Pensiero ebraico | Kolòt-Voci

Categoria: Pensiero ebraico

Referendum: Cosa dice la legge ebraica?

Fecondazione assistita e referendum

Domande e risposte di bioetica dal punto di vista ebraico

Rav Riccardo Di Segni – Roma, 29 marzo 2005

E’ consentita la fecondazione artificiale?

Sì, secondo la maggioranza delle Autorità Rabbiniche, nei limiti esposti avanti.

Chi è autorizzato a ricorrere a queste procedure e come?

coppie sposate in difficoltà, per impedire il divorzio; preferibilmente no ai singles; verifica rigorosa delle indicazioni e delle alternative; controllo attento della procedura per evitare contaminazioni esterne Continua a leggere »

Fecondazione assistita: un punto di vista ebraico

David Gianfranco Di Segni

Recentemente il Parlamento italiano ha approvato una proposta di legge per la fecondazione assistita, con notevoli divergenze di vedute fra la maggioranza e l’opposizione ed anche all’interno di ciascuno dei due gruppi. La contrapposizione è in molti casi trasversale e vede, in generale, i cattolici schierati da una parte (sia in uno che nell’altro gruppo) e i laici dall’altra. Continua a leggere »

La visita dei cardinali: pensieri di un Rosh Yeshiva (direttore seminario rabbinico)

Quanto segue http://www.613.org/rav-cat.htm è stato scritto a proposito del cattolicesimo e del cosiddetto “dialogo religioso” e riguardo a come l’ebraismo lo considera. L’autore è il Rosh Yeshivah di Yeshivah University in NY, nonchè uno degli studenti di Rav Soloveitchik, considerato il maggior esponente della cosiddetta ortodossia ebraica moderna.

Rabbi Hershel Reichman – Martedí 17 Febbraio 2004

È con grande rispetto per le persone coinvolte dal lato della Yeshiva University nella recente visita dei cardinali che scrivo questo articolo. Le buone intenzioni e la sincerità di coloro che sono coinvolti è chiara. Tuttavia, chiedo umilmente di presentare un altro punto di vista. La maggior parte di quanto scrivo si basa sulla mia comprensione dell’approccio del Rav (Rabbi Y.B.Soloveitchik) ztuq”l riguardo al dialogo con la Chiesa Cattolica, e spero e prego che sarò preciso riguardo agli insegnamenti del mio Rabbi — ai cui piedi ho studiato per oltre venticinque anni. Continua a leggere »

Il messia è giunto a Brooklyn

Breve storia dei Lubavitcher, i più eretici tra gli ebrei ortodossi

La comunità ebraica in tutto il mondo è alle prese da alcuni anni con un fenomeno singolare: il Messia è arrivato a Brooklyn e ha ricostruito il “tempio” al numero 770 di Eastern Parkway; poi nel 1994, dopo due anni di paralisi, è morto e i seguaci ne attendono ora la resurrezione in modo che possa completare la redenzione. Potrebbe sembrare una stranezza o uno scherzo, ma non è così: i cosiddetti “messianisti”, coloro che riconoscono il “Rebbe”, cioè Menahem Mendel Schneersohn, come “Melek Moshiach”, il Messia per eccellenza, costituiscono la maggioranza del gruppo hassidico Lubavitcher (chiamato anche Chabad). Continua a leggere »

Forse gli ebrei di Milano non sono tanto ottusi

Donato Grosser

Al Direttore, Sul numero del 6 febbraio 05 di Libero è apparso un articolo di Vittorio Ravà (“Il segreto di Vladimir Putin”) nel quale l’autore insulta l’ebraismo milanese accusandolo di essere “…ottuso e schiavo di pregiudizi del passato nei confronti di Lubavitch…”. Di questo tipo di articoli ne appaiono di tanto in tanto specialmente nella stampa americana. I giornalisti, spesso senza sufficiente background o per interesse personale, diventano di frequente strumenti della propaganda di Lubavitch.

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Terri Schiavo e i rabbini

Editoriale del New York Sun – 21 Marzo 2005

Nel Talmud viene raccontata la storia di un rabbino vecchio e morente che era diventato un ‘gosès’ – una persona fra vita e la morte. Il grande rabbino non poteva morire perché, come racconta Jonathan Rosen nel suo libro “il Talmud ed Internet,” fuori ,” tutti i suoi allievi stavano pregando perché lui vivesse e questo distraeva la sua anima. Il suo domestico allora si arrampica sul tetto della capanna in cui il rabbino stava morendo e lancia un vaso d’argilla a terra. Il suono distrae gli allievi che smettono di pregare. In quel momento, il rabbino muore e la sua anima va in cielo. Anche al servo, dice il Talmud, viene garantito un posto nel mondo a venire. Continua a leggere »

Il rabbino che rispetta memoria e identità del Papa, nel dissenso

Benedetto Carucci sul libro di Giovanni Paolo II

IL TOTALITARISMO, IL MALE E LE DIFFERENZE SULLA REDENZIONE

Roma. Il rabbino Benedetto Carucci è considerato uno dei migliori talmudisti italiani. Ma per dire cosa pensa del libro del papa, “Memoria e identità” (Rizzoli editore), che anche lui ha letto per il Foglio, non sembra ricorrere alle mille destrezze talmudiche dell’interpretazione infinita. “Devo essere sincerissimo? Devo dire che il libro non mi ha appassionato. Da un lato riporta moltissimi elementi storico-teologici, e affronta alcune grandi questioni. Però, sarà forse per l’approccio esegetico della tradizione ebraica cui sono abituato, devo dire che non mi sembra abbia un gran fuoco”. Continua a leggere »