Kolòt-Voci - Identità ebraica in una newsletter

Forse gli ebrei di Milano non sono tanto ottusi

Donato Grosser

Al Direttore, Sul numero del 6 febbraio 05 di Libero è apparso un articolo di Vittorio Ravà (“Il segreto di Vladimir Putin”) nel quale l’autore insulta l’ebraismo milanese accusandolo di essere “…ottuso e schiavo di pregiudizi del passato nei confronti di Lubavitch…”. Di questo tipo di articoli ne appaiono di tanto in tanto specialmente nella stampa americana. I giornalisti, spesso senza sufficiente background o per interesse personale, diventano di frequente strumenti della propaganda di Lubavitch.

Continua a leggere »

29 Mar 2005 Comunità Ebraiche, Pensiero ebraico

Terri Schiavo e i rabbini

Editoriale del New York Sun – 21 Marzo 2005

Nel Talmud viene raccontata la storia di un rabbino vecchio e morente che era diventato un ‘gosès’ – una persona fra vita e la morte. Il grande rabbino non poteva morire perché, come racconta Jonathan Rosen nel suo libro “il Talmud ed Internet,” fuori ,” tutti i suoi allievi stavano pregando perché lui vivesse e questo distraeva la sua anima. Il suo domestico allora si arrampica sul tetto della capanna in cui il rabbino stava morendo e lancia un vaso d’argilla a terra. Il suono distrae gli allievi che smettono di pregare. In quel momento, il rabbino muore e la sua anima va in cielo. Anche al servo, dice il Talmud, viene garantito un posto nel mondo a venire. Continua a leggere »

28 Mar 2005 Cristianesimo, Pensiero ebraico

Il rabbino che rispetta memoria e identità del Papa, nel dissenso

Benedetto Carucci sul libro di Giovanni Paolo II

IL TOTALITARISMO, IL MALE E LE DIFFERENZE SULLA REDENZIONE

Roma. Il rabbino Benedetto Carucci è considerato uno dei migliori talmudisti italiani. Ma per dire cosa pensa del libro del papa, “Memoria e identità” (Rizzoli editore), che anche lui ha letto per il Foglio, non sembra ricorrere alle mille destrezze talmudiche dell’interpretazione infinita. “Devo essere sincerissimo? Devo dire che il libro non mi ha appassionato. Da un lato riporta moltissimi elementi storico-teologici, e affronta alcune grandi questioni. Però, sarà forse per l’approccio esegetico della tradizione ebraica cui sono abituato, devo dire che non mi sembra abbia un gran fuoco”. Continua a leggere »

27 Mar 2005 Comunità Ebraiche, Cristianesimo, Pensiero ebraico

Purim “di tre giorni” a Yerushalaim

Alberto Somekh

Il corrente anno ebraico 5765 è particolare per più aspetti. Questo mese ricorrerà di venerdì Purim, cosa che ci obbligherà a tenere un ritmo serrato nell’osservare i vari momenti della giornata (soprattutto il banchetto, che dovrà essere anticipato rispetto al solito orario) per evitare di sconfinare nello Shabbat susseguente. Continua a leggere »

21 Mar 2005 Comunità Ebraiche, Torà

Ovadia Yossef e “il diavolo”

Da 2000 anni i rabbini duellano su Israele, da due sul ritiro di Sharon. Il leader spirituale dello Shas annuncia la morte del premier. Smentite, polemiche. Liti sulla sacralità di “Terra” e “Territori”

Dan Segre

Milano. Ovadia Yossef, il più influente rabbino sefardita d’Israele, avrebbe annunciato la morte del “diavolo” Ariel Sharon e del suo piano di disimpegno. Sono seguite la richiesta laburista di un’inchiesta e le smentite dell’entourage del rabbino, ma la decisione del primo ministro di ritiro unilaterale da alcuni territori non solo ha spaccato il governo e lo stesso partito del premier, il Likud, rappresenta anche un problema su cui i rabbini discutono da tempo. Continua a leggere »

13 Mar 2005 Israele

Verso Gerusalemme

David Bidussa

Non è facile definire che cosa sia l’ebraismo. Certo se si ritiene che l’ebraismo sia una religione che ha regole precise e che si riconosce in base all’osservanza di quelle regole, definirlo e riconoscerlo è allora alquanto semplice. E’ sufficiente aprire dei testi, mettere insieme e comparare ciò che nei testi è contenuto, scegliere i commenti più autorevoli. Da questa immagine si ricava che l’ebraismo è un costrutto culturale che stabilisce regole comportamentali e che nel tempo consente di conformare comportamenti a principi. Gli ebrei sono coloro che si comportano in un certo modo e che si conformano a un modo di agire. Pensano perché fanno. Ovvero: sono qualcuno (soprattutto sono riconoscibili) perché preliminarmente agiscono secondo regole pratiche e pragmatiche che nel momento stesso in cui vietano e consentono, o permettono, costruiscono la personalità culturale di un individuo o di un insieme di individui. E’ una risposta plausibile, sostenibile, ma non credo che sia l’unica da considerare. Continua a leggere »

9 Mar 2005 Pensiero ebraico

Condannare senza “se” e senza “ma”

Giorgio Israel

La realtà istituzionale e comunitaria dell’ebraismo italiano deve manifestarsi fermamente e duramente su inaccettabili episodi di razzismo e intolleranza

Mettiamo insieme un po’ di episodi alla rinfusa. Sono passati più di due mesi da quando, all’Università di Pisa, un gruppo di teppisti di estrema sinistra ha impedito al Consigliere dell’Ambasciata di Israele Shai Cohen di parlare, facendo ricorso a metodi di disgustosa violenza e a espressioni razziste e antisemite; e infine, ha rivendicato con orgoglio l’atto che ha “impedito che fosse data voce al rappresentante ufficiale di uno stato assassino”. Continua a leggere »

4 Mar 2005 Antisemitismo, Israele