Kolòt-Voci - Identità ebraica in una newsletter

I nuovi dèi: gli israeliti neri

Panoramica sui Black Hebrew Israelites, la prima tappa di un lungo viaggio alla scoperta delle sette che si nascondono dietro la nostra quotidianità.

Emanuel Pietrobon

New York, sera del 28 dicembre. Un afroamericano fa irruzione nella casa di un rabbino in cui si sta celebrando la fine dell’Hanukkah, la festività durante la quale si commemora la consacrazione del Secondo Tempio. Aggredisce cinque persone con un machete, fugge e si dirige nella vicina sinagoga, ma i fedeli sbarrano le porte. L’interrogatorio è ancora in corso, ma crescenti indiscrezioni vorrebbero sia un membro o un simpatizzante dei cosiddetti ebrei neri israeliti.

Jersey City, pochi giorni prima, 10 dicembre. Due afroamericani entrano in un supermercato ebraico e uccidono tre persone, il co-direttore, un dipendente ed un cliente. Le forze dell’ordine vengono messe in allerta, raggiungono il posto, dove scaturisce una violenta sparatoria che termina con la morte dei due assassini. Il fatto che l’assalto sia avvenuto contro un obiettivo ebraico spinge i media ad avanzare la prematura ipotesi che possa esserci dietro l’ombra delterrorismo islamista, o del suprematismo bianco, ma presto si scopre che i due erano afroamericani di fede ebraica. Ebrei che uccidono altri ebrei, un po’ come i terroristi islamisti appartenenti al fondamentalismo sunnita che uccidono gli sciiti, accusati di miscredenza.

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6 Feb 2020 Comunità Ebraiche

Per servire e custodire. Per una sostenibilità ebraica

La pubblicazione della nuova edizione de Il Seder Tubishvàt, ci dà l’opportunità di riflettere su come l’ebraismo ha elaborato il rapporto tra uomo e natura fin dai tempi della Torà, del Talmud e della Halakhà successiva. Il Capodanno degli alberi è soltanto un particolare in una rete di mitzvòt molto più ampia che in genere non è studiata in modo approfondito.

Scialom Bahbout

Generalmente nel dibattito sull’atteggiamento da assumere su come preservare l’ambiente si confrontano  due scuole: la antropocentrica, che pone l’uomo al centro del creato, e la biocentrica o  naturocentrica, che pone la natura al centro del proprio interesse. La prima basa i suoi interventi sul presupposto filosofico che l’uomo è la corona della creazione: lo scopo della difesa della natura sarebbe solo strumentale e cioè servirebbe solo a garantire all’uomo migliori condizioni di vita e quindi l’ambiente va preservato in quanto serve ad assicurare l’esistenza dell’uomo: la distruzione dell’ambiente finirebbe per danneggiarne l’esistenza. Il pericolo di questa impostazione sta nel disinteresse per tutto ciò che non contribuisce a migliorare le condizioni di vita dell’uomo e potrebbe portare prima o poi alla distruzione del genere umano. Questa impostazione viene generalmente attribuita alla cultura “giudeo – cristiana” e quindi occidentale, accusata di volere attribuire all’uomo il diritto di dominare l’ambiente senza alcun limite.

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5 Feb 2020 Comunità Ebraiche

Diamanti grezzi, Adam Sandler danza come poche altre volte

Antonio M. Abate

C’ha messo mesi Howard (Adam Sandler) a farsi spedire dall’Etiopia un’opale grezza, ancora incastonata nella pietra. Gemma dal fascino estremo, i fratelli Safdie ci si perdono e ci fanno perdere al suo interno, con quell’inquadratura che ricorrere all’inizio e alla fine, e che ci fa letteralmente entrare dentro a quel minerale incomprensibile. Quei colori irresistibili che prendono forma gassosa, quasi ci stessero conducendo altrove; in questo caso nello strambo mondo del gioielliere Howard Ratner.

Un Sandler chiamato di nuovo ad integrare la sua verve in un contesto drammatico, rendere verosimile un personaggio che comico forse lo è, benché suo malgrado. Un cartoon a cui non gliene va bene una, incapace di fare la cosa giusta eppure ostinato a volerci riuscire, il classico loser che più si strugge più appare bislacco, fuori posto. Come evidenziato in apertura, Howard ha tra le mani l’affare di una vita, quello che dovrebbe farlo svoltare. Il processo attraverso il quale viene in possesso di questa gemma viene a più riprese evocato ma mai del tutto chiarito, il che ci sta; in fondo, impacciato quanto si vuole, il protagonista di Diamanti grezzi non è un outcast coeniano, la qual cosa, se si vuole, lo rende ancora più mediocre, visto che nella vita alcuni risultati li ha ottenuti, ma di nessuna di queste cose sembra essere in grado di goderne davvero – che si tratti del suo lavoro, la rete di conoscenze, l’amante o la famiglia.

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4 Feb 2020 Comunità Ebraiche

I rapporti tra fascismo e sionismo

Simonetta Della Seta

Come è sempre stato convinto il mio maestro, lo studioso Renzo De Felice, sionismo italiano e sionismo internazionale hanno costituito per Mussolini due questioni distinte: la prima di politica interna e la seconda, in quanto legata alla cosiddetta «questione palestinese», di politica estera. Un terzo filone, potremmo dire, è stato per Mussolini quello del rapporto con l’ebraismo e, più in particolare, con gli ebrei italiani, ma questo meriterebbe un intervento separato.1 L’atteggiamento del regime fascista nei confronti del sionismo è stato dunque diverso a seconda che si trattasse dei rapporti con il movimento sionistico mondiale inerenti agli affari palestinesi e agli equilibri di politica estera o se riguardasse piuttosto l’affiliazione di cittadini italiani al movimento sionista. Ciononostante, non sono mancate occasioni in cui i sionisti italiani siano stati loro stessi coinvolti dal regime al fine di passare ai sionisti generali o a organismi ebraici europei e mondiali messaggi strategici che riguardavano le aspirazioni internazionali dell’Italia.

