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Categoria: Israele

Milano, gli ebrei contestano Asor Rosa

Tensioni e accuse di antisemitismo per il libro «La Guerra»

Enrico Caiano – Corriere della Sera

«Tolga i riferimenti alla razza e al deicidio». La replica: rifletterò, ma no alle abiure. Cofferati: il pacifismo può fermare la guerra in Iraq

Milano – La bandiera di Israele sventolata in prima fila e poi sul palco tra le grida. Una kefiah che vola al collo di un palestinese mentre arringa il pubblico e fa insorgere i rappresentanti della Comunità ebraica: «Se c’è un antisemita è lo Stato di Israele». Teatro Franco Parenti: scene conclusive del dibattito sul libro di Alberto Asor Rosa La Guerra , edizioni Einaudi. A discuterne pacatamente per quasi un’ora e mezza l’autore, intellettuale di sinistra, l’ex leader della Cgil Sergio Cofferati e il direttore editoriale della Rcs Paolo Mieli.

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Lo storico israeliano revisionista di se stesso

Marina Valensise – Il Foglio

Gerusalemme. Fa discutere la presa di posizione di Benny Morris, lo storico israeliano che oggi sarà a Milano, e domani a Roma per il Salone dei libri di storia dell’Associazione librai italiani.

Autore di uno studio pionieristico sul problema dei rifugiati (“The Birth of the Palestinian Refugee Problem, 1947-49”) ora in corso di aggiornamento dopo l’apertura degli archivi dell’Haganah e del ministero della Difesa israeliano, Benny Morris ha offerto una ricostruzione senza compiacenza del conflitto arabo israeliano.

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Gli Dei muoiono a Gerusalemme

Quando vidi i mezzi corazzati israeliani diretti a Ramallah, mi penetrò come una fitta questo pensiero: com’è bello vedere la stella di Davide sui carri armati piuttosto che cucita sul mio vestito, come avvenne nel ’44

Imre Kertész – Corriere della Sera 16.11.02

Un racconto esclusivo dello scrittore conosciuto nel mondo per il suo romanzo sull’Olocausto Continua a leggere »

Arringa per la mia terra

Herbert Pagani – Novembre 1975

Era l’indomani dell’attentato in Ghetto. Di passaggio a Fiumicino sento due turisti dire, sfogliando il giornale: “fra guerre e attentati non si parla che degli ebrei, che scocciatori!”. È vero. Siamo dei rompiscatole. Sono secoli che rompiamo le balle all’universo. Che volete? la parte della nostra natura… Ha cominciato Abramo col suo Dio unico, poi Mosè con le tavole della legge, poi Gesù con l’altra guancia sempre pronta per la seconda sberla, poi Freud, Marx, Einstein, tutti esseri imbarazzanti, rivoluzionari, nemici dell’ordine. Perché? Perché l’ordine, quale fosse il secolo, non poteva soddisfarli, visto che era un ordine dal quale erano regolarmente esclusi. Rimettere in discussione, cambiare il mondo per cambiare il proprio destino, tale è stato il destino dei miei antenati; per questo sono sempre stati odiati da tutti i paladini dell’ordine prestabilito. L’antisemita di destra rimprovera agli ebrei di aver fatto la rivoluzione bolscevica. Continua a leggere »

Contro i dittatori guerra obbligata

Incontro con Bernard Lewis, il grande storico del medio oriente che nel nuovo saggio analizza cause della crisi del futuro

Fiamma Nirenstein – La Stampa 21.10.02

Il professor Bernard Lewis, di cui è appena uscito per la Mondadori Il suicidio dell’Islam (in America un best seller di grande risonanza con il titolo di What Went Wrong), è riconosciuto come il maggiore storico del Medio Oriente, del mondo arabo, dell’Islam. In questi giorni è enormemente occupato: il suo expertise è richiesto ai livelli più alti della politica, le televisioni se lo strappano, macchine nere e elicotteri lo attendono per portarlo ad appuntamenti cruciali. Lo incontriamo nella tenuta di Lansdowne dove il Washington Institute for Near East Policy tiene tre giorni di dibattito al massimo livello sulla politica americana e la politica mediorentale. La guerra, la democrazia nel mondo arabo, Saddam Hussein, Israele, l’Europa: lo sguardo di Lewis si era già da anni spinto profeticamente, con lucidità coraggiosa e spesso sgradita, nel dramma dello scontro prossimo venturo e nell’analisi del rapporto fra democrazia e Islam, e adesso, seduto su un divano vicino alla cronista, guarda ancora più lontano. Dopo Saddam. Continua a leggere »

La sposa liberata

Il libro di Abraham Yehoshua

Dice che ha voluto raccontare «una storia molto comune oggi in Israele, una storia di dialogo, di incontro fra ebrei e arabi. Sì, perché, nonostante le bombe, il terrorismo, la paura, continuiamo a convivere». Abraham Yehoshua, il più celebre scrittore israeliano dei nostri anni, presenta così il suo nuovo romanzo, in uscita da Einaudi, La sposa liberata (pagg. 600, euro 19). Il libro narra la vicenda di Yochanan Rivlin, docente di storia mediorientale all’Università di Haifa, che indaga sulle cause che si celano dietro l’improvviso e doloroso divorzio del figlio, un anno soltanto dopo le nozze. Una ricerca ossessiva di una verità che fa entrare Rivlin in contatto con il mondo arabo fino a un viaggio oltre confine, nei territori dell’Autonomia palestinese prima dello scoppio dell’ultima Intifada. Dove tra vicende familiari, eventi musicali, incontri, si dipana il bandolo di una matassa popolata di protagonisti arabi, ebrei e cristiani, inestricabilmente intrecciati con gli avvenimenti politici di Israele alla fine degli anni Novanta. Continua a leggere »

Chi accenderà le candele del sabato al posto della nonna?

Saada Aharon aveva solo 20 anni quando, insieme ai suoi genitori, inizio’ ad impacchettare i suoi effetti personali. Era il 1952 e le porte dello Yemen si erano finalmente aperte per permettere loro di salire in Terrasanta. Il modesto villaggio che Saada chiamava “casa” non era solo il suo luogo di nascita, ma anche quello dei suoi genitori e dei suoi nonni. Le abitudini e la tradizione di osservare la Torah e i suoi comandamenti erano state tramandate di generazione in generazione, anche quando vivevano sotto la severa – spesso repressiva – dominazione araba. Il viaggio verso la Terrasanta fu lungo ma toccante. Saada si stabili’ con i suoi genitori in un insediamento insieme a migliaia di altri ebrei che erano arrivati dallo Yemen, dal Marocco e dall’Algeria nel corso dell’operazione Tappeto Magico, nome con cui viene chiamata l’immigrazione di massa di quel periodo. Continua a leggere »