Shoah | Kolòt-Voci

Categoria: Shoah

Il lato oscuro di Primo Levi

La banda dello scrittore fucilò due dei propri membri. Il nuovo saggio provocazione di Sergio Luzzatto.

Paolo Mieli

C’ è un’«alba di neve» che è entrata nella storia della letteratura italiana: quella del 13 dicembre 1943. Una «spettrale alba di neve» (così viene definita nella seconda edizione di Se questo è un uomo , pubblicata da Einaudi nel 1958), nel corso della quale Primo Levi fu arrestato in Val d’Aosta assieme a Luciana Nissim, Vanda Maestro e ad alcuni partigiani ai quali si era unito da pochi giorni. Nell’edizione di Se questo è un uomo del ’58 (nella prima, del 1947, queste pagine non comparivano), Levi, a sorpresa, lascia cadere che il suo arresto, da cui sarebbe per lui iniziato il viaggio alla volta di Auschwitz, fu «conforme a giustizia». «Conforme a giustizia»? In che senso? È da un tentativo di dare spiegazione a quelle tre parole che prende l’avvio uno straordinario libro di Sergio Luzzatto che sta per essere dato alle stampe da Mondadori: Partigia. Una storia della Resistenza .

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Gli Ebrei di Shangai

Il compositore e performer Roberto Paci Dalò racconta i suoni di una storia cinese

Per quanto possa suonare strano, a svelare al pubblico di Shanghai alcuni aspetti della vita della città negli anni Quaranta, è un artista italiano. Invitato dal direttore di SH Contemporary Shanghai Contemporary Art Fair, Massimo Torrigiani, il compositore Roberto Paci Dalò ha infatti ideato “Ye Shanghai”, performance musicale e visuale che incrocia differenti traiettorie, quella cinese, quella dell’occupazione giapponese delle città e anche quella ebraica, come ci spiega lo stesso musicista.

«Ho effettuato un primo viaggio a Shanghai nel maggio del 2012» dice Paci Dalò «e ho scoperto la poco conosciuta storia del Ghetto, un’area di circa un miglio quadrato nel distretto di Hongkou della Shanghai occupata dal Giappone popolata da qualcosa come 23.000 ebrei fuggiti da Germania e Austria dopo la Kristallnacht».

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Hannah Arendt: Margarethe von Trotta presenta il suo film a Bolzano

Quando il grande cinema incontra la filosofia: l’eccezionale anteprima della pellicola dell’acclamata regista tedesca

Andrea Felis

A Bolzano si è aperta una finestra su una delle figure più ricche, complesse e luminose del pensiero filosofico e teorico-politico del Novecento, e questo grazie al Filmclub e ad una straordinaria regista tedesca, che porta il nome di Margarethe von Trotta. E’ stata infatti presentata in anteprima nazionale la proiezione, in originale con sottotitoli in lingua italiana, approntati per l’occasione da una bravissima curatrice di Bolzano, del film biografico “Hannah Arendt”, diretto dalla regista germanica, già autrice in passato di altri biopic, scritto insieme alla sceneggiatrice statunitense Pam Katz.

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Quello schiaffo al mito Perlasca

Un saggio spagnolo contesta i meriti del salvatore di ebrei La contestazione Perlasca non sapeva parlare l’ungherese né il tedesco: per salvare i perseguitati avrebbe avuto bisogno di un interprete, che non cita mai

Andrea Nicastro

«Vorrei che emergessero chiare due cose», dice il giornalista d’inchiesta Arcadi Espada. «La prima è che non sono un nazionalista, il mio libro non vuole essere una sfida tra Italia e Spagna. La seconda è che non ho niente di personale contro l’italiano Giorgio Perlasca. Solo vorrei che anche altri ricevessero il riconoscimento a cui hanno diritto». Buona l’intenzione. I libri, però, una volta pubblicati smettono di appartenere a chi li ha scritti e, lo voglia o meno lo stesso Espada, la sua indagine va a smontare un mito italiano che vive attorno a una Fondazione, a un film Rai e a un buon numero di biografie.

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Se Auschwitz diventa una scuola per ebrei disattenti

«Ad Auschwitz saresti stata attenta». Frase antisemita contro un’alunna. Il ministro Profumo chiede una relazione. Classe in rivolta

ROMA – Il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo ha chiesto una «relazione scritta» in merito alla frase antisemita che, secondo quanto riferito da Repubblica, sarebbe stata pronunciata da una docente di matematica nei confronti di un’alunna ebrea in una scuola romana: «se fossi stata ad Auschwitz saresti stata più attenta». La richiesta del ministro è stata fatta alla preside dell’istituto Caravillani, Anna Maria Trapani, la quale già il 21 gennaio aveva inviato un richiamo scritto alla professoressa, che ore si trova in malattia. Il fatto sarebbe accaduto a ottobre ed è stato reso noto giovedì durante una visita della classe della giovane al Museo della Comunità ebraica.

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Un ebreo in vetrina a Berlino

Germania e Olocausto. Iniziativa shock che fa discutere: Leeor Engländer diventa oggetto di esposizione in un museo 

BERLINO – A un rabbino viene chiesto perché risponde sempre ad ogni domanda con un’altra domanda, e il rabbino risponde: «Perché no?». La questione viene così rigirata all’interrogatore, per invitarlo a riflettere. Allo stesso tempo, negando una risposta, il rabbino sottolinea che non ce n’è una sola e giusta, ma molteplici. A partire da questa storiella popolare, il museo ebraico di Berlino presenta in questi giorni una mostra intitolata “Tutta la verità…quello che avete sempre voluto sapere sugli ebrei”. Forse la mostra non avrebbe causato tanto scalpore se non fosse che in una delle ultime sale, chiusi in una teca di cristallo, vengono esposti “ebrei veri”.

Scusate le ceneri

L’aveva chiesto Amy Winehouse. E ora anche Rita Levi Montalcini: farsi cremare. A margine del compianto per la scomparsa del Premio nobel per la medicina, la decisione ha suscitato stupore – e qualche voce polemica -. Alcuni si sono chiesti quali siano le posizioni ebraiche in materia. Ecco i motivi e le fonti del divieto alla cremazione

Daniel Fishman

Scienziata, atea ma orgogliosamente ebrea, legata alle tradizioni di un ebraismo torinese colto e secolarizzato. Rita Levi Montalcini è scomparsa a 103 anni e il cordoglio è stato unanime e commosso. Tutti hanno ricordato il suo contributo alla scienza, alla ricerca, ma anche la sua forza di donna impegnata in battaglie civili. E tutti hanno ricordato la sua appartenenza al popolo ebraico. E così, quando si è saputo che il suo corpo sarebbe stato cremato, molti si sono chiesti: ma l’ebraismo contempla la cremazione?

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