Kolòt-Voci - Identità ebraica in una newsletter

Centenario Sinagoga: Un passo in avanti

Centenario del tempio di Roma, in sinagoga anche islamici

Magdi Allam

ROMA – Per la prima volta in modo così formale ed esplicito tre esponenti delle comunità islamiche hanno messo piede nella sinagoga di Roma. Sarebbe tuttavia enfatico parlare di svolta storica nei difficili rapporti religiosi e politici tra musulmani ed ebrei. Perché in due, Mario Scialoja e Omar Camiletti, sottolineano di esserci andati a titolo personale. Il terzo, Abd al Wahid Pallavicini, è il presidente della Coreis (Comunità religiosa islamica italiana), una piccola anche se influente associazione. E tutti e tre sono italiani convertiti all’Islam. Mentre il 97% dei musulmani sono immigrati. Principale assente è un rappresentante ufficiale della Grande moschea di Roma.

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24 Mag 2004 Comunità Ebraiche

Noi a volto scoperto siamo più forti

Sappiano i cinque incappucciati, noi a volto scoperto siamo più forti

Emanuele Ottolenghi

Al direttore – Cinque uomini mascherati hanno decapitato con una sega un ragazzo di 26 anni, colpevole di essere americano ed ebreo. Lo hanno decapitato per vendetta, ci hanno detto, per l’umiliazione subita dai prigionieri iracheni nel carcere di Abu Ghraib. I loro fratelli palestinesi hanno mostrato orgogliosi i resti di sei soldati israeliani, i cui brandelli sono stati oggetto di negoziato. Anche loro giustificano il loro gesto in nome dell’umiliazione. E gli assassini di Stefano Quattrocchi erano anche loro “umiliati” dalla presenza americana in Iraq, così umiliati da uccidere un uomo legato e bendato in un atto vile e codardo. Continua a leggere »

16 Mag 2004 Antisemitismo

Alcune risposte a rav Somekh

Una ricorrenza più condivisa?

David Piazza

Rav Somekh in un suo intervento diffuso da questa lista, si lamenta dello spostamento della data di Yom Haatzmaut perché suppone che sia stato deciso per compiacere quella fetta di popolazione osservante ma non sionista, i cosiddetti ultraortodossi, in ebraico “charedim”.

Proviamo a chiederci: se pure fosse? Continua a leggere »

28 Apr 2004 Israele, Pensiero ebraico

Una ricorrenza piu’ divisa?

Alberto Somekh

Nel ringraziare coloro che, dall’Italia e da Israel, hanno contribuito a meglio chiarire il dibattito su Yom ha-‘Atzmaut, mi sia concesso lo spazio per una replica. Non certo per spirito di polemica. Lungi dal trattarsi di una questione halakhica in senso stretto, essa è legata a fattori ideali che senza dubbio stanno a cuore a molti.

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26 Apr 2004 Israele, Pensiero ebraico

Perché posticipare Yom Ha-‘atzmaut?

Alberto Somekh

Un paio di mesi fa sono venuto a sapere quasi per caso che la celebrazione di Yom ha-‘Atzmaut quest’anno sarebbe spostata di un giorno. Non mi ricordo se la E-mail, scritta in italiano, proveniva dalla Comunità di Roma o dall’U.C.E.I., ma non certo da Israele. Il messaggio non adduceva motivazioni per questa decisione, e non menzionava neppure chi l’aveva presa. Ricordo di aver chiesto immediatamente lumi ad un mio stretto collaboratore israeliano, ma mi disse che non ne sapeva nulla. Solo qualche giorno fa questa stessa persona mi ha riferito che la decisione viene dalla Rabbanut ha-Rashìt e si spiega con l’esigenza di evitare che le celebrazioni della vigilia, Yom ha-Zikkaròn in memoria dei Caduti, potessero in qualche modo interferire con l’osservanza di Shabbat. Continua a leggere »

26 Apr 2004 Israele, Pensiero ebraico

La passione della Chiesa di Roma

L’avallo al film non è che l’ultimo passo di una Chiesa antisemita per necessità

Alma Cocco

Dovremmo esser grati anche a Carmine Monaco, oltre ai molti altri che hanno apportato notizie e contributi intorno all’operazione commercial/politica organizzata dagli antisemiti col film di Mel Gibson. Però il nocciolo della questione non è il film in se stesso, ma il fatto che esso ha avuto l’autorevole avvallo del Vaticano. Forse non ci sarebbe neppure stato alcun film se la Chiesa di Roma non avesse dato il suo preventivo assenso all’intera operazione. Continua a leggere »

18 Apr 2004 Antisemitismo, Cristianesimo

“La Passione” di chi crede all’amicizia tra diverse comunità di fede

Carmine Monaco

Questi sono tempi difficili in cui, per ammissione delle stesse istituzioni (non soltanto religiose ma anche governative, come dimostrano i ripetuti inviti in tal senso da parte del Ministro degli Interni Giuseppe Pisanu), è più che mai necessario un dialogo tra le diverse comunità di fede, in particolare tra le religioni che affermano di riconoscersi in Abramo. Credo però, per una serie di ragioni, che sia più che mai l’amicizia ebraico-cristiana a rivestire una fondamentale importanza, in un momento storico in cui i rapporti tra ebrei e mussulmani sembrano toccare il punto più basso della loro storia e il mostro dell’antisemitismo torna a farsi sentire pressoché ovunque nel mondo. Da qualche anno a questa parte sembra quasi che, per le dinamiche geopolitiche connesse alla gestione delle riserve energetiche mondiali, più che per il conflitto arabo-israeliano, si sia scoperchiato un novello vaso di Pandora, i cui venefici effluvi hanno abbassato enormemente la “soglia di intolleranza” verso tale ripugnante fenomeno. Continua a leggere »

14 Apr 2004 Antisemitismo, Cristianesimo