Shoah | Kolòt-Voci

Categoria: Shoah

Ma davvero la spirale contraccettiva è come la Shoah?

Banalizzazione dell’Olocausto: un appello alla Comunità ebraica

Alessandro Litta Modignani

“Ai circa 200 milioni di vittime dei totalitarismi del Novecento, devono essere sommati altrettanti feti, nonché lo sterminio di embrioni soppressi con la fecondazione assistita o con metodi anticoncezionali come la spirale”.

Così il noto editorialista Antonio Socci – mica uno qualunque – in occasione del convegno “L’eclissi della Bellezza – Genocidi e diritti umani”, tenuto nelle settimane scorse all’Università Cattolica di Brescia. Proviamo a seguire, se tale si può definire, il filo del ragionamento.

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Francesi ebrei o ebrei francesi?

Francia – radiografia della comunità ebraica

“Nonostante una importante secolarizzazione nella comunità ebraica francese c’è un ritorno verso la pratica religiosa”, dichiara la sociologa Régine Azria al quotidiano parigino Le Figaro che poche settimane fa ha pubblicato un’inchiesta sull’ebraismo d’Oltralpe. Tuttavia, questo ritorno alla fede non costituisce un fenomeno di massa. Anzi, secondo alcuni dati, difficili da accertare, solo 100 mila tra i circa 700 mila ebrei di Francia sarebbero praticanti. Anche su questo punto le cose non sono molto chiare. Di quale “pratica” si tratta? Di coloro che vivono quotidianamente nel rispetto delle regole religiose o di chi frequenta la sinagoga una o due volte l’anno? Continua a leggere »

Ebrei, gli esami non finiscono mai

Arrigo Levi

Ma come è difficile essere ebrei! So bene che lamentarsi dei problemi che derivano oggi a chi è ebreo in un Paese civile come l’Italia è, per un sopravvissuto come me, addirittura imbarazzante, e quasi vergognoso. So anche che se scrivessi una autobiografia dovrei intitolarla, come intitolò Vittorio Segre la sua, Storia di un ebreo fortunato. Una volta che un ebreo (per di più un Levi, discendente diretto di uno degli 8580 Leviti di età fra i 30 e i 50 anni – non so quale tra loro – censiti all’uscita d’Egitto da Mosè e Aronne, che erano anch’essi dei Levi), nato in una città europea nel 1926, può permettersi di riflettere, ottant’anni dopo, sui fastidi che gli tocca subire per il fatto di essere ebreo, dovrebbe soltanto ringraziare il cielo (o la saggezza di suo padre), se è scampato alla Shoah, e non preoccuparsi delle idiozie che di tanto in tanto gli tocca sentirsi dire in quanto ebreo. Continua a leggere »

Vita e morte di Arpad Weisz, allenatore ebreo

Milano, 25 gennaio – `Visto da lontano, Arpad Weisz non e` alto e non e` basso. Non e` bello e non e` brutto. E’ un uomo normale`. Chi e` stato Arpad Weisz? E per quale motivo uno dei grandi personaggi degli Anni 30 e` caduto nell’oblio, al punto da non conoscerne, oggi, neanche il nome? Perche` il calcio ha rimosso con vergogna il ricordo del piu` grande allenatore della sua epoca? Da queste domande nasce e si sviluppa il viaggio-inchiesta alla scoperta del trainer che ha vinto lo scudetto con l’Inter nel 1929-30 – il primo della Serie A come la conosciamo ora – e di altri tre titoli nazionali col grande Bologna. Oltre al Trofeo delle Esposizioni, la Champions League dell’epoca, conquistato contro i maestri del Chelsea. Continua a leggere »

Sami, il Bar mitzvà 64 anni dopo

Deportato ad Auschwitz non poté farlo a 13 anni

Ariela Piattelli

La settimana della Memoria, che precede la giornata del 27 gennaio, si è aperta ieri nella grande Sinagoga di Roma. Ed è iniziata con un evento unico e lieto, perché Samuele Modiano, 77 anni, reduce dai campi di sterminio nazisti, ha potuto finalmente festeggiare il suo Bar Mitzvà, la maggiorità religiosa che ogni ragazzo ebreo celebra a tredici anni. Originario di Rodi, Samuele detto «Sami», all’età di tredici anni fu deportato ad Auschwitz, insieme ad altri 2500 ebrei greci. Nel cuore dell’inferno non ebbe certo la possibilità di festeggiare il Bar Mitzvà, e ieri, più di sessant’anni dopo, la Comunità Ebraica di Roma ha voluto restituire a Sami una piccola, ma importante parte, di ciò che la vita gli ha tolto. Continua a leggere »

L’Incubo del Giorno del Secondo Olocausto

Benny Morris

Un bel giorno, quando meno ce lo aspetteremo, i mullah di Qom convocheranno una seduta segreta, sulla quale campeggeranno gli occhi di ghiaccio dell’ ayatollah Khomeini, per dare il placet ad Ahmadinejad. Allora per Israele sarà la fine. Continua a leggere »

Per negare la Shoah

Furio Colombo

Sappiamo tutti ciò che sta avvenendo in questi giorni a Teheran. Sotto la finzione grottesca del convegno universitario, si è aperto un processo alla Shoah. Il presidente della Repubblica dell’Iran, Ahmadinejad, ha già anticipato il senso di ciò che sta accadendo, dunque ha già fatto circolare la velina della sentenza che attende di avere: la Shoah è un’invenzione della cultura europea, succube del complotto ebraico. Continua a leggere »