Comunità Ebraiche | Kolòt-Voci

Categoria: Comunità Ebraiche

Emuna Elon, le acque profonde della vita

Simonetta Della Seta

Un amico ferrarese mi ha chiamata una mattina per chiedermi: “cosa significa emuna in ebraico?”. Ho risposto: “fede”. “E cosa vuol dire elon“? “Quercia”. “Allora, ha concluso lui, sto recensendo un libro scritto da una donna straordinaria che ha una fede come una quercia”. Ho capito solo a quel punto che stava parlando di Emuna Elon, una scrittrice israeliana che avevo letto in ebraico e in inglese. “Ci ha donato un libro bellissimo – ha ripreso Gianni – costruito come un thriller e tradotto magistralmente da Elena Loewenthal. Si intitola La casa sull’acqua e lo ha pubblicato Guanda”.

Quella mattina non sapevo che presto avrei incontrato io stessa Emuna, toccando con mano quel destino raccolto nel nome: la sua fede nel popolo ebraico, radicata e frondosa, come una grande quercia.

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Quando Udine volle ringraziare i soldati che portavano la stella di David

L’episodio del 23 giugno 1945 per salutare la Brigata Ebraica è uno dei capitoli poco conosciuti della Liberazione

Valerio Marchi 

“Sabato 23 giugno 1945 alle ore 9 in via dell’Ospedale n. 2, avrà luogo una riunione per porgere in forma solenne alle Autorità Alleate, Ecclesiastiche e Italiane un ringraziamento per l’assistenza prodigata ai correligionari internati, fuggiaschi e rimpatriati”: era questo il testo di un biglietto d’invito – una cui copia è conservata dalla famiglia Gentilli – diffuso all’epoca, a Udine, dalla Comunità Israelita di Trieste, sezione di Udine (gli ebrei udinesi, pur presenti e attivi da lungo tempo, non diedero vita a una comunità giuridicamente stabilita).

Ora quel lontano 23 giugno, che ci riporta all’immediato dopoguerra, merita di essere ricordato.Prendiamo quale esempio dei correligionari fuggiaschi e rimpatriati l’ingegnere ebreo udinese Roberto Gentilli (1923-2015), che ricordiamo ancora con affetto e stima. Al pari degli altri studenti ebrei, con le leggi razziali del 1938 egli fu espulso dalla scuola (nel suo caso il Regio liceo Stellini); poi, fra il 1943 e il 1945 la “caccia all’ebreo” lo costrinse a continue fughe e ricerche di rifugi in Toscana e in Veneto assieme ai suoi famigliari, salvatisi grazie a circostanze provvidenziali: sempre per portare un esempio, Roberto fu ospitato sotto falsa identità dai frati Stimmatini di Verona che, per proteggerlo, gli fecero anche indossare un abito talare.

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Matan Kahana, dalle unità d’elite agli F-16

Davide Romano

Ho tradotto al volo in italiano un pezzo del Jerusalem Post che parla del nuovo ministro israeliano delle funzioni religiose, Kahana. Un uomo notevole, che ha servito nell’unità d’elite dell’esercito israeliano, e poi come pilota di F-16. Una persona religiosa. E a giudicare da come ha risposto a quei haredim che lo hanno attaccato, molto serio. Kahana è un amico di lunga data del Primo Ministro Naftali Bennett. I due si sono incontrati mentre prestavano servizio nell’unità d’élite dell’IDF Sayeret Matkal negli anni ’90.

Dopo tre anni e mezzo nel Sayeret Matkal, Kahana ha continuato a servire nell’aeronautica israeliana come pilota da combattimento pilotando F-16 nella seconda guerra del Libano e in diverse operazioni su Gaza. Ha poi servito come comandante di squadriglia, e ha ottenuto il grado di colonnello, prima di terminare il servizio militare nel 2018.
Kahana è cresciuto nella comunità religioso-sionista, è stato membro del movimento giovanile Bnei Akiva e ha studiato nella yeshiva Netiv Meir nel quartiere Bayit Vagan di Gerusalemme, che fa parte della rete di scuole superiori e yeshiva Bnei Akiva.

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Miriam e le correnti gravitazionali

Parashà di Chukkàt

Rav Scialom Bahbout

In ricordo e le’illui nishmatà di Miriam bat Laoma z.l. mia madre, la mia Torà è tutta merito suo.

Ha detto rabbi Yosè, figlio di rabbi Yehudà: per merito di Miriam fu dato un pozzo a Israele, e una volta morta Miriam, il pozzo sparì, come è detto: là morì Miriam, ma non c’era acqua per l’assemblea (Numeri 20:1 e 2; Ta’anit 9a). Da questo racconto deriva il motivo classico del “Pozzo di Miriam”, con l’acqua che gorgheggia e sale verso l’alto in maniera autonoma: un pozzo quindi in cui le acque si muovono trasgredendo la legge di gravità! La domanda è quale sia il significato simbolico di questa storia.

