Kolòt-Voci - Identità ebraica in una newsletter

Per qualche briciola lievitata

Perché il governo israeliano potrebbe cadere sul chamètz a pochi giorni da Pèsach.

David Piazza

Inquadrare la mossa repentina del deputato Idit Silman solamente nelle strette categorie del rapporto tra stato e religione, non aiuta purtroppo a capire l’iceberg che si nasconde sotto la crisi di governo che si è forse aperta stamattina. Da anni infatti la Corte Suprema d’Israele, un paese senza una legge costituzionale, persegue senza alcun chiaro mandato istituzionale, obiettivi politici e sociali di ridefinizione dell’identità ebraica del paese, con sentenze che mirano a rafforzarne la componente democratica e universalista a danno di quella identitaria e particolarista.

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6 Apr 2022 Comunità Ebraiche

Che cosa è più bello: l’opera di Dio o l’opera dell’uomo?

Parashà di Tazrìa’

Ishai Richetti – Tempio di via Eupili – Milano

La congiunzione delle due Parashot, Tazria e Metzora, che spesso vengono lette insieme senza interruzione, è notevole. La prima, Tazria, parla di nascita, la seconda, Metzorà, di una specie di morte (un lebbroso è considerato parzialmente morto; cfr Nedarim 64b). La Parashà di Tazria descrive l’accoglienza gioiosa di un nuovo ebreo mediante la milà, la circoncisione, mentre la Parashà di Metzorà racconta l’espulsione del lebbroso dalla comunità. La tensione tra questi due opposti, questa dialettica tra nascita e morte, tra piacere e dispiacere, tra gioia e rifiuto, ci parla della condizione umana in quanto tale. Inoltre, questa tensione contiene insegnamenti fondamentali dell’ebraismo.

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1 Apr 2022 Comunità Ebraiche

È veramente grande chi cade e si rialza

Parashà di Sheminì

Ishai Richetti – Tempio di via Eupili – Milano

Nel Talmud Yerushalmi, in Yevamot, è raccontato il seguente episodio: “Rav, ti preghiamo”, chiesero i cittadini di Simonia a Rabbi Yehuda HaNassi. “Rav, mandaci qualcuno che ci guidi, ci insegni la Torà e si prenda cura dei nostri bisogni. Mandaci qualcuno come te”. A questa richiesta, Rabbi Yehuda HaNassi “ha mandato loro Levi bar Sisi”. La gente di Simonia fu elettrizzata dalla notizia che il loro capo spirituale sarebbe presto stato tra loro. Costruirono un grande palco, con una sedia simile a un trono su cui si sarebbe seduto Levi bar Sisi. Quando giunse, lo posero su quella sedia e lo lodarono grandemente. Presto iniziarono ad avvicinarsi a lui con le loro domande. Domande sulle Parshiyot, sull’halachà, sui matrimoni. Uno dopo l’altro, i cittadini si avvicinarono a lui e posero le loro domande ma non ricevettero alcuna risposta, perché nonostante tutte le domande, Levi bar Sisi rimase in silenzio. “Rabbi Yehuda!” gridarono: “È così che soddisfi la nostra richiesta?” Rabbi Yehuda era confuso. «Portarelo qui» suggerì. Rabbi Yehuda si sedette con Levi bar Sisi e gli fece una domanda dopo l’altra e Levi bar Sisi rispose a ciascuna domanda in modo preciso, accademico e pio. “Perché non hai risposto quando ti sono state poste le domande dai cittadini?” chiese Rabbi Yehuda Hanassi, stupito che la sua esperienza potesse essere così diversa da quella della gente di Simonia. “Mi hanno fatto questo enorme palco e mi hanno fatto sedere su una sedia sopra il palco”, disse tristemente Levi bar Sisi. “Sono stato così affascinato dall’importanza che mi hanno dato che non riuscivo a funzionare correttamente.”

