Cristianesimo | Kolòt-Voci

Categoria: Cristianesimo

Chiarissimo prof. Ariel Toaff

Un delirante articolo su un sito padano inneggia al coraggio del mossèr Ariel Toaff proponendo di ripristinare il culto di San Simonino. Ugo Volli si “unisce” ai complimenti.

Ugo Volli

Molti complimenti, Lei finalmente ha realizzato il sogno che Le era stato negato dall’invidia degli ebrei italiani. Quando due anni fa Lei pubblicò il suo capolavoro “Pasque di sangue”, in cui Lei diffondeva la teoria che usi rituale del sangue in ambiente medievale ebraico c’erano stati e magari anche qualche omicidio rituale, un gelido silenzio Le rispose, perfino un “boicottaggio”, come scrisse qualche Suo amico sulla stampa.

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Dagli anni ’50 a Williamson, le mie otto vite ebraiche piene di crateri

Alessandro Schwed

Nei giorni di Gaza, la voce del tg insegue. La cifra dei morti è un tassametro televisivo. La guerra in Iraq era in diretta, quella di Gaza al microscopio. La gente dice: “Proprio voi, che siete scampati alle camere a gas”, a proposito, ma sono esistite o no? Bisogna che si mettano d’accordo, Se gli ebrei, questo Cristo collettivo, non sono stati crocifissi a milioni e le loro ceneri sparse per tutti i cieli, chi è il Dio a cui si riferisce don Williamson: Pinocchio? Questo penso, nella traballante vita, dove ogni giorno è una panzana, e la panzana uno sputo in faccia. Sommersi da Gaza, da Williamson, dalla negazione della Shoah, da quella di Israele, dalla negazione del diritto di essere nazione che opera scelte, dal fatto che la scena su cui si sono accese le luci della riabilitazione lefevriana sia stata quella dei giorni della Memoria; e sommersi dall’accusa successiva di ossessionare il Papa per allontanare il vescovo negazionista, alla fine si vede chi sia il popolo ebraico: una minoranza lillipuziana.

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Il dialogo c’entra come i cavoli a merenda

Un lucido Giorgio Israel ci spiega le manovre politiche di illustri ex

È significativo che il violento attacco con cui il rabbino capo di Venezia Richetti ha accusato Benedetto XVI di aver demolito 50 anni di dialogo ebraico cristiano sia apparso sul mensile dei gesuiti Popoli. Peraltro, basta attenersi ai fatti, senza ricorrere alla mediocre pratica della dietrologia, per rendersi conto che in questa diatriba vi sono moventi che con il merito hanno poco a che fare.

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L’ebraismo italiano conteso da laici e religiosi

Un ampio e dettagliato dossier della rivista Jesus in edicola a gennaio 2009 inizia a costruire la tesi della “chiusura identitaria” per spiegare ai fedeli cattolici il “Dialogo Interruptus”

Vittoria Prisciandaro

Di fronte al calo degli iscritti alle comunità, gli ebrei italiani si dividono sul da farsi: puntare su una forte identità religiosa e sulla rigida osservanza dei precetti? Oppure scegliere la via dell’accoglienza e dell’apertura a una società ormai multireligiosa?

Il tempo delle grandi feste, per la signora Elisabetta, è momento di gioia e sconforto. La preparazione di Sukkoth o di Pesach è infatti preceduta dall’impresa di far “quadrare i conti”. «Un po’ perché siamo sparsi sul territorio, un po’ per motivi di lavoro, un po’ perché molti non sentono la necessità di celebrare le festività in sinagoga, quattro, cinque volte all’anno, per sicurezza, oltre al rabbino bisogna chiamare da fuori qualche uomo che ci aiuti a fare minian». Il numero indispensabile di uomini, almeno dieci (minian), per celebrare le preghiere pubbliche è uno dei problemi con cui fanno i conti le decine di piccole comunità di ebrei sparsi in Italia. Elisabetta Rossi Innerhofer, presidente e addetta al culto della storica comunità di Merano, “attinge” da Milano e Venezia, con «costi alti e dispendio di energia».

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Le difficoltà ebraiche con il Papa della Dominus Jesus

Il fazioso: Il Foglio intervista i rabbini capo di Roma e Milano sul “dialogo interruptus”. Uno scorrettissimo Giorgio Israel (articolista fisso del Foglio) ne approfitta per rilanciare il mito ebraico del buon selvaggio: La colpa è tutta dei nuovi rabbini cattivi che “allontanano chi ha fatto matrimonio misto”. Elementare Watson, elementare.

Giorgio Israel

Roma. E’ sulla preghiera del venerdì santo e sulla causa di beatificazione di Pio XII che nelle scorse settimane si è innescato un moto di inimicizia fra la chiesa cattolica e il mondo ebraico. Ne parliamo con due fra i maggiori rabbini italiani e con il saggista Giorgio Israel, che sul Corriere della sera assieme del rabbinato di sospendere la giornata del dialogo.

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Non abbiate vergogna di essere Ebrei fra tanti Cristiani

Nel 1788 l’esercito Asburgico fu il primo in Europa a reclutare ebrei, segno tangibile dei nuovi diritti acquisiti dopo secoli di ghetti e di discriminazioni. Il discorso del rabbino è un mirabile tentativo di coniugare una specificità identitaria con i doveri di cittadino, prima dell’assimilazione che inizierà a decimare l’ebraismo emancipato. DP

Discorso del Rabbino Landau alle prime reclute ebree nel 1789

“Fratelli, che siete sempre stati miei fratelli, che tali siete ora, e sempre sarete se vi comporterete con devozione e giustizia. Iddio ed il nostro grazioso Imperatore vogliono che voi prestiate servizio militare. Andate dunque incontro al vostro destino, seguitelo senza mormorare, obbedite ai vostri superiori e siate fedeli con senso del dovere, e pazienti con ubbidienza.

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Quando Eva mangiò la pesca

Speriamo che la “Corporazione del Corretto Dialogo” non multi questi bambini per dialogo non autorizzato… DP

Gualtiero Peirce

Tra poesia e fantasia quello che pensano i piccoli cattolici, ebrei e musulmani alle prese con gli insegnamenti del loro Dio. Il regista Gualtiero Peirce li ha registrati in presa diretta. E ora li racconta in un libro

Certi bambini piccoli sono connessi con l’universo, a loro agio nella contemplazione di un rametto, pazzi di gioia nella neve, pietosi verso un gatto coperto di croste, un pesce appena pescato che si dibatte, mentre gli adulti sono indaffarati e distratti. E una spiritualità naturale dove le parole ancora non trovano posto, tantomeno il pensiero astratto. Così è molto interessante osservare come le scuole confessionali – qualunque opinione se ne abbia – avvicinano i giovanissimi all’idea di Dio, e li indirizzano verso una appartenenza che, se pure da adulti dovessero abbandonarne l’aspetto strettamente religioso, resta nelle fondamenta.

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