Comunità Ebraiche | Kolòt-Voci

Categoria: Comunità Ebraiche

Le tre madri d’Israele

Il discorso del Capo di stato maggiore d’Israele in occasione di Yom Hazikkaron, la giornata in ricordo di tutti i caduti, civili e militari, che ricorre oggi

Il discorso di ieri sera al Kotel del Capo di Stato Maggiore Aviv Kochavi è uno di quei discorsi che resterà nella memoria collettiva d’Israele. Le tre madri di Israele: Rachel che muore entrando in Israele ma i cui figli torneranno, Nechama che vive in Israele ma che perde due figli nella difesa del paese. E poi la madre senza nome, ogni madre d’Israele, che cresce in sicurezza i suoi figli grazie al sacrificio dei figli di Nechama. Un grande privilegio che a comandare i nostri ragazzi ci sia un uomo con una prospettiva storica e un compasso morale del genere. Di seguito riportiamo i passaggi principali del discorso.

“Il viaggio di ritorno del popolo di Israele nella sua terra è un evento senza precedenti nella storia delle nazioni. È una sorta di miracolo, anche se l’attuale generazione vede il paese come un evento naturale. I risultati registrati qui dal giorno in cui la prima persona ha calpestato le rive di questa terra benedetta e si è unito al vecchio Yishuv sono straordinari. È un viaggio di fede, determinazione e creatività, durante il quale generazioni di difensori si sono levati in piedi e hanno pagato un prezzo pesante, un prezzo in sangue…

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Shtisel: La serie (finora) più bella del 2021 con la strategia vincente di Netflix

Shtisel è senza alcun dubbio, a oggi, la serie più bella del 2021, e conferma una strategia di successo di Netflix, che dà voce a piccole realtà locali

Antonio Napoli

Shtisel è senza alcun dubbio, a oggi, la serie più bella del 2021, la più delicata, divertente, ironica e romantica. Un inno alla vita semplice, quella fedele a regole che sembrano fuori dal tempo. Ma anche ragionevolmente aperta alle novità, quando queste sembrano davvero utili. La serie tv israelianaè la conferma – se mai ve ne fosse bisogno – di una strategia di successo, quella di Netflix, che riesce a essere allo stesso tempo un potente strumento in grado di dare voce anche alle piccole realtà locali e la più globale delle piattaforme di contenuti. La terza stagione di Shtisel – disponibile in Italia dal 25 marzo – sta raccogliendo un successo superiore alle aspettative. Hanno fatto da traino sicuramente il risultato ottenuto lo scorso anno da Unorthodoxe i riconoscimenti dati alla protagonista Shira Haas, che in Shtisel interpreta la nipote del rabbino, Ruchama Weiss.

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L’orgoglio ferito degli ebrei persiani di Milano

Bet Magazine – Mosaico

David Nassimiha – Presidente del Vaad Noam Milano 

Ho aspettato che terminasse Pesach prima di valutare la necessità di rispondere ad alcuni post apparsi su FaceBook, dove si tentava di fare dileggio dei “Persiani” (… una sotto-Comunità di ebrei di origine persiana che alla terza generazione a Milano ancora sentono il bisogno di non mescolarsi, non rappresentano motivo di arricchimento come potrebbe sembrare, ma di divisione, n.d.r.). In prima battuta le avevo considerate alla stregua di battute stereotipe del livello di “italiani pizza mandolino” o “svizzeri cioccolatai”, ma poi pensandoci bene e considerando che non erano uscite da un’osteria, ho ritenuto necessario raccontare molto brevemente, a chi è rimasto ancorato a pregiudizi passati, chi in realtà sono i “Persiani”.

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Uomo e zanzara

Il rapporto tra uomo, animali e natura – Parashà di Sheminì

Rav Scialom Bahbout

Nella parashà di Sheminì viene finalmente posta l’ultima “pietra” per l’inaugurazione del Tabernacolo: l’inizio della funzione per i fini per cui è stato costruito il Santuario e cioè per farvi la ‘avodà, il culto. I Sacerdoti iniziano finalmente  a svolgere i propri compiti. Per sottolineare l’importanza del momento, il Talmud  afferma : “In quel giorno c’era gioia davanti al Santo benedetto sia come il giorno in cui furono creati il cielo e la terra ” (Meghillà 10b). Al termine della creazione, il Signore pone l’uomo nel Giardino dell’Eden per “lavorarla e per custodirla” e aggiunge a questo incarico un solo e preciso comandamento:“ Sei libero di mangiare da qualsiasi albero del giardino; ma non devi mangiare dell’albero della conoscenza del bene e del male, perché quando ne mangerai certamente morirai “ (Genesi 2, 16).  I commentatori hanno messo in evidenza il rapporto tra la  creazione – il Macrocosmo – e il Santuario – il Microcosmo. Rav Elie Munk in La Voix de la Torah  mette in evidenza questo ulteriore parallelo: con l’inaugurazione del Tabernacolo ha inizio una nuova era per l’umanità e quindi una nuova legge dovrà regolamentare il consumo del cibo da parte dell’uomo, indicando ciò che è permesso o è proibito mangiare.