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25 Mar 2022 Comunità Ebraiche

Abusi e molestie sessuali nella Halakhà

Rav Scialom Bahbout – L’attualità letta ebraicamente

Le molestie e gli abusi sessuali – che hanno raggiunto l’apice con il movimento #me too negli Stati Uniti e poi in altri paesi – hanno incontrato una vasta opposizione e una forte una reazione in tutto il Mondo. Naturalmente anche i Maestri della Halakhah hanno dovuto affrontare molte domande e tra queste: 

  • Quali mezzi possono essere impiegati per prevenire gli abusi sessuali? 
  • Chi possiede l’autorità per esercitarli? 
  • Quale linea di condotta viene consigliata quando l’imputato nega le sue presunte azioni?
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23 Mar 2022 Comunità Ebraiche

Un fuoco non distruttivo

Parashà di Tzav

Ishai Richetti – Tempio di via Eupili – Milano

«L’olocausto resterà sull’altare tutta la notte e il fuoco vi durerà (Vayikrà 6,2)». I commentatori hassidici notano che “in esso” – tukad bo – si può leggere “in lui”. Il fuoco deve essere nel Sacerdote; deve essere riempito del desiderio ardente di servire D-o. Il fuoco da accendere è un esh tamid, un fuoco perpetuo, deve essere bruciato sull’altare e non si spegnerà (ibid., 6:6).

La parola tamid ha una curiosa ambiguità. In Shemot 27:20 leggiamo del ner tamid, la luce eterna, come anche in Vayikrà 24:2. In entrambi i casi non si dice che brucerà sempre, ma piuttosto “dalla sera al mattino”. Alcune traduzioni quindi lo rendono come una “luce regolarmente accesa”. Tamid può significare sia “per sempre” che “regolarmente”. Questo doppio significato è parte del segreto della sopravvivenza ebraica. Il Bet haMikdash doveva essere tamid, per sempre, eppure è stato distrutto. Come manteniamo quindi vivi i suoi messaggi? Attraverso il rituale, che viene eseguito regolarmente, rinnovato ogni giorno. In un mondo imperfetto, l’unico modo per conservare qualcosa per sempre è tornarci periodicamente. L’ebraismo non è una tradizione stazionaria, richiede un rinnovamento costante. Consideriamo il moderno ner tamid stesso. In ogni Tempio c’è un ner tamid, una luce eterna, che pende sopra l’Aron. Quando quel Tempio, o quella città, non ci sarà più, la luce si spegnerà. Potremmo concludere che l’appellativo “tamid” è errato, e tutta la luce è per sua stessa natura temporanea.

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18 Mar 2022 Comunità Ebraiche

Come un’utopia può diventare realtà

Dall’intervento tenuto a Milano il 13 marzo al Forum sulla guerra in Ucraina organizzato da La Repubblica.

Rav Scialom Bahbout

1.     Quando si vuole aprire una guerra con un paese bisogna aprire con una proposta di pace (Deuteronomio 20: 10): gli effetti di un rifiuto a rispondere a una proposta di pace anche se onerosa per chi la accetta, possono risolvere problemi molto gravi. Tutto dipenderà dalle persone che dovranno trattare.   

2.     Al di là delle gravi perdite umane e non solo che questa guerra comporta, essa può/deve essere vista come un’opportunità da non perdere per cambiare il mondo. Questo riguarda le forze che si combattono Russia e Ucraina, ma anche l’Europa e gli Stati Uniti per il ruolo che hanno avuto prima e durante la guerra. Il modo in cui si risponderà a questa situazione, potrà essere utilizzato come spunto per altre situazioni simili nel pianeta.

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16 Mar 2022 Comunità Ebraiche

Sacrificare la nostra animalità

Parashà di Vayikrà

Ishai Richetti – Tempio di via Eupili – Milano

La Parashà di Vayikra è l’inizio del terzo libro della Torà, spesso indicato come Torat Kohanim, la Torà dei sacerdoti, e spiega tutti i rituali dei sacrifici. Gran parte di questa Parashà si occupa dei sacrifici animali che possono essere offerti per tutti i diversi peccati e trasgressioni. Alcuni trovano queste Parashot sgradevoli da leggere, al punto che storicamente alcuni editori hanno voluto omettere questo libro dicendo che era “arcaico e irrilevante nel mondo di oggi”. Rav Soloveitchik fa notare che quando qualcosa solleva un’opposizione così forte, sai che si sta parlando di qualcosa di importante. Dopo un’attenta lettura, diventa chiaro quanto avesse ragione. Fin dalla prima Parashà, il libro di Vayikrà ci dà diversi insegnamenti .

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11 Mar 2022 Comunità Ebraiche