Shoah | Kolòt-Voci

Categoria: Shoah

L’anniversario. 1938, anno cruciale e terribile per l’ebraismo europeo

G. Troian

I) 14 luglio 1938

Quello che impropriamente e in maniera fuorviante è conosciuto come ‘Manifesto degli scienziati razzisti’ venne pubblicato senza firme sul “Giornale d’Italia” del 14 luglio 1938 col titolo ‘Il fascismo e i problemi della razza’, segnando in tal modo l’inizio ufficiale della politica antisemita del regime fascista. Il 1938 è dunque anche in Italia “l’anno cruciale e terribile per l’ebraismo europeo” (E. Mendelsohn). La comunità ebraica arrivò “disarmata” (come ha scritto Amos Luzzato), a questa svolta. Continua a leggere »

Beffò il regime con il suicidio

La sfida di Formiggini

Stefano Paolo

Editore ebreo di libri umoristici si uccise nel ‘ 38 per contestare le leggi razziali «I posteri non si occuperanno di me». Il presentimento di Angelo Fortunato Formiggini si è avverato. I posteri lo hanno quasi ignorato. Eppure è una di quelle figure su cui gli storici della cultura avrebbero molte ragioni per riflettere. «Un punto luminoso del Novecento», lo definisce Antonio Castronuovo in una biografia da poco uscita (Libri da ridere, Stampa Alternativa, pp. 156, euro 7) dedicata al «privato editore dilettante» e al filosofo della risata. Una biografia sui generis per un personaggio sui generis, un omaggio leggero a un uomo che aveva sposato la leggerezza e che il 29 novembre 1938, all’ indomani della promulgazione delle leggi razziali, scelse di gettarsi dalla Ghirlandina, la torre campanaria di Modena. Continua a leggere »

L’alleanza Hitler-Sion

Piccola ma significativa antologia dell’antisemitismo arabo

Carlo Panella

L’ebreo può uccidervi e prendere il vostro sangue per impastare il suo pane sionista. Questa realtà apre davanti a noi una pagina ancora più orribile del crimine in se stesso: le credenze religiose degli ebrei e le perversioni che contengono, che si impiantano su un odio cupo verso tutto il genere umano e tutte le religioni”. Sarebbe bene leggere queste frasi deliranti prima di ognuna delle commemorazioni pubbliche della Shoah. Perché non sono state scritte settant’anni fa, sono state scritte oggi. Non sono di Adolf Hitler né di un fanatico cattolico dell’Ottocento convinto dei riti di “sacrificio umano” degli ebrei. Sono le parole di un leader arabo di un paese cui la diplomazia di molti Stati, purtroppo anche quella italiana, riconosce un’evoluzione moderata. Sono frasi del libro “Il pane azzimo di Sion”, pubblicato nel 1983 da Mustafa Tlas che, dal 1972, è l’uomo forte del regime siriano, che da allora, ininterrottamente è ministro della Difesa baathista della Siria, che garantisce oggi al presidente Beshar al Assad la fedeltà al regime delle forze armate. Con orgoglio la stampa siriana ricorda sovente che questo libro è un best seller. Con altrettanto orgoglio più di un serial televisivo ha tratto ispirazione da queste pagine: in una fiction si vede un povero arabo legato come un salame su un tavolo da cucina, circondato da famiglie di ebrei dal naso adunco che stanno per ucciderlo con coltellacci per usare il suo sangue per riti immondi. Continua a leggere »

«L’Italia faccia i conti con i collaborazionisti»

Riccardo Pacifici, portavoce della Comunità ebraica di Roma. «Chi allora aiutò i nazisti nella deportazione degli ebrei racconti oggi la verità»

Francesco Grignetti

COLLABORAZIONISTI venite fuori e raccontate come andò». Riccardo Pacifici, portavoce della comunità ebraica di Roma, è un quarantenne. Suo nonno era il rabbino capo di Genova ed è morto ad Auschwitz. Sua nonna, nascosta in un convento di suore, fu arrestata e deportata. «La presero i fascisti, non i nazisti. C’è la testimonianza della madre superiore del convento». Le parole di Domenico Gramazio («L’Italia fascista non condivise le leggi razziali») gli hanno fatto male. Continua a leggere »

L’Islam e il nodo della Shoah

Roma, 24 gen. (Adnkronos) – I musulmani inglesi non parteciperanno alla commemorazione della shoah: dimentica le vittime degli altri olocausti, primo su tutti quello palestinese. A comunicare la scelta della comunit à islamica britannica è stato il segretario del Consiglio Musulmano inglese, Iqbal Sacranie, in una lettera inviata al ministro dell’Interno, Charles Clarke. ”Non siamo disponibili – si legge nella lettera di Sacranie – a partecipare alla cerimonia, perchè esclude gli altri genocidi e abusi dei diritti umani che vengono perpetrati oggi al mondo, incluso quello in Palestina”. Il mondo islamico italiano prende posizione di fronte al rifiuto dei musulmani inglesi. Reazioni diverse che vanno dal totale disaccordo alla condivisione, in nome della necessita’ che le celebrazioni non siano a senso unico e che si celebri il sacrificio di tutti gli uomini del mondo. Continua a leggere »

«La Chiesa preconciliare si è sempre sforzata di convertire i giudei»

Antisemitismo, odio antico. Non soltanto nazista

Giorgio Israel

Il dialogo ebraico-cristiano richiede pazienza. Non è pensabile che secoli di «disprezzo, di ostilità e di persecuzione contro gli ebrei in quanto ebrei» — per dirla con le parole del pregevole documento della Pontificia Commissione Biblica su Il popolo ebraico e le sue Sacre Scritture (2001) — non lascino traccia e che i passi necessari a dissiparne le conseguenze possano essere compiuti in poco tempo. Richiede soprattutto due requisiti: che l’ombra del passato non gravi come un pregiudizio sul presente; e che le azioni presenti indichino in modo inequivocabile la volontà di superare definitivamente gli errori del passato senza disconoscerli. È legittimo chiedere a chi ha subito un torto di non farsi condizionare per sempre dal passato, purché non si avanzi l’inaccettabile pretesa che il torto non sia avvenuto. Qui equilibrio e saggezza sono doti necessarie. Nel dibattito suscitato dalla pubblicazione sul Corriere della Sera del documento sui bambini «giudei», più d’uno si è mosso con l’incedere di un elefante in una cristalleria, provocando sconquassi che si spera non abbiano conseguenze devastanti. Continua a leggere »

Antisionismo e antisemitismo

Il CDEC francese riesce a vedere anche l’antisemitismo arabo

L’antisionismo, così radicato nel mondo arabo e anche in Europa, non può non aver a che fare con l’antisemitismo perché va a negare il processo di liberazione di un popolo. L’accusa, corrente nel mondo arabo, di essere un popolo “creato da Hitler”. L’accusa, corrente in Europa, di comportarsi come nazisti. La ragione di entrambi i popoli, con la differenza che per gli ebrei Israele è l’unica spiaggia. Intervista a Georges Benoussan.

Georges Benoussan, storico, è direttore della Re vue d’Histoire de la Shoah, pubblicazione del Centre de Documentation Juive Contemporaine di Parigi; ha pubblicato: Génocide pour Memoi re, Plon 1989; L’Eredità di Auschwitz, come ri cordare?, Einaudi 2002; Histoire politique du sio nisme, Fayard 2003 (presto in uscita da Einaudi). Continua a leggere »