Nel ghetto di Varsavia nei giorni difficili dell’assedio nazista tedesco, Rabbi Kalonymus Kalman Szapiroil rabbi di Piaseczno (1889 – 1943) cercava di consolare e insegnare Torà ai propri hassidim. Dopo la guerra, le sue lezioni furono scoperte e  pubblicate con il titolo “Esh kodesh” (Fuoco sacro). Rav Kalonymus dedica all’analisi del Pozzo di Miriamla derashà sulla parashà di Chukkat (Giugno 1942): l’atmosfera era pesante e opprimente e tutti chiedevano aiuto per essere salvati, ma ciò non impedì al rabbino di scrivere questa derashà. 

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L’antica Israele e il passo falso dello storico Barbero

Samuele Rocca, storico dell’arte, Pagine Ebraiche Giugno 2021

Nelle ultime settimane, alla luce della situazione, gira e rigira sui media un’intervista data dall’insigne storico Alessandro Barbero a Camogli nel 2018 (https://www. youtube.com/watch?v=MEUiCZKOoxI). Nell’intervista, Barbero spiega perché il passato può ancora sorprenderci e quindi come nuove scoperte ci costringono a scoprire che la nostra visione del passato “in realtà era tutta sbagliata”. Il primo esempio che Barbero ci presenta, considerando la macro storia del popolo ebraico, gli “ebrei” per l’autore, è quello dell’antico regno di Israele, che non sarebbe mai esistito. Narra Barbero che fino a pochi anni fa, secondo vari storici che si basavano sui “racconti” dell’Antico Testamento, esisteva in “Palestina”, ben 1000 anni prima di Cristo, il grande regno di Israele. Questo raggiunse l’apice durante il regno di gloriosi re, Davide e Salomone. Inoltre, la capitale del regno, Gerusalemme, possedeva grandiosi edifici tra cui il Tempio di Salomone.

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Raiz di Almamegretta, 20 racconti per Il bacio di Brianna

Il romanzo del frontman tra Napoli, Roma e Tel Aviv. ‘C’e’ qualcosa di innatamente sano che ti protegge dall’abisso’.

Ammesso e non concesso che si concordi su cosa sia l’abisso, ‘Il Bacio di Brianna’ di Gennaro Della Volpe, in arte Raiz, frontman degli Almamegretta, racconta le occasioni capaci di far scattare quell’auto salvataggio. Nel libro – che sarà presentato dall’autore al Festival ‘Ebraica’ di Roma (13-17/06) il prossimo 16 giugno – Raiz tratteggia una serie di personaggi verosimili. Ed è proprio questa caratteristica a farne l’essenza di una realtà prorompente. Quasi tutti loro sono descritti alle prese con un momento che li può portare da una parte o dall’altra: spesso la migliore, qualche rara volta la peggiore. Sempre, tuttavia, più o meno consapevoli di aver giocato una carta decisiva per il futuro. Se le canzoni – in genere le più significative – sintetizzano sovente una storia, i 20 racconti del libro di Raiz sono brani d’autore allargati. Dipanano senza musica – se si vuole la si può liberamente immaginare – avventure dell’esistenza. C’è una sorta di senso didascalico nel libro di Raiz: ad insegnare non sono però gli uomini, quanto piuttosto le scelte che compiono o i pensieri che le hanno accompagnate. Sullo sfondo scorre la vita del cantante: “forse l’unico napoletano -come dice lui stesso – che si sente a casa in mezzo alla nebbia”. Una vita geograficamente molteplice: Napoli, il nord d’Italia, Roma, Tel Aviv, Londra.

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Quando la controversia nasconde la verità

Parashà di Kòrach

Rav Scialom Bahbout

La parashà di Korach prende il nome dalla persona che ha tentato di scalzare Mosè ed Aronne dalla loro posizione di potere. Non è la prima volta che vengono sollevate proteste contro Mosè e non sarà neanche l’ultima. Ciò che contraddistingue questa sollevazione dalle altre è il fatto che non avviene per lamentarsi della mancanza di acqua, di pane e di altro cibo, oppure del timore di andare a combattere per conquistare la Terra promessa: in questo caso viene messa in discussione la Leadership dei due fratelli e la bontà della loro ispirazione divina.

Le controversie di ordine politico per occupare posizioni di potere sono antiche come il Mondo e la Torà –  che è appunto Torath Chayim, un insegnamento per la vita dell’uomo di ieri e di oggi – non può mancare di indicarci quale sia una linea ideale di comportamento.

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