Shoah | Kolòt-Voci

Categoria: Shoah

La Shoah fu un tentativo di genocidio

Giovanni De Martis (www.olokaustos.org) risponde alla provocazione di Giorgio Israel

Secondo Giorgio Israel “il genocidio è un concetto balordo e autocontraddittorio: se non esistono le razze – e non possiamo crederlo a meno di non essere razzisti, oltre che ignoranti – che senso ha parlare della soppressione di ciò che non esiste, se non nell’intenzionalità?” Continua a leggere »

Il Diario di Helga, ebrea diciottenne deportata in Polonia dove morì

Come Anna Frank: «Sono così sola»

Una giovane ebrea olandese ha raccontato gli ultimi mesi di vita nel lager: «Vedo la libertà dietro il filo spinato»

AMSTERDAM – Comincia così: «1 Giugno 1943. Carissimo, la situazione, finora, va meglio del previsto. Sono in una baracca vuota, sulla brandina più bassa (ce ne sono tre una sull’altra) e se da qui guardo fuori dalla finestra vedo betulle, abeti, il cielo azzurro con delle nuvole bianche». È il diario che Helga Deen, ebrea olandese, scrive sul suo quaderno di chimica. Ha 18 anni e frequenta l’ultimo anno di liceo a Tilburg, nel sud dei Paesi Bassi. Suo padre è responsabile dell’«Ufficio permessi di trasporto» della comunità ebraica locale e questo risparmia alla famiglia la deportazione. Almeno fino al 10 aprile 1943. Quel giorno, tutti gli ebrei di Tilburg vengono portati al campo di raccolta di Vught, pochi chilometri a nord della città. È qui, dopo un paio di mesi dall’arrivo, che Helga comincia a scrivere la sua cronaca dell’inferno. Continua a leggere »

L’Europa 60 anni dopo

D-Day, ancora grazie America

André Glucksmann

Dieci anni fa rimpiangevo l’assenza del cancelliere tedesco alle cerimonie di Normandia. Oggi, non rinuncerò al mio piacere, intimo quanto filosofico. Rivolgo un grazie ai soldati che sbarcarono il 6 giugno 1944, quando la rete della Resistenza dove lavoravano mia madre e le mie sorelle più grandi cadeva nelle grinfie di Klaus Barbie: arresti, torture, corpi martirizzati spediti senza ritorno là dove sapevamo. E grazie agli americani, agli inglesi, ai canadesi, agli australiani che mi hanno salvato il resto della famiglia, grazie a coloro che permisero ai francesi di oggi di non essere costretti a pensare da nazisti o da stalinisti.

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Il peggior modo di celebrare il Giorno della Memoria

Emanuele Calò

Il Giorno della Memoria ricorda la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, avvenuta peraltro quando il mostro aveva portato a compimento la sua opera: l’eliminazione degli ebrei d’Europa. Da quel momento, gli ebrei nel mondo passammo da diciotto milioni a dodici e in gran parte d’Europa non vi è ormai che una presenza simbolica. Si dice sovente che non bisogna confondere ebrei e israeliani, e su questo non vi sono voci discordi, ma semmai interviene qualche giusta distinzione e precisazione. Continua a leggere »

La giornata della memoria… corta (3)

Tre intolleranze per un discorso che dura da secoli

David Bidussa

L’antisemitismo è molte cose. Un tentativo di spiegazione del mondo a fronte dell’impossibilità di trovare un bandolo che dia ragione delle cose; la pretesa di individuare le origini del male e le cause del suo persistere in un soggetto dato; è la descrizione di un sistema di potere di cui ci si autodefinisce come vittime e di cui si indica negli ebrei il soggetto collettivo che ne incarnerebbe l’essenza. Continua a leggere »

La giornata della memoria… corta (2)

Germano Marubbi

Martedì prossimo l’Europa ed il mondo celebreranno la Giornata della Memoria. La ricorrenza, voluta per non dimenticare la barbarie nazista e fissata nell’anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, vedrà anche nella nostra provincia una serie di appuntamenti importanti. L’occasione sarà propizia per una profonda riflessione, ci auguriamo non solo sul passato, ma anche su un presente non privo di elementi di preoccupazione, almeno per chi sappia leggerli. Continua a leggere »

La giornata della memoria… corta (1)

Europei e l’antisemitismo: 15% è ostile agli ebrei

Renato Mannheimer

Per un cittadino su due sono «diversi». Giudizi negativi, Italia sopra la media. Scarse le conoscenze storiche

MILANO – In una ricerca dell’«Eurobarometro» dell’ottobre 2003, la maggioranza della popolazione dell’Unione Europea dichiarava di ritenere Israele «una minaccia per la pace». Il risultato suscitò molte polemiche: chi lo riteneva un indice di antisemitismo, chi una mera critica al governo israeliano, chi addirittura una negazione al diritto stesso all’esistenza dello Stato ebraico. La formulazione un poco ambigua del quesito impediva di individuare scientificamente l’interpretazione corretta. Continua a leggere »