Cristianesimo | Kolòt-Voci

Categoria: Cristianesimo

I popoli arabi hanno fame di futuro

Emma Bonino e Khaled Fouad Allam al centro di una serata (a Milano) ricca di spunti di riflessione e di analisi. Le rivolte che hanno acceso il mondo arabo, le prospettive, le speranze.

Ester Moscati

“Difendere la nostra libertà e usare la nostra libertà per difendere quella degli altri popoli”. Non ci sta, Emma Bonino, nella schiera di coloro che pensano “si stava meglio quando gli altri stavano peggio”, quando i popoli arabi erano sotto il giogo dei dittatori. Popoli che alzano la testa, dove, perché. E perché proprio ora. Egitto, ma anche Libia, incalzati dall’attualità che in poche ore cambia il corso di decenni di storia, e Tunisia, e Barein: di questo si è parlato in un incontro dibattito la sera del 27 febbraio in Comunità.

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E che succede con maiali e aragoste?

Qualche dato scientifico e statistico per il dibattito sulla macellazione rituale

Sono veterinario e con specializzazione in Malattie Infettive in una specie d’allevamento. Oltre a ciò, anche ebreo. Ho notato che si scrive a sproposito relativamente alle macellazioni rituali, ed anche relativamente a quelle con stordimento. Ciò soprattutto perché chi scrive è largamente incompetente in materia e, tipico della cultura dominante europea-cristiana, non riesce minimamente ad immaginare il concetto di “ritualità” relativo alla macellazione, considerando che per la cultura cristiana (a prescindere dal fatto che si sia credenti o meno) non esiste alcuna “ritualità” nelle macellazioni, ma si uccide per mangiare e basta.

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Riflessioni su Yeshayahu Leibowitz

Dalla rivista SeFeR dell’aprile-giugno 1995 un bel ritratto del controverso maestro il cui libro verrà presentato a Milano questo giovedì 24 febbraio (vedi sotto).

Massimo Giuliani

Da più voci Yeshayahu Leibowitz, che la morte ha sorpreso nel sonno nell’agosto dell’anno scorso (1994 NdR), è stato commemorato come il più famoso e controverso filosofo della società israeliana, come un profeta contemporaneo, come un grande spirito e una benedizione per il popolo ebraico.

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A volte ritornano

46 ragioni che non abbiamo dimenticato per cacciare via Ariel Toaff da qualsiasi iniziativa ebraica (clicca qui)

Museo della Shoah, lite tra Calimani e Toaff. Il presidente replica all’esperto del progetto vincitore del concorso: non sarà lui a riempire il Meis

Il nuovo direttore scientifico della Fondazione Meis sarà nominato «entro il mese di febbraio» e toccherà a lui pilotare i contenuti del futuro museo dentro l’i nvolucro disegnato dagli architetti che hanno vinto il concorso per il progetto. A dare l’annuncio è stato ieri il presidente, Riccardo Calimani, che ha così seccamente replicato ad Ariel Toaff. Il controverso esperto ebraico del progetto vincente, infatti, aveva parlato sul Corriere di «mio museo» riempendolo di idee sue.

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Il culto può influenzare la percezione delle immagini

Giovanna Manna

Una ricerca internazionale condotta in collaborazione con l’Universita’ di Bologna, l’Universita’ di Leiden in Olanda e la Ben-Gurion University in Israele, ha misurato al millesimo di secondo la prontezza con cui laici e fedeli di diverso credo colgono i dettagli di un’immagine, scoprendo delle differenze a dir poco sorprendenti.

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Continua la riscrittura della Storia da parte cattolica attraverso il cinema

Ci risiamo. Cristiani moderni e non-violenti ed ebrei retrogradi e oscurantisti nel film su Gesù “Io sono con te” di Guido Chiesa

Maurizio G. De Bonis

E’ molto complicato analizzare criticamente un film quando l’opera da prendere in considerazione è portatrice di tesi molto nette e quando si avverte il fatto che gli autori hanno agito artisticamente in una condizione personale di certezza assoluta. Sì, perché il rischio è quello del confronto di tipo “ideologico” tra il regista, che espone linguisticamente le sue idee, e il critico che le interpreta dal suo punto di vista, anche culturale.

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Che uso può fare il musulmano di Bibbia e Torà?

Non per deboli di stomaco. Cartoline da Eurabia.

Ugo Volli

Cari amici, chi conosce un po’ la storia e la geografia delle religioni sa che l’islam, come succede per altri versi all’ebraismo, è soprattutto una cultura giuridica, che i suoi religiosi sono innanzitutto giurisperiti e le sue decisioni sentenze basate sulla legge. Le decisioni religiose fondamentali non sono dunque le belle affermazioni teologiche che colpiscono i cristiani, ma le sentenze concrete, le cosiddette fatwa.

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