Kolòt-Voci - Identità ebraica in una newsletter

L’Europa 60 anni dopo

D-Day, ancora grazie America

André Glucksmann

Dieci anni fa rimpiangevo l’assenza del cancelliere tedesco alle cerimonie di Normandia. Oggi, non rinuncerò al mio piacere, intimo quanto filosofico. Rivolgo un grazie ai soldati che sbarcarono il 6 giugno 1944, quando la rete della Resistenza dove lavoravano mia madre e le mie sorelle più grandi cadeva nelle grinfie di Klaus Barbie: arresti, torture, corpi martirizzati spediti senza ritorno là dove sapevamo. E grazie agli americani, agli inglesi, ai canadesi, agli australiani che mi hanno salvato il resto della famiglia, grazie a coloro che permisero ai francesi di oggi di non essere costretti a pensare da nazisti o da stalinisti.

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6 Giu 2004 Antisemitismo, Shoah

Il rapporto tra Stato e religioni

Scialom Bahbout

Vorrei iniziare col denunciare una situazione generale. Le religioni monoteistiche, in quanto ritengono di essere portatrici di verità assolute, sono normalmente e naturalmente portate alla sopraffazione, all’eliminazione dell’altro, in quanto viene ritenuto portatore di idee e comportamenti diversi: l’altro quindi o si converte oppure non deve esistere. Questa è cronaca che appartiene alla storia umana per molti secoli. Le religioni monoteistiche contengono in sé un elemento di intolleranza che è difficile da eliminare, una sorta di peccato originale alla base delle singole religioni. Continua a leggere »

3 Giu 2004 Cristianesimo, Pensiero ebraico

Discorso per il centenario della Sinagoga di Roma

Rav Riccardo Di Segni

Quando circa tre millenni fa il re Salomone costruì il Tempio di Gerusalemme lo inaugurò con una lunga preghiera. E’ un testo che fa ancora oggi impressione per la sua forza spirituale, e per la chiarezza con cui pone una domanda fondamentale. Rivolgendosi a D. il re si chiese: “il cielo e i cieli dei cieli non Ti possono contenere, e come mai potrebbe farlo questo luogo che ho costruito?” (1 Re 8:27). E’ la stessa domanda di ogni fedele monoteista davanti a qualsiasi tempio che vorrebbe avere la pretesa di limitare o concentrare in un unico luogo Colui che invece è il luogo del mondo. La risposta di Salomone fu che il suo Tempio era o un riferimento, un simbolo, un luogo di attenzione speciale, di incontro e di comunicazione tra uomo e cielo, tra trascendente e immanente. Continua a leggere »

28 Mag 2004 Comunità Ebraiche, Israele, Pensiero ebraico, Torà

Centenario Sinagoga: Un passo in avanti

Centenario del tempio di Roma, in sinagoga anche islamici

Magdi Allam

ROMA – Per la prima volta in modo così formale ed esplicito tre esponenti delle comunità islamiche hanno messo piede nella sinagoga di Roma. Sarebbe tuttavia enfatico parlare di svolta storica nei difficili rapporti religiosi e politici tra musulmani ed ebrei. Perché in due, Mario Scialoja e Omar Camiletti, sottolineano di esserci andati a titolo personale. Il terzo, Abd al Wahid Pallavicini, è il presidente della Coreis (Comunità religiosa islamica italiana), una piccola anche se influente associazione. E tutti e tre sono italiani convertiti all’Islam. Mentre il 97% dei musulmani sono immigrati. Principale assente è un rappresentante ufficiale della Grande moschea di Roma.

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24 Mag 2004 Comunità Ebraiche

Noi a volto scoperto siamo più forti

Sappiano i cinque incappucciati, noi a volto scoperto siamo più forti

Emanuele Ottolenghi

Al direttore – Cinque uomini mascherati hanno decapitato con una sega un ragazzo di 26 anni, colpevole di essere americano ed ebreo. Lo hanno decapitato per vendetta, ci hanno detto, per l’umiliazione subita dai prigionieri iracheni nel carcere di Abu Ghraib. I loro fratelli palestinesi hanno mostrato orgogliosi i resti di sei soldati israeliani, i cui brandelli sono stati oggetto di negoziato. Anche loro giustificano il loro gesto in nome dell’umiliazione. E gli assassini di Stefano Quattrocchi erano anche loro “umiliati” dalla presenza americana in Iraq, così umiliati da uccidere un uomo legato e bendato in un atto vile e codardo. Continua a leggere »

16 Mag 2004 Antisemitismo

Alcune risposte a rav Somekh

Una ricorrenza più condivisa?

David Piazza

Rav Somekh in un suo intervento diffuso da questa lista, si lamenta dello spostamento della data di Yom Haatzmaut perché suppone che sia stato deciso per compiacere quella fetta di popolazione osservante ma non sionista, i cosiddetti ultraortodossi, in ebraico “charedim”.

Proviamo a chiederci: se pure fosse? Continua a leggere »

28 Apr 2004 Israele, Pensiero ebraico

Una ricorrenza piu’ divisa?

Alberto Somekh

Nel ringraziare coloro che, dall’Italia e da Israel, hanno contribuito a meglio chiarire il dibattito su Yom ha-‘Atzmaut, mi sia concesso lo spazio per una replica. Non certo per spirito di polemica. Lungi dal trattarsi di una questione halakhica in senso stretto, essa è legata a fattori ideali che senza dubbio stanno a cuore a molti.

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26 Apr 2004 Israele, Pensiero ebraico