Shoah | Kolòt-Voci

Categoria: Shoah

Emmanuel Lévinas: Il volto dell’Altro

Il grande filosofo parla delle sue radici ebraiche, di televisione, di violenza, della società liberale.

DOMANDA N. 1 – Professor Lévinas, da giovane Lei ha trascorso un periodo in Germania durante il quale ha fatto incontri importanti. Vuole parlarcene? Continua a leggere »

Gemma Volli fra genere e storia

Gemma Volli, “Le escluse” Ibiskos Editrice Risolo 2006, pag. 229 ? 20

Maria Corti, studiosa di letteratura, considera l’autobiografia di Sibilla Aleramo, “Una donna”, uscito nel 1906, ‘una dichiarazione di guerra’. Originale “ritratto di signora” che, scegliendo di vivere ‘solo per sé’, attraversa la cultura italiana di mezzo secolo.

Scelta ardua, anzi impossibile per le “Le escluse” di Gemma Volli, che pubblica la sua raccolta di novelle nel 1938, presso l’editore Cappelli di Bologna. Provvidamente ristampata nel 2006 da Ibiskos Editrice, offre l’opportunità al lettore e allo studioso di indagare la condizione femminile nell’Italia del Ventennio e di godere di una letteratura di genere di buona qualità. Continua a leggere »

Antifascista per caso

Le virtù di Nello – Storia di un intellettuale eroe schiacciato dalla figura del fratello

ANGELO D’ORSI

Aveva oscillato, da liberale, tra Amendola e Gobetti, nel primo dopoguerra; aderì all’ultima esperienza dell’antifascismo militante nell’Italia del 1925, il Non Mollare, di Ernesto Rossi e compagnia; davanti al fallimento delle opposizioni si era un po’ ritratto negli studi, coltivando la sua passione storiografica, che, se il destino non avesse altrimenti deciso, ne avrebbe fatto uno dei grandi storici italiani del secolo. Nello Rosselli, di lui stiamo parlando, il fratello minore di Carlo, accomunato a lui nei viali delle rimembranze, a seguito dell’odioso assassinio di cui furono vittime insieme, nel giugno di settant’anni fa.

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Alt ai negazionisti

Il consiglio di facoltà cancella il master del professor Moffa cui partecipavano storici revisionisti non solo italiani, i promotori rilanciano sul web. Viaggio in un pianeta sorprendente e contraddittorio

MARCO VENTURA – TERAMO

Casa Moffa a Roma. Salotto borghese in un comprensorio nel verde, senza pretese ma vivacizzato da scaffali a cielo aperto con volumi di cultura politica anni ’70 e documenti da scannerizzare per il sito internet del master Enrico Mattei in Medio Oriente, ricettacolo di Ideologie retrò amalgamato dal livore anti-americano e anti-ebraico. Il master, coordinato da Claudio Moffa, ordinario di Storia e istituzioni dei Paesi afroasiatici, è stato cancellato il 3 luglio dal Consiglio di facoltà di Scienze politiche dell’Università di Teramo perché «non coerente con gli obbiettivi formativi complessivi della facoltà». Moffa grida al «fascismo universitario» e paga così l’invito il 12 giugno a Teramo al negazionista francese dell’Olocausto, Robert Faurisson. La contromossa? Lo spostamento del master a Roma con il lancio via Internet di libere sottoscrizioni e la creazione in poche ore dello Iemasmo, Istituto Enrico Mattei di alti studi in Medio Oriente, intitolato all’emblema della lotta alle multinazionali del petrolio.

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Il prezzo della sposa

Grete Weil, scrittrice tedesca d’origine ebraica che non si sentiva ebrea

Virginia Giuliano

Alla ricerca delle radici storico-mitiche dell’identità ebraica, il romanzo di Grete Weil ci riporta alle origini di Israele, ai conflitti per la conquista della Terra promessa, che culminarono nell’incoronazione di re Davide. Micol, prima moglie di Davide, è la testimone critica e dolente della vicenda del suo popolo. Grete Weil è una scrittrice tedesca, d’origine ebraica, del secolo scorso appartenente all’alta borghesia. I suoi nonni erano ebrei, greci di origine. Ha vissuto un’infanzia felice in Baviera e, poi, il dramma inaspettato della persecuzione e della deportazione, insieme al marito, ad Auschwtiz, durante il periodo nazista.

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Morto a New York Cavaglieri, l’architetto ebreo di Mussolini

Profondamente antifascista ma suo nome resta legato a ventennio

New York, 18 mag. (Apcom) – Si è spento all’età di 95 anni a New York l’architetto italiano Giorgio Cavaglieri. Ebreo, Cavaglieri, progettò aeroporti per Benito Mussolini, prima di trovare rifugio negli Stati Uniti per dare vita al movimento per movimento per la conservazione dell’integrità urbanistica.

Nato a Venezia, Cavaglieri si è spento martedì al Mount Sinai Medical Center di Manhattan per i postumi di una polmonite. “E’ stato per tutta la vita profondamente antifascista – ha commentato il nipote Andrew Tesoro, dando la notizia della sua morte – e non avrebbe mai immaginato che il suo lavoro sarebbe stato ricordato come prevalentemente legato al fascismo”.

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Io, unica ebrea che vive a Auschwitz

“Il mio modo di resistere: abitare a duecento metri dall’inferno”

Gli occhi chiari sembrano guardare nel vuoto. In realtà inseguono qualcosa che la donna vede benissimo, la proiezione della memoria e dell’orrore che la invade. La voce ferma e gentile racconta un albero genealogico in cui sono concentrati secoli di ferite europee. Il passato fa di me una rom ungherese della Transilvania, il presente dice che sono l’unica ebrea di Auschwitz». Prima di lei, l’ultimo si chiamava Gruber, è morto qualche anno fa. Poi il nulla, il nessuno. «Prendere casa a pochi metri dalla porta dell’inferno è stata una scelta volontaria, un atto di ribellione contro chi preferisce dimenticare». E contro chi fa dell’Olocausto un business redditizio. «Essere ebrei e andare a vivere laggiù da soli richiede una forte dose di fede e incoscienza. Eppure, ora che i testimoni spariscono uno dopo l’altro, essere ebrei a Auschwitz è una straordinaria vittoria contro l’oblio». Continua a leggere »