Kolòt-Voci - Identità ebraica in una newsletter

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Quasi un terzo dei soldati israeliani è sionista-religioso

La rassegna stampa ebraica dal mondo di Kolòt a cura di Ruth Migliara

Nell’ultimo ventennio la percentuale di membri religiosi dell’esercito israeliano è passata dal 2,5 % al 31,4%: quasi un terzo sul totale, una percentuale ben superiore alla popolazione dello stesso gruppo. Il giornale militare Ma’arachot ha pubblicato uno studio che riporta i dati contenuti in una ricerca del 2007.

Il comandante B., un ufficiale dell’IDF in servizio attivo, ha raccolto questi risultati due anni fa, per la sua tesi di laurea presso il National Security College. B., che la fonte lascia in anonimato, è riuscito a raggirare la normale reticenza dell’IDF a rilasciare dati sulle posizioni religiose dei suoi componenti, indagando in che percentuale la scuola superiore di provenienza fosse secolare o religiosa.

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Nascere ebreo in un paese arabo

Tra memoria e storia – Nascere ebreo in un paese arabo

David Meghnagi[1]

Segna con una traccia rossa la prima pagina del libro, perché la ferita al suo inizio è invisibile (Edmond Jabes,  Il Libro delle interrogazioni)

1. Il pogrom del 1945 tra memoria e storia.

Parlare dei pogrom del novembre ’45 e del giugno ’48 era un tabù. Sul terrazzo soprastante la casa in cui abitavo c’era una scritta in gesso bianco: “novembre 1945, giorno della chomata”. Con questo termine due miei fratelli avevano dato un nome al massacro (pra’oth) di oltre trecento persone (secondo i calcoli ufficiali: 167 persone): decine di corpi mutilati, sinagoghe bruciate e profanate, rotoli della Torah calpestati, fatti a pezzi e bruciati, donne incinte, cui era stato squarciato il ventre, bambini con la testa spaccata contro le pareti[2].

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Qual è la risposta ebraica all’emancipazione?

ARCHIVIO: I discorsi del 200720082009


Il discorso pronunciato, nel Tempio maggiore di Roma, all’ora di Ne’ilà di questo Kippur 5771 dal rabbino capo di Roma

Riccardo Di Segni

Tra due giorni, il 20 settembre, la nostra Comunità parteciperà alle celebrazioni ufficiali in Campidoglio per il 140esimo anniversario di Porta Pia e i 150 anni dell’Unità d’Italia. In una sede molto autorevole ci è stato chiesto se e con quale spirito avremmo partecipato. Per spiegare che questa è proprio una nostra festa, ho ricordato la storia del primo colpo di cannone che aprì la breccia di Porta Pia, sparato da una batteria agli ordini di un ufficiale ebreo, l’unico a non doversi preoccupare della minaccia di scomunica papale per chi per primo avesse aperto il fuoco contro le mura di Roma. Alcuni discendenti di quell’ufficiale sono membri della nostra Comunità.

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Kol Nidre, la preghiera che commuove

ARCHIVIO: Kippur


Donato Grosser

Molti si domandano per quale motivo c’è tanta commozione la sera di Kippur quanto il chazan intona il Kol Nidre’. Il Kol Nidre’ non è una preghiera. Viene enunciato dal chazan circondato da due maggiorenti della comunità che formano un Bet Din di tre persone. E in qualità di Bet Din, questi tre dayanim cancellano i giuramenti e i voti di coloro che incautamente hanno fatto promesse solenni o dichiarazioni giurate. L’atto di cancellare i giuramenti è molto importante perché giuramenti in vano o in falso sono classificati tra i peccati gravi e nessuno di noi vuole arrivare a Yom Kippur con il peso di questi peccati.

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Le polemiche fra rabbini non sono certo una novità

ARCHIVIO: Un articolo di rav Alberto Somekh del 2004 su Kippur che cade di shabbat come quest’anno


L’aspro scambio di lettere fra Shadal e Benamozegh sul significato del suono dello shofar. Dalla derashà tenuta il 1° giorno di Rosh Hashana all’Oratorio Di Castro di via Balbo, Roma

Gianfranco Di Segni

EsplosioneA Rosh Hashana in genere si fa il consuntivo dell’anno appena trascorso. Una delle caratteristiche di quest’anno è stata il dibattito che ha animato la comunità ebraica italiana riguardo al ruolo dei rabbini, con accese discussioni sui rabbini e fra i rabbini stessi. Ricordiamone qualcuna: la visita del papa alla sinagoga di Roma, con rabbini che hanno partecipato e altri che si sono astenuti dal farlo; la vicenda delle ciambellette nella comunità di Roma, che è finita addirittura sulle pagine della stampa nazionale; la revoca del rabbino capo di Torino; lo stato della kashrut a Roma. (La lista non è affatto esaustiva). Qualcuno si stupisce delle discussioni fra i rabbini. In realtà, non si capisce perché le divergenze di opinioni fra il presidente (a livello locale o nazionale) e il capo dell’opposizione siano viste come normali e, anzi, ci si meraviglierebbe se non fosse così, mentre quando i rabbini discutono fra di loro ciò è visto come qualcosa di inusuale. Invece, è proprio vero il contrario: fra i rabbini ci sono sempre state diverse opinioni.

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Ma perché mai si suona lo shofar a Rosh Hashanà?

Rav Sergio Sierra z”l – Tratto da: Il valore etico delle Mitzvot

Diverse sono le spiegazioni scientifiche o pseudoscientifiche che gli studiosi di storia delle religioni hanno dato ricercando l’origine e il valore dello Shofar. Prescindendo da queste teorie, più o meno accettabili per noi ebrei, qui descriveremo qual è il valore simbolico di questo caratteristico strumento di manifestazione religiosa nella tradizione d’Israele, la quale sola riesce a dare un vivo contenuto etico alle forme rituali ebraiche.

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Novità La rassegna stampa ebraica dal mondo di Kolòt a cura di Ruth Migliara

I gioielli di Elùl

Cos’hanno in comune la pop star Lady Gaga, Il regista e produttore cinematografico Eli Roth e il 47enne David Shapiro, che ha appena scontato una condanna di 27 mesi per possesso di stupefacenti? Apparentemente nulla. Ma ad accomunarli è Craig Taubman, musicista e curatore del sito web Jewels of Elul, alla sesta edizione. Ogni anno sono raccolte 29 testimonianze di diversi autori, ciascuna per ogni giorno del mese di Elul, che nascono dalla riflessione sulla possibilità di evolversi, cambiare, migliorare. Sempre e continuamente.

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