggere »

29 Ott 2002 Antisemitismo, Cristianesimo, Pensiero ebraico, Shoah

Contro i dittatori guerra obbligata

Incontro con Bernard Lewis, il grande storico del medio oriente che nel nuovo saggio analizza cause della crisi del futuro

Fiamma Nirenstein – La Stampa 21.10.02

Il professor Bernard Lewis, di cui è appena uscito per la Mondadori Il suicidio dell’Islam (in America un best seller di grande risonanza con il titolo di What Went Wrong), è riconosciuto come il maggiore storico del Medio Oriente, del mondo arabo, dell’Islam. In questi giorni è enormemente occupato: il suo expertise è richiesto ai livelli più alti della politica, le televisioni se lo strappano, macchine nere e elicotteri lo attendono per portarlo ad appuntamenti cruciali. Lo incontriamo nella tenuta di Lansdowne dove il Washington Institute for Near East Policy tiene tre giorni di dibattito al massimo livello sulla politica americana e la politica mediorentale. La guerra, la democrazia nel mondo arabo, Saddam Hussein, Israele, l’Europa: lo sguardo di Lewis si era già da anni spinto profeticamente, con lucidità coraggiosa e spesso sgradita, nel dramma dello scontro prossimo venturo e nell’analisi del rapporto fra democrazia e Islam, e adesso, seduto su un divano vicino alla cronista, guarda ancora più lontano. Dopo Saddam. Continua a leggere »

21 Ott 2002 Antisemitismo, Israele

La sposa liberata

Il libro di Abraham Yehoshua

Dice che ha voluto raccontare «una storia molto comune oggi in Israele, una storia di dialogo, di incontro fra ebrei e arabi. Sì, perché, nonostante le bombe, il terrorismo, la paura, continuiamo a convivere». Abraham Yehoshua, il più celebre scrittore israeliano dei nostri anni, presenta così il suo nuovo romanzo, in uscita da Einaudi, La sposa liberata (pagg. 600, euro 19). Il libro narra la vicenda di Yochanan Rivlin, docente di storia mediorientale all’Università di Haifa, che indaga sulle cause che si celano dietro l’improvviso e doloroso divorzio del figlio, un anno soltanto dopo le nozze. Una ricerca ossessiva di una verità che fa entrare Rivlin in contatto con il mondo arabo fino a un viaggio oltre confine, nei territori dell’Autonomia palestinese prima dello scoppio dell’ultima Intifada. Dove tra vicende familiari, eventi musicali, incontri, si dipana il bandolo di una matassa popolata di protagonisti arabi, ebrei e cristiani, inestricabilmente intrecciati con gli avvenimenti politici di Israele alla fine degli anni Novanta. Continua a leggere »

14 Ott 2002 Israele

Omaggio a Rita Levi-Montalcini

Claudia De Benedetti – Consigliera Ucei

Parlare di Rita Levi-Montalcini senza scivolare nella banalità appare un’impresa ardua.

Questa sera vorrei presentare un ritratto famigliare, se possibile inedito, di Rita, coetanea e Amica con la A maiuscola della mia nonna Carla.

Una donna che ho avuto l’onore di incontrare in numerose occasioni private e che appartiene a una generazione titanica, molto più abituata a spostare macigni piuttosto che a far chiacchiere o perdersi in recriminazioni.

Una donna profondamente femminista ma al tempo stesso un po’ stile Ottocento, che ha sempre combattuto i pregiudizi sull’indole femminile. Continua a leggere »

13 Ott 2002 Shoah