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3 Feb 2020 Comunità Ebraiche

Renée Zellweger interpreta Judy Garland

In anteprima alla Festa del Cinema di Roma anche Judy di Rupert Goold: struggente biopic dedicato alla vera storia di Judy Garland. Il film uscirà in Italia a Gennaio 2020. Ma se pensiamo al prossimo Oscar come Miglior attrice protagonista, Renée Zellweger è già la favorita.

23.10.2019

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L’edizione 2019 della Festa del Cinema di Roma, dopo l’incredibile giornata di lunedì, dedicata al maestro Martin Scorsese e l’anteprima europea del suo nuovo, attesissimo The Irishman, regala ancora forti emozioni. Negli ultimi anni Roma Film Fest ha presentato in anteprima ben due film destinati a breve a conquistare la notte degli Oscar: Moonlight nel 2017, Green Book nel 2018. E anche quest’anno, #RomaFF14 Festa potrebbe confermare la sua autorevolezza in qualità di “launchpad degli Oscar”. A parte il clamoroso caso Joe Pesci, che meriterebbe quantomeno una candidatura nella categoria Miglior Attore non protagonista, la sorpresa di oggi è Renée Zellweger. La sua interpretazione in Judy di Rupert Goold risuonava come leggendaria ancor prima dell’anteprima del film. E in questo caso, non si trattava solo di publicity né rumors a buon mercato.

Interpretazione è un termine perfino riduttivo.

Quella operata da Renée Zellweger è un’autentica trasfigurazione in Judy Garland: star bambina de Il mago di Oz (1939), destinata a una parabola tragica, ed una tra le storie più controverse e tristi negli annali di Hollywood.

Se Renée Zellweger si presenta come grande favorita all’Oscar, anche il lavoro del regista Rupert Goold merita una decisa nota di merito.

Judy poteva essere facilmente un melodramma a tinte forti, o nella migliore delle ipotesi, un biopic dalla struttura oltremodo convenzionale. Al contrario, è un film costruito con grazia, onestà e profondo rispetto. Un’opera che non trascende i toni, ma sceglie di trattare la sua protagonista con amore.

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31 Gen 2020 Comunità Ebraiche

Celeste Di Porto, la delatrice ebrea nel ghetto di Roma

Alessandra La Ruffa

Si chiamava Celeste Di Porto e, quando i Tedeschi in quel sabato di ottobre del 1943 rastrellarono il ghetto di Roma, aveva appena diciotto anni. Alta, slanciata, occhi neri e profondi, era la quinta di otto figli e viveva con la sua famiglia nel quartiere ebraico. Di umili origini, aveva iniziato a lavorare in giovane età prestando la propria attività come domestica di alcune famiglie ebree fino a quando venne assunta al ristorante Il Fantino, luogo di ritrovo di numerosi fascisti. Riuscita a sfuggire al rastrellamento insieme alla sua famiglia, Celeste, soprannominata per la sua eccezionale bellezza la stella di Piazza Giudia, abitava in Via della Reginella. Quel volto d’angelo diventerà per molti suoi correligionari il viso della morte. Sarà lei con un cenno del capo a denunciare gli ebrei e a venderli alle milizie fasciste.

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30 Gen 2020 Comunità Ebraiche

Il ragazzo ebreo che si salvò confondendosi tra i nazifascisti

Accolto come un figlio in casa del barone Parrilli, frequentata dai Mussolini, dai Ciano e dai generali tedeschi. Per non tradirsi si adattò a mangiare anche i cibi proibiti, come salame e aragosta 

Ariela Piattelli 

Un ragazzo ebreo nascosto con una falsa identità a casa di un barone nella Roma occupata dai nazisti. Segue le trame di un thriller ad alta tensione la storia vera e inedita di Giuseppe «Peppino» Nemni, morto a Roma a 97 anni. Una vicenda rocambolesca con due protagonisti, Peppino e il barone Luigi Parrilli, e ancora altri personaggi: i gerarchi nazisti, gli uomini del fascismo, dai Mussolini ai Ciano e così via. Giuseppe era nato a Tripoli nel ’23, suo padre Raffaello era un industriale molto importante, amico di Cesare Balbo e Mussolini. 

Da Tripoli a Roma 

Nemni ha dieci anni quando il padre lo manda a studiare in Italia. La sua avventura s’inizia però all’età di vent’anni, nel settembre del ’43, quando i tedeschi occupano l’Italia: già cacciato dalla Careggi di Firenze in seguito alle leggi razziali, Peppino si trova solo a Forte dei Marmi. «Scappavano tutti, non solo gli ebrei. Ero disperato, così presi un treno per Firenze», ha ricordato Nemni nella sua testimonianza. Arrivato alla stazione di Firenze trova una scena apocalittica e le SS con le mitragliatrici: «Prendevano i giovani per mandarli a lavorare in Germania, gli ebrei li avrebbero mandati nei campi di sterminio». 

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29 Gen 2020 Comunità Ebraiche