Cristianesimo | Kolòt-Voci

Categoria: Cristianesimo

Baget Bozzo, nemico del giudaismo

POLEMICA Mentre si ripubblica l’ autobiografia spirituale «Vocazione», nasce un caso sul suo «integralismo religioso»

Dario Fertilio

«Libertà». Ripete tre volte la parola, don Gianni Baget Bozzo, fra cori e slogan berlusconiani, seduto nel bel mezzo del consiglio nazionale di Forza Italia. Libertà per giustificare il suo nomadismo politico, dalla destra dc al Psi di Craxi, fino a re Silvio. Libertà per spiegare il suo atteggiamento «anticonvenzionale» nei confronti degli ebrei. E invoca la libertà, anche, per esprimere le sue critiche radicali nei confronti della religione e della cultura islamica. Il fatto è che un giovane storico di sinistra, Simon Levis Sullam, gli ha dedicato sull’ ultimo numero della rivista Belfagor un ritratto velenoso, in cui quelli elencati sono appunto capi d’ imputazione. Molto ideologica appare la disputa, e destinati a non comprendersi i due protagonisti. Tanto politico, infatti, il linguaggio dell’ accusa, quanto profetico e suggestivo quello dell’ accusato. E c’ è una punta estrema di incomprensione là dove – secondo Belfagor – Baget Bozzo arriverebbe a «inserire l’ Olocausto in un disegno provvidenziale». Continua a leggere »

Per un dialogo con l’Islam

Alberto Somekh

Rivincita e differenza

Nel 1991 il Dott. Gilles Kepel, docente all’ Institut d’etudes politiques di Parigi, pubblicava il suo libro intitolato “La rivincita di Dio. Cristiani, ebrei, musulmani alla riconquista del mondo” (Rizzoli). In questo importante saggio l’A. identificava in quattro eventi della seconda metà degli anni ’70 (l’elezione del battista Jimmy Carter alla Casa Bianca, di Menachem Begin a primo ministro d’Israele; di Karol Wojtyla al soglio pontificio e l’instaurazione della Repubblica Islamica di Khomeini in Iran) il simbolo di un movimento che era destinato ad affermarsi nell’ultimo scorcio del secolo in tutte tre le religioni abramitiche: quel movimento per cui l’Occidente avrebbe adoperato l’etichetta di fondamentalismo o integralismo. Continua a leggere »

Neo antisemitismo nell’Italia di oggi

Sergio Minerbi

L’Italia è sempre stata considerata un paese immune da antisemitismo perché le leggi razziali imposte dai fascisti nel 1938 e le conseguenti atrocità dovute alla repubblica di Salò hanno avuto un effetto molto traumatico sugli ebrei. Si sperava che tale fenomeno non avrebbe mai più dovuto accadere dopo la liberazione. Tuttavia l’antisemitismo si è ripresentato benché non esistano oggi leggi razziali, e si è sempre nascosto dietro la politica di Sharon. Le attuali accuse antisemite biasimano tutti gli ebrei per crimini che essi non hanno mai commesso1. Continua a leggere »

«L’Italia faccia i conti con i collaborazionisti»

Riccardo Pacifici, portavoce della Comunità ebraica di Roma. «Chi allora aiutò i nazisti nella deportazione degli ebrei racconti oggi la verità»

Francesco Grignetti

COLLABORAZIONISTI venite fuori e raccontate come andò». Riccardo Pacifici, portavoce della comunità ebraica di Roma, è un quarantenne. Suo nonno era il rabbino capo di Genova ed è morto ad Auschwitz. Sua nonna, nascosta in un convento di suore, fu arrestata e deportata. «La presero i fascisti, non i nazisti. C’è la testimonianza della madre superiore del convento». Le parole di Domenico Gramazio («L’Italia fascista non condivise le leggi razziali») gli hanno fatto male. Continua a leggere »

«La Chiesa preconciliare si è sempre sforzata di convertire i giudei»

Antisemitismo, odio antico. Non soltanto nazista

Giorgio Israel

Il dialogo ebraico-cristiano richiede pazienza. Non è pensabile che secoli di «disprezzo, di ostilità e di persecuzione contro gli ebrei in quanto ebrei» — per dirla con le parole del pregevole documento della Pontificia Commissione Biblica su Il popolo ebraico e le sue Sacre Scritture (2001) — non lascino traccia e che i passi necessari a dissiparne le conseguenze possano essere compiuti in poco tempo. Richiede soprattutto due requisiti: che l’ombra del passato non gravi come un pregiudizio sul presente; e che le azioni presenti indichino in modo inequivocabile la volontà di superare definitivamente gli errori del passato senza disconoscerli. È legittimo chiedere a chi ha subito un torto di non farsi condizionare per sempre dal passato, purché non si avanzi l’inaccettabile pretesa che il torto non sia avvenuto. Qui equilibrio e saggezza sono doti necessarie. Nel dibattito suscitato dalla pubblicazione sul Corriere della Sera del documento sui bambini «giudei», più d’uno si è mosso con l’incedere di un elefante in una cristalleria, provocando sconquassi che si spera non abbiano conseguenze devastanti. Continua a leggere »

La santa alleanza tra ebrei di destra e cattolici integralisti per la difesa acritica di Israele

Come per Gomel gli ebrei buoni, “portatori di memoria” combattono invece l’antisemitismo

Giorgio Gomel

Il vittimismo dei cattolici circa le ragioni dell’esclusione di Buttiglione dalla Commissione della UE – essi giungono a parlare di discriminazione anticristiana o, come il Presidente della Compagnia delle Opere, equiparano i cattolici oggi agli ebrei negli anni ’30 – sarebbe motivo di ironico divertimento se non rivelasse un sostrato più profondo, cioè, un moto di revanscismo clericale contro una laicità dello stato faticosamente e solo parzialmente conquistata. Continua a leggere »

Questa non è laicità

Riccardo Pacifici, vicepresidente degli ebrei romani e simpatizzante radicale, spiega perché ha sottoscritto – a titolo personale – una dichiarazione di solidarietà a Rocco Buttiglione

È un simpatizzante del partito Radicale, è un ebreo osservante (vicepresidente della comunità di Roma e portavoce della medesima) che dice «noi ebrei siamo stati liberati da 400 anni di ghettizzazione forzata dai bersaglieri che il 20 settembre 1870 hanno aperto la breccia di porta Pia», eppure Riccardo Pacifici ha firmato convintissimamente la dichiarazione di solidarietà col papista Rocco Buttiglione che il quotidiano Il Foglio ha pubblicato nei giorni scorsi. «Perché siamo di fronte a un caso di isteria collettiva, siamo di fronte a un caso di integralismo laico», ribadisce deciso commentando quel che è accaduto al Parlamento europeo due settimane fa. Continua a leggere »