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La Pasqua antigiudaista di Recalcati

Marco Cassuto MorselliMassimo Giuliani

Massimo Recalcati

Sabato scorso il quotidiano La Repubblica ha pubblicato a tutta pagina un articolo di Massimo Recalcati intitolato “Pasqua, la vita oltre la Legge” nel quale, in salsa lacaniana, è possibile trovare quasi l’intero repertorio dell’antigiudaismo religioso classico, ossia i più triti luoghi comuni che contrappongono il messaggio di Gesù alla Torà e ai valori della legge mosaica, riprendendo l’accusa di formalismo rivolta ai farisei e ai dottori, quasi fossero portatori di una cultura della paura e della morte, mentre solo il messaggio cristiano sarebbe foriero di una cultura della libertà e della vita. Una visione del cristianesimo tipica della chiesa e della teologia pre-conciliari e di una ermeneutica dei testi sacri sia cristiani sia ebraici che ignora la storia, i contesti sociali e politici, l’evoluzione dei concetti teologici. Il risultato è quello di una psico-banalizzazione, in nome di un trionfo della ‘legge del desiderio’ a spese del ‘desiderio della Legge’ come rivelazione, luogo di incontro tra l’umano e il divino, strumento di conoscenza dei propri limiti e di educazione etica ai nostri doveri verso il prossimo. Ridurre e disprezzare per meglio rimuovere e sostituire: è l’atteggiamento del più grossalano sostituzionismo, che in teoria la Chiesa ha cassato ma che a livello di linguaggio popolare e di comunicazione di massa fa ancora molta presa. Recalcati lo cavalca alla grande, mischiando ovvietà a slogan libertari buoni per ogni festa religiosa.

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Miriam, la donna che contrastava le forze di gravità*

Settimo Giorno di Pèsach – La Cantica del Mare.
Dedicato alle tante Miriam che hanno guidato e protetto il popolo ebraico

Rav Scialom Bahbout

 “Miriam morì là … e non c’era acqua per la congrega” (Numeri 20: 1-2) Su queste parole dice Rabbi Yosè figlio di rabbi Yehudà: “Un pozzo fu dato a Israele per merito di Miriam: Morta Miriam, il pozzo sparì. (Taanit 9a) La Cantica del Mare ha in apparenza, come protagonista fondamentale Mosè, mentre in realtà come ho scritto altrove, la vera protagonista era stata la sorella Miriam che dette inizio ai canti e alle danze, e poi fu imitata da Mosè e dagli uomini. Tuttavia, il contributo fondamentale che la tradizione attribuisce a Miriam è il fatto che fin tanto che fu in vita un pozzo, detto il “Pozzo di Miriam”, accompagnò il cammino del popolo ebraico nel deserto.

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Covid e complottismi. Il mondo ebraico non può rimanere silente

“Strage di Stato – Le verità nascoste della Covid 19” è un’istigazione all’odio razziale e religioso, che esige una presa di posizione delle più alte cariche dello Stato

Riccardo Pacifici*

Il pericolo delle fake news e degli hater nelle Rete, sono temi di cui, grazie all’aiuto della Magistratura e delle Forze dell’Ordine tutte, in particolare la Polizia Postale, possiamo rivendicare con orgoglio di aver raggiunto come italiani risultati di tutto rispetto. Abbiamo ottenuto sentenze e condanne, tali da potermi permettere di spiegare nei contesti dell’ebraismo europeo ed internazionale, il sostegno delle nostre Istituzioni.

Le persone che abbiamo portato a processo, così come le loro organizzazioni criminali, avevano profili di soggetti psicopatici; “leoni da tastiera” convinti di godere di una sorta di immunità e anonimato; organizzazioni di ogni stampo politico, di cui i più attivi non potevano mancare a sinistra i nemici del democratico Stato d’Israele e a destra i negazionisti della Shoàh e gli antisemiti con le loro tesi sul Complottismo ebraico.

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