Cristianesimo | Kolòt-Voci

Categoria: Cristianesimo

Esistono comuni radici giudaico-cristiane?

Giorgio Israel

Il libro di Harold Bloom presentato da Amy Rosenthal sul Foglio del 24 dicembre 2005 non l’ho letto. E, dopo aver letto quella presentazione, mi appello al noto detto: «Non l’ho letto e non mi piace». Anzi, “grazie a quella presentazione”: c’è tanta roba interessante da leggere in giro che bisogna essere riconoscenti a chi ti aiuta a impiegare bene il tempo. Continua a leggere »

Le vittime cancellate

La polemica tra Israele e Vaticano

Pierluigi Battista

Certamente non è stata un’omissione voluta, una negligenza deliberata e carica di significati negativi. Se nel suo Angelus di domenica scorsa Benedetto XVI non ha incluso Israele nell’elenco dei Paesi (Egitto e Turchia, Iraq e Gran Bretagna) esplicitamente menzionati come vittime degli attacchi terroristici degli ultimi giorni, si sarà sicuramente trattato di una banale dimenticanza, di un veniale errore diplomatico. Però è comprensibile che il governo di Gerusalemme abbia convocato il Nunzio apostolico in segno di protesta per la cancellazione dello Stato di Israele dall’elenco di chi patisce, tra lutti infiniti, le aggressioni terroristiche di un nemico che fa della strage degli innocenti la propria arma, seminando il panico non su obiettivi militari, ma tra la gente normale intenta nelle occupazioni della vita ordinaria. Continua a leggere »

Nello stesso sacco di vipere – Lettera da una lettrice cristiana

Ho letto sul sito Morasha due articoli pubblicati su newsletter Kolot e Shalom, redatti rispettivamente a Settembre 2002 e Febbraio 2001 da Rav. Riccardo Di Segni, riguardanti l’ebraismo e la cristianità. Spero di riuscire ad esprimere i miei sentimenti e i miei pensieri senza fare polemiche o mancare di rispetto a Voi ebrei o alla Vostra religione, volendo fare alcuni appunti su ciò che è stato pubblicato sul suddetto sito. Mi scuso anticipatamente se nonostante tutti i miei sforzi dovessi dire qualcosa di sbagliato. Continua a leggere »

La visita dei cardinali: pensieri di un Rosh Yeshiva (direttore seminario rabbinico)

Quanto segue http://www.613.org/rav-cat.htm è stato scritto a proposito del cattolicesimo e del cosiddetto “dialogo religioso” e riguardo a come l’ebraismo lo considera. L’autore è il Rosh Yeshivah di Yeshivah University in NY, nonchè uno degli studenti di Rav Soloveitchik, considerato il maggior esponente della cosiddetta ortodossia ebraica moderna.

Rabbi Hershel Reichman – Martedí 17 Febbraio 2004

È con grande rispetto per le persone coinvolte dal lato della Yeshiva University nella recente visita dei cardinali che scrivo questo articolo. Le buone intenzioni e la sincerità di coloro che sono coinvolti è chiara. Tuttavia, chiedo umilmente di presentare un altro punto di vista. La maggior parte di quanto scrivo si basa sulla mia comprensione dell’approccio del Rav (Rabbi Y.B.Soloveitchik) ztuq”l riguardo al dialogo con la Chiesa Cattolica, e spero e prego che sarò preciso riguardo agli insegnamenti del mio Rabbi — ai cui piedi ho studiato per oltre venticinque anni. Continua a leggere »

Terri Schiavo e i rabbini

Editoriale del New York Sun – 21 Marzo 2005

Nel Talmud viene raccontata la storia di un rabbino vecchio e morente che era diventato un ‘gosès’ – una persona fra vita e la morte. Il grande rabbino non poteva morire perché, come racconta Jonathan Rosen nel suo libro “il Talmud ed Internet,” fuori ,” tutti i suoi allievi stavano pregando perché lui vivesse e questo distraeva la sua anima. Il suo domestico allora si arrampica sul tetto della capanna in cui il rabbino stava morendo e lancia un vaso d’argilla a terra. Il suono distrae gli allievi che smettono di pregare. In quel momento, il rabbino muore e la sua anima va in cielo. Anche al servo, dice il Talmud, viene garantito un posto nel mondo a venire. Continua a leggere »

Il rabbino che rispetta memoria e identità del Papa, nel dissenso

Benedetto Carucci sul libro di Giovanni Paolo II

IL TOTALITARISMO, IL MALE E LE DIFFERENZE SULLA REDENZIONE

Roma. Il rabbino Benedetto Carucci è considerato uno dei migliori talmudisti italiani. Ma per dire cosa pensa del libro del papa, “Memoria e identità” (Rizzoli editore), che anche lui ha letto per il Foglio, non sembra ricorrere alle mille destrezze talmudiche dell’interpretazione infinita. “Devo essere sincerissimo? Devo dire che il libro non mi ha appassionato. Da un lato riporta moltissimi elementi storico-teologici, e affronta alcune grandi questioni. Però, sarà forse per l’approccio esegetico della tradizione ebraica cui sono abituato, devo dire che non mi sembra abbia un gran fuoco”. Continua a leggere »

Il mercante di Venezia strapazzato

Come avere successo con un film antisemita.

Alma Cocco

Aveva in mente il Kenneth Branagh della trasposizione cinematografica di Molto rumore per nulla il regista Michael Redford quando ha pensato di realizzare un film dal lavoro teatrale Il mercante di Venezia di William Shakespeare? se è così, è andato da tutt’altra parte. Se Branagh ha composto un’opera filologicamente corretta che, non solo asseconda ma persino esalta il testo, al contrario, Redford con la sua grossolana trasposizione in pellicola involgarisce e svilisce l’opera teatrale dalla quale trae ispirazione. Continua a leggere »