Conversioni | Kolòt-Voci

Categoria: Conversioni

JewsNews 2

La rassegna stampa ebraica dal mondo di Kolòt a cura di Ruth Migliara

Tutte le conversioni di Tzahal a rischio

Ben 4.500 conversioni all’interno dell’esercito israeliano sarebbero avvenute senza la supervisione e l’approvazione del Gran Rabbinato e questo le renderebbe dubbie, soprattutto in tema matrimoniale. I soldati in questione non potrebbero sposarsi secondo il diritto ebraico. Fonti vicine all’esercito hanno respinto le osservazioni della procura, sostenendo che la maggior parte delle conversioni sono effettuate da alti rabbini militari o giudici della Corte di conversione che svolgono il loro servizio militare di riserva in quel ruolo.

http://www.vosizneias.com/63730/2010/09/06/israel-4500-idf-carried-out-conversions-are-not-valid/

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Marrani e italiani

Alberto Somekh

Nello scorso gennaio ho partecipato all’evento annuale della Orthodox Assembly a Gerusalemme: duecento rabbini da quaranta paesi del mondo riuniti per dibattere i temi centrali dell’ebraismo. La prima sessione era dedicata al tema scottante dell’avvicinamento dei lontani, che nessun forum rabbinico si esime dal trattare oggi. Peraltro, in apertura ci venne detto che quest’anno non si sarebbe parlato degli strumenti e degli obbiettivi, ma si sarebbe affrontato l’argomento da un’angolatura diversa: fino a che punto è lecito spingersi pur di avvicinare chi si è allontanato dall’ebraismo?

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Chelsea, conversione o matrimonio misto?

Chelsea Clinton si potrebbe convertire all’ebraismo per far piacere al fidanzato, il banchiere d’affari Marc Mezvinsky: una semplice congettura, e che tuttavia sta mandato in fibrillazione i siti Usa in vista delle nozze, il 31 luglio, dell’unica figlia di Bill e Hillary Clinton.

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La cena di natale in Comunità

Il nuovo Rabbino capo di Torino e le sue affermazioni paradossali

Emanuel Segre Amar

In tempi brevissimi la Comunità di Torino è riuscita ad eleggere il suo nuovo rabbino capo. Si era sperato in tanti, ed io ero tra questi, che potessero finalmente chiudersi quelle polemiche che, in questi ultimi anni, sono riuscite perfino a rompere amicizie fraterne che duravano da una vita.

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Un Tribunale rabbinico autonomo e autorevole

Alfonso Arbib

Mi sembra che la discussione che si è aperta sia interessante pur nelle sue asprezze e forse grazie alle sue asprezze. La proposta di istituire un Beth Din unico in Italia credo che vada esaminata con attenzione. Personalmente credo che possa essere una buona idea, anche se è ovviamente vero ciò che dice rav Di Segni, cioè non è questa la situazione generale dei Batè Din in Europa e nel mondo. Credo però che l’Italia, viste anche le dimensioni molto ridotte delle comunità possa giovarsi di una situazione di questo tipo. Questo però a patto di rendere tale Beth Din assolutamente autonomo rispetto alle comunità e autorevole, a patto che sia mobile e che abbia uno stretto collegamento con i Rabbinati locali. Quello dell’autonomia è un tema assolutamente essenziale, dovrebbe essere una preoccupazione non solo dei rabbini, dovremmo pensare seriamente a quali soluzioni adottare per garantire questa autonomia.

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Rabbino capo una volta al mese

Daniel Reichel

Rav Birnbaum nuovo rabbino capo

Rav Eliyhau Birnbaum è il nuovo rabbino capo di Torino. La notizia è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri, quando la Consulta rabbinica, ai sensi dell’art.30 comma 1 dello Statuto, ha espresso parere favorevole sulla nomina. La decisione era già stata assunta dal Consiglio della Comunità torinese lunedì scorso, ma si attendeva, come da prassi, il parere della Consulta. Rav Birnbaum assumerà pro tempore il ruolo di rabbino capo, a partire da domani, 1 luglio, e fino a data da definirsi. “Sono contento che la questione della nomina di rav Birnbaum” spiega il presidente della Comunità di Torino Tullio Levi “si sia conclusa abbastanza velocemente perché il protrarsi di questa situazione (la mancanza di un rabbino capo) non poteva che danneggiare la nostra Comunità. Auspico – continua Levi – rapporti di serena e proficua collaborazione tra il rav Somekh, che ha deciso di rimanere a Torino, e rav Birnbaum. Sono sicuro che lo stesso Birnbaum saprà farsi interprete delle esigenze della Comunità, agendo per il bene di tutti, quindi anche di coloro che in passato hanno avuto delle difficoltà con rav Somekh”.

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Matrimoni misti e conversioni in Israele

Alfredo Mordechai Rabello

Sulla recente problematica dei matrimoni misti e conversioni all’Ebraismo specialmente nello Stato di Israele

Introduzione: valore e conseguenze del matrimonio misto.

Uno dei problemi principali che il popolo ebraico deve affrontare è quello dell’assimilazione, con i conseguenti matrimoni misti, che comportanto anche il problema delle conversioni[i]. A tal proposito è da notare che ci incontriamo con due tipi di candidati al ghiur (conversione all’Ebraismo): il primo, completamente disinteressato, che viene per amore del popolo ebraico, del Sig-nore e della Sua Torà: una volta convintosi della buona fede del convertendo il  bet-din (tribunale rabbinico) non avrà normalmente alcun problema ad accettare tale persona come gher zedek, anche se all’inizio del processo gli farà presente quanto difficile sia la situazione del popolo ebraico.

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