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Categoria: Cristianesimo

Il sangue di Ariel Toaff 3

Anna Esposito e Diego Quaglioni contestano la nuova interpretazione dello storico

Pasque di sangue, le due facce del pregiudizio

«Omicidi rituali: manca la prova. Toaff legge acriticamente i testi»

È sempre estremamente pericoloso voler leggere le fonti partendo da un preconcetto, perché questo è destinato a condizionarne la comprensione e a falsarne il significato; ed è proprio da un’idea precostituita che Ariel Toaff si è mosso nell’affrontare il tema dell’omicidio rituale imputato agli ebrei: un tema delicato, sia per l’uso che ne è stato fatto in passato, sia per l’effetto che può avere su un pubblico di non specialisti. Tutto il libro di Toaff ( Pasque di sangue. Ebrei d’Europa e omicidi rituali, il Mulino) si basa su un preconcetto: il preconcetto della pregiudiziale acriticità della storiografia precedente nel ritenere priva di fondamento l’accusa di omicidio rituale. Gli studiosi che della questione si sono occupati, insomma, avrebbero ritenuto «a priori» l’omicidio rituale «un’infondata calunnia, espressione dell’ostilità della maggioranza cristiana nei confronti della minoranza ebraica».

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Il sangue di Ariel Toaff 2

Ariel Toaff doveva studiare i nuovi ghetti islamici

Roma, 8 feb (Velino) – La polemica è partita dalle pagine del Corriere della sera, come la precedente lanciata dallo storico dossettiano Alberto Melloni sui bambini ebrei. Uno studioso israeliano di nome Ariel Toaff ha pubblicato per il Mulino un nuovo libro, Pasque di sangue, in cui sostiene che dal 1100 al 1500, nell’area compresa fra il Reno, il Danubio e l’Adige, alcune minoranze di ebrei ashkenaziti compirono davvero sacrifici umani.

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Quelle Pasque di Sangue

La sconcertante rivelazione di Ariel Toaff: il mito dei sacrifici umani non è solo una menzogna antisemita. Il fondamentalismo ebraico nelle tenebre del Medioevo

Sergio Luzzatto

Trento, 23 marzo 1475. Vigilia di Pesach, la Pasqua ebraica. Nell’ abitazione-sinagoga di un israelita di origine tedesca, il prestatore di denaro Samuele da Norimberga, viene rinvenuto il corpo martoriato di un bimbo cristiano: Simonino, due anni, figlio di un modesto conciapelli. La città è sotto choc. Unica consolazione, l’ indagine procede spedita. Secondo gli inquirenti, hanno partecipato al rapimento e all’ uccisione del «putto» gli uomini più in vista della comunità ebraica locale, coinvolgendo poi anche le donne in un macabro rituale di crocifissione e di oltraggio del cadavere. Perfino Mosé «il Vecchio», l’ ebreo più rispettato di Trento, si è fatto beffe del corpo appeso di Simonino, come per deridere una rinnovata passione di Cristo. Continua a leggere »

Il Führer e il prelato, cattolici con la svastica

Che non si sia compreso come il sostegno di Hudal al nazismo riassuma una intera stagione teologico-intellettuale, questo è grave. L’apertura degli archivi del vescovo filonazista Alois Hudal, rettore per decenni del Collegio pangermanico di Santa Maria dell’Anima a Roma ripropone la necessità di una analisi in profondità dei rapporti tra la gerarchia cattolica tedesca e l’ideologia hitleriana

Martino Patti

Da tempo, ormai, il dibattito storiografico sui rapporti tra chiesa cattolica e Germania nazista sembra essersi impantanato sull’enigmatica figura di Pio XII. Ben sapendo che una porzione consistente delle carte resta ancora sotto chiave negli archivi vaticani (ognuno ha i suoi tempi, per carità) si continuano a costruire le ipotesi più fantasiose sui presunti silenzi del pontefice, sul suo presunto antisemitismo, sulle sue presunte responsabilità nelle vicende legate al secondo conflitto mondiale e all’Olocausto, quasi fosse questa la sola cosa essenziale. Certo il reality – vero o falso che sia – vende discretamente bene e a molti, in fondo, imbastire polemiche conviene. Continua a leggere »

Amos Luzzatto si schiera con l’intolleranza

Scuse? Troppo poco. Un bel gesto di sottomissione e torniamo a farci i fatti nostri

Giorgio Israel

Sono rimasto allibito – e non da solo – leggendo l’intervista rilasciata da Amos Luzzatto alla Repubblica (17 settembre) sotto il titolo “Le scuse non sono sufficienti, occorre un segnale diverso”. Si tratta delle scuse che il Papa deve porgere all’Islam e che, secondo Luzzatto, non bastano: occorre di più, un gesto di “apertura” verso l’Islam. Cosa vorrà mai dire? Convertirsi? Continua a leggere »

Tesi sull’oggettiva e palese pericolosità dell’insegnamento cristiano

L’autore, analizza polemicamente la dottrina cristiana facendo alcuni paragoni con quella ebraica (NdR)

Intervista a Sergio Martella

Preoccupati di difendere gli spazi di garanzia e di laicità dello stato dalla perniciosa invadenza dei simboli della chiesa cattolica in Italia, i soggetti impegnati nella battaglia sui valori della laicità, le associazioni e gli intellettuali italiani hanno tralasciato, fino ad oggi, di muovere una critica al cattolicesimo dal punto di vista dei suoi contenuti e dei valori che veicola nel suo insegnamento morale ed etico. Axteismo lancia questa sfida agli intellettuali che in ottiche disciplinari diverse vogliono aderire al progetto di una analisi approfondita su questo tema. Nell’intervista che segue il professor Sergio Martella, psicoterapeuta, delinea quali sono, secondo l’indagine psicologica, le principali colpe dell’insegnamento cattolico e le conseguenze che ne derivano sulla personalità nascente del bambino. Continua a leggere »

Prigioniero del battesimo (storia di Leon Osimo)

Giuseppe Pederiali – Padania Felix, Reggio Emilia, Diabasis 1999, ISBN 88-8103-080-2, p. 52-60.

La sera del 26 gennaio 1778 un bambino ebreo di diciassette mesi, Leon Osimo, entrava nel carcere di Finale Emilia, la possente rocca che era stata fortezza di confine tra Longobardia ed Esarcato, poi castello degli Estensi, loro palazzo di villeggiatura e infine, dopo il passaggio di quella famiglia a Modena, di nuovo avamposto militare e tetro carcere. Continua a leggere »