Kolòt-Voci - Identità ebraica in una newsletter

La mostra – “Italia ebraica, una trama a colori”

La lavorazione dei tessuti è tra le più antiche forme d’arte e, in campo ebraico, fin dai tempi biblici i tessuti sono stati presenti e protagonisti. Nel bene e nel male, nelle vicende di compiuta integrazione ma anche in quelle di maggior criticità, l’arte del tessuto si è imposta come perno espressivo e come testimonianza imprescindibile di vitalità e costituisce oggi una chiave di lettura preziosa per comprendere secoli e millenni di storia.

La mostra “Tutti i colori dell’Italia ebraica. Tessuti preziosi e stoffe dall’antica Gerusalemme al prêt-à-porter moderno”, curata da Dora Liscia Bemporad e Olga Melasecchi (direttrici rispettivamente dei Musei ebraici di Firenze e Roma) e inaugurata quest’oggi nelle Gallerie degli Uffizi, ne è un efficace esempio. Un percorso che dagli ornamenti del Tempio di Salomone accuratamente descritti nella Bibbia ci porta fino a Emanuele Luzzati, Maestro del disegno contemporaneo, ottenendo la ribalta prestigiosa del più importante museo italiano.

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27 Giu 2019 Comunità Ebraiche

In Germania caccia alla kippah in 24 ore di ordinario antisemitismo

Tre aggressioni ad Amburgo, Berlino e Düsseldorf 

Il mese scorso Felix Klein, delegato del governo tedesco per la lotta all’antisemitismo, ha scioccato la Germania con queste parole: “Gli ebrei farebbero bene a non indossare la kippah in qualsiasi momento”. Il ministro dell’Interno bavarese, Joachim Herrmann, aveva risposto: “Tutti dovrebbero potere indossare la kippah, ovunque”. Poi è stata la volta del ministro dell’Interno federale, Horst Seehofer: “Lo stato deve garantire l’esercizio della propria fede in ogni luogo”. Infine, il ministro degli Esteri Heiko Maas: “Nessuno dovrebbe mai più nascondere le proprie origini ebraiche”. Dure critiche erano arrivate a Klein anche da Israele tramite il suo presidente, Reuven Rivlin, che ha parlato di “resa” all’antisemitismo. 
Pochi giorni fa il presidente, Frank-Walter Steinmeier, aveva dichiarato al Collegio degli studi ebraici di Heidelberg che il paese doveva fare di più per far sentire al sicuro la propria comunità ebraica. Purtroppo, la cronaca tedesca delle ultime 24 ore sembra dare ragione al pessimista Klein.

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26 Giu 2019 Comunità Ebraiche

Campioni fummo in terra d’Egitto…

Daniel Fishman

Il Chilometro d’oro, romanzo storico sulla comunità ebraica egiziana, è stato tradotto in arabo e pubblicato in Egitto a cura del Ministero della Cultura. Una storia (anche) sportiva

«Ma lo sai che hanno pubblicato il tuo libro in arabo e che si trova nelle librerie del Cairo?» questo il contenuto di una telefonata ricevuta poco tempo fa da un’amica egiziana. Anni fa, quando pubblicai il Chilometro d’oro (Guerini editore, 2006) ero stato contattato dal Ministero della Cultura egiziano che si era informato sugli eventuali diritti di traduzione in arabo. Il discorso era poi caduto nel dimenticatoio. A cose fatte, e a distanza di così tanto tempo, non è durata più di due minuti l’idea di attivarmi per far valere i miei diritti d’autore. In Egitto, come si sa, casi legali ben più consistenti del mio non trovano soluzione…

Mi sono così accontentato di ricevere il libro e di rilevare come la vicenda avesse comunque interessanti riflessi “politici”. 

Un romanzo storico che racconta di un Paese che nella prima metà del ‘900 era ricco di decine di etnie, religioni, idee, partiti, intellettuali e stampa libera, è un Egitto ben diverso da quello attuale. Un Paese che le giovani generazioni non hanno conosciuto e che, grazie ai media ed eventi culturali, e appunto ad un libro come questo, hanno ora la possibilità di riscoprire. Anche nella sua componente ebraica, che in “terra di Goshen” ha avuto una presenza plurimillenaria e che in epoca contemporanea aveva raggiunto posizioni di rilevanza, prestigio e forte attiguità col Governo. In nessun Paese arabo infatti, gli ebrei possedevano così tanti ruoli, incarichi, ed erano responsabili di settori chiave del Paese. Lo si può raccontare in tante maniere; lo sport è emblematico in tal senso. A partire dagli inizi del ‘900, periodo nel quale in Europa si cominciarono a diffondere le pratiche sportive, anche in Egitto si organizzarono le prime partite dei soldati inglesi con le squadre egiziane e con quelle delle comunità straniere. Si fondarono alcuni primi club, Le ferrovie al Cairo, nel 1903, e l’Olympi ad Alessandria nel 1905, mentre nel 1907 venne fondato l’Al-Ahly, attualmente la squadra più popolare, per opera di un inglese che però sosteneva l’indipendenza dell’Egitto, diventando così la squadra di riferimento del leader nazionalista Sa’d Zaghlul.

Nel 1911 venne fondato invece l’Al-Zamalek, l’altra grande squadra egiziana, per iniziativa degli impiegati dei tribunali misti. Anche la polisportiva del Maccabi era intanto stata creata e le sue squadre, maschili e femminili, partecipavano a tutti i campionati in diversi sport.

