Conversioni | Kolòt-Voci

Categoria: Conversioni

Pressioni inaccettabili sui rabbini

Riccardo Di Segni

Sono contento di aver promosso un bel dibattito con il mio intervento sul Tribunale rabbinico unico italiano. Un po’ meno soddisfatto perché qualcuno ha preso le mie note come un attacco alla sua sincerità. Mi è stata anche rinfacciata diffidenza verso gli interlocutori e come unica preoccupazione il mantenimento del potere rabbinico. Continua a leggere »

I rabbini diano risposte chiare

Dario Calimani*

Di fronte alla proposta di un Tribunale rabbinico unico che coordini a livello nazionale i percorsi di conversione e decida sugli stessi, rav Riccardo Di Segni, rabbino capo della maggiore Comunità ebraica italiana scrive sull’Unione informa: “Non si potrebbe essere più sinceri e chiedere semplicemente e direttamente quello che si vuole in realtà (procedure facili e una corte controllabile)?”

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Tribunale rabbinico unico? Per poterlo controllare!

Riccardo Di Segni

Un Beth Din, tribunale rabbinico, unico per tutta l’Italia. E’ una delle richieste più condivise in questo periodo di revisione dell’organizzazione ebraica in Italia. Servirebbe finalmente a mettere ordine in questioni controverse. Il Beth Din si occupa di diritto matrimoniale, di litigi ma soprattutto di conversioni, vero punto dolente. Bisogna trovare un criterio unico, si dice, così si fa anche in tutti gli altri paesi, dove di Beth Din ce ‘è uno solo, si aggiunge. Quindi perché dovremmo rimanere indietro noi? Continua a leggere »

Il rabbino delle Comunità dimenticate

Daniel Reichel

Il rav Birnbaum visita la Comunità piemontese. “La realtà comunitaria è la chiave per rafforzare l’identità ebraica”

“Se una persona può cambiare il proprio destino anche un popolo può farlo” sostiene Rav Eliyahu Birnbaum, dayan al Tribunale per le conversioni del rabbinato israeliano e docente al Merkas Rapaport dell’università di Bar Ilan. In visita a Torino per “dare uno sguardo alla comunità”, con il rav, personaggio noto a livello internazionale, abbiamo parlato di identità ebraica fra presente e futuro. Continua a leggere »

In Sicilia, dopo 500 anni, nasce una comunità ebraica

Furono cacciati dalla Corona di Spagna nel 1492, ma molti rimasero e si convertirono (o finsero di farlo). Ora, dopo tanti anni in usa, un uomo è tornato. È il primo rabbino dell’era moderna.

Paolo Casicci – Venerdì di Repubblica

Sul tavolo del suo studio, non lontano dall’antica Giudecca di Ortigia, ha squadernato un’enorme mappa della Sicilia. Un Risiko della spiritualità? «Macché» sorride Isaac Ben Avraham, al secolo Stefano Di Mauro. «Dopo trent’anni in America, è il modo più facile per ritrovare le città in cui mi invitano». E di inviti, Stefano Isaac ne ha già collezionati a decine. Quanto basta perché il ritorno a casa di questo medico settantaduenne somigli a una reconquista. La riconquista ebraica della Sicilia.

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Jarach: Il problema è la non soluzione del recupero dei figli dei matrimoni misti

Con richiesta di pubblicazione. Grazie.

Risposta sulle errate interpretazioni sulla mia posizione sul tema dei matrimoni misti

Sono rimasto sorpreso ed amareggiato dall’eco che qualcuno ha voluto dare ad una mia frase riportata fuori dal contesto specifico dell’intervista rilasciata al giornale La Stampa, pubblicata Sabato 12/6 u. s. Lungi dal voler rappresentare in alcun modo una mia visione sul complesso e ben più ampio tema dei matrimoni misti e del delicato tema delle conversioni ad essi collegato, quella mia affermazione andrebbe letta con riferimento ai gravi problemi demografici che vedono oggettivamente tutte le Comunità del Mondo dibattersi con il calo degli iscritti. Continua a leggere »

La conversione (3) Rav Toaff: Meno se ne fanno, meglio è

Continua la pubblicazione a puntate della rivista Alef-Dac dell’agosto del 1987.

A Rav Elio Toaff, presidente del Tribunale Rabbinico della Comunità di Roma, abbiamo rivolto alcune domande sulla conversione. Ecco le sue risposte.

Quante persone vengono nel corso di un anno a chiedere di convertirsi e quante vengono accettate?

Un centinaio. In particolare, donne che vogliono sposarsi con ebrei e, per quanto possa sembrare strano, persone che sono in cerca di lavoro e che sperano di trovarlo nella nostra Comunità. Vengono accettate 2-3 domande all’anno.

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