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25 Giu 2019 Comunità Ebraiche

Gli ebrei nell’Italia fascista

Sergio Paolo Ronchi

Un capitolo ineludibile nella storia nazionale

Ernesto Nathan (Giacomo Balla)

Quarto appuntamento con la serie di pubblicazioni utili a non perdere il filo della storia. Dopo il primo articolo a cura di Sergio Ronchi, dopo la recensione di Eliana Bouchard al volume di Giuliano Bascetto, Cognomi valdesi nel casellario politico centrale, e  dopo la recensione dell’ultimo libro di Francesco Filippi che svela «le idiozie che continuano a circolare sul fascismo», oggi è il turno della condizione degli ebrei nell’Italia fascista. Per non dimenticare. Buona lettura.

Quando si parla della storia d’Italia bisogna fare i conti con la memoria: con il razzismo e l’antisemitismo degli anni Venti. Infatti, «sia la vita sia la persecuzione degli ebrei costituiscono parte integrante e irrinunciabile della vicenda storica nazionale». Ce lo ricorda il maggiore esperto di storia degli ebrei in Italia e della Shoah in Italia e in Europa, lo storico Michele Sarfatti con la nuova e definitiva edizione del suo lavoro maggiore*.

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20 Giu 2019 Comunità Ebraiche

Il culto e i suoi adepti

OPINIONI Niram Ferretti

Alexandra Ocasio Cortez, la pasionaria de sinistra, mucho de sinistra in dotazione partito democratico, non perde mai occasione di farci conoscere il proprio pensiero sulla ferocia di Donald Trump, lo conoscete, il primo presidente fascista americano. E così, attingendo dal suo vasto repertorio culturale ci informa che i centri di raccoglimento per le migliaia di migranti al confine con il Messico, sarebbero “campi di concentramento”. 

E’ giusto in fondo, Trump-Mussolini, pardon, Hitler cosa potrebbe fare se non allestire negli USA dei campi di concentramento per gli indesiderati?

Bisogna dire però che la Cortez è stata preceduta da altre voci analoghe. Il paragone tra i campi di concentramento e i centri di raccoglimento per i migranti lo ha fatto una figura assai più illustre, l’attuale papa, per non parlare dell’altra associazione, tanto ma tanto cara alla sinistra, quella tra migranti ed ebrei. 

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19 Giu 2019 Comunità Ebraiche

Ruth Dureghello confermata alla guida della Comunità Ebraica di Roma

Ha ottenuto il 48% dei consensi con la lista Per Israele: «Felice per la fiducia ci occuperemo delle fasce più deboli e dell’educazione ebraica» 

Ariela Piattelli 

Con il 48% dei consensi, la lista «Per Israele» guidata dalla presidente Ruth Dureghello si conferma la più votata alle elezioni delle Comunità Ebraica di Roma. In una competizione elettorale che vedeva ben 6 liste candidate, quella della Dureghello raggiunge la maggioranza assoluta in Consiglio, grazie al premio di maggioranza, scattato dopo 45% delle preferenze. «Four more years», scrive ringraziando i suoi elettori su Facebook la presidente, riconfermata alla guida della Comunità ebraica più numerosa di Italia per i prossimi 4 anni. 

«E’ una grande soddisfazione il riconoscimento del risultato di questi ultimi quattro anni. – commenta Dureghello – Sono felice per la fiducia che gli elettori hanno rinnovato a me e alla mia squadra. Continueremo a rappresentare la Comunità ebraica più antica d’Europa con orgoglio e impegno. Come promesso in campagna elettorale ci occuperemo delle fasce più deboli e dell’educazione ebraica. Vogliamo continuare ad essere con i nostri valori un punto di riferimento per questa città e per questo Paese».

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18 Giu 2019 Comunità Ebraiche

Pacifici: «Io commendatore come nonno Riccardo ucciso a Auschwitz»

Pacifici: questa onorificenza è un risarcimento a lui. «Il cardinale di Genova, Pietro Boetto, gli aveva procurato un passaporto. ma lui restò fin all’ultimo al suo posto» 

Paolo Conti 

Rav Riccardo Pacifici z.l.

«Questa onorificenza che il capo dello Stato ha voluto concedermi mi onora moltissimo. E mi commuove anche perché rappresenta, ai miei occhi, un risarcimento dello Stato italiano nei confronti di mio nonno Riccardo, rabbino capo di Genova, che fu nominato da Vittorio Emanuele III Cavaliere della Corona d’Italia e poi, con le leggi razziste, perse i diritti civili e venne privato anche di quell’onorificenza… Infine fu prima torturato e poi trucidato ad Auschwitz. Anche mia nonna Wanda morì lì».

La nomina di Mattarella
Riccardo Pacifici, esponente di spicco della comunità ebraica italiana, è stato nominato dal capo dello Stato Sergio Mattarella Commendatore dell’ordine al Merito della Repubblica italiana. Pacifici è stato presidente della Comunità ebraica romana dal 2008 al 2015, fondò da ragazzo — con Dario Coen e Maurizio Molinari — il Movimento culturale studenti ebrei. Negli anni ha strenuamente difeso i diritti e le ragioni dell’ebraismo italiano favorendo il dialogo culturale, sociale e interreligioso. Oggi è nell’Executive board dell’Israeli Jewish Congress, ed è nel collegio della Fondazione Museo della Shoah. Una vita di impegni molto densi, ecco la ragione della nomina: «L’idea originaria fu dell’allora sottosegretario Maria Elena Boschi. L’iter si è concluso con la firma del presidente Mattarella e dell’attuale presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Mi piace che sia una iniziativa bipartisan… Ma per me, ripeto, è un simbolo legato a mio nonno Riccardo». 

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17 Giu 2019 Comunità Ebraiche