Comunità Ebraiche | Kolòt-Voci

Categoria: Comunità Ebraiche

Ebrei a Novara

Alberto David

È mai esistita una Novara ebraica? È possibile reperire segni che riconducano a una presenza dei discendenti di Abramo nel territorio novarese? Sono le domande che opportunamente si pongono Rossella Bottini Treves e Lalla Negri all’inizio del loro bel volume Novara ebraica. La presenza ebraica nel Novarese dal Quattrocento all’Età Contemporanea, uscito per i tipi dell’Alterstudio per la stessa volontà del Comune di Novara. Continua a leggere »

Prigioniero del battesimo (storia di Leon Osimo)

Giuseppe Pederiali – Padania Felix, Reggio Emilia, Diabasis 1999, ISBN 88-8103-080-2, p. 52-60.

La sera del 26 gennaio 1778 un bambino ebreo di diciassette mesi, Leon Osimo, entrava nel carcere di Finale Emilia, la possente rocca che era stata fortezza di confine tra Longobardia ed Esarcato, poi castello degli Estensi, loro palazzo di villeggiatura e infine, dopo il passaggio di quella famiglia a Modena, di nuovo avamposto militare e tetro carcere. Continua a leggere »

Quelli che scrivono, quelli che parlano, quelli che stanno zitti

Ancora sull’antisemitismo della casta dei giornalisti

Nicola Borzi – 14.02.2006

Scrivo perché anche altri sappiano cosa significa, ieri e oggi, antisemitismo in Italia, come il fenomeno sia carsico anche nel mondo dell’informazione, come molti “rispettabili” colleghi ne siano portatori più o meno palesi. Anche quando non si parla di noi stessi, si scrive sempre e solo per fatto personale. Queste parole non faranno eccezione. Scrivo perché gli avvenimenti della “Voce di Mantova” mi offrono un’occasione per testimoniare su cose alle quali ho assistito personalmente, una decina di anni fa. Continua a leggere »

Sgarbi difende l’antisemita di Mantova

Il Giornale – n. 7 del 13-02-06

L’«antisemita» di Mantova

Vittorio Sgarbi

Per inutili antiche polemiche, dovrei compiacermi del dimissionamento del direttore della Voce di Mantova, Davide Mattellini, ostinato oppositore delle storiche amministrazioni di centrosinistra che governano indisturbate da anni la bella città di Mantova. Pettegolezzi, insinuazioni, colpi bassi, disprezzo dell’azione spesso sbrigativa, ma illuminata, dell’ex sindaco Gianfranco Burchiellaro, animatore di memorabili mostre in Palazzo Tè, non giustificano il sacrificio del direttore per avere, anche in modo provocatorio, difeso concetti, principii e simboli che fanno riferimento alle nostre radici cristiane. Abbiamo già dovuto sopportare l’insulto a Fabrizio Quattrocchi cui la città di Genova ha negato il nome di una piazza. Registriamo con compiacimento la determinazione della Chiesa di santificare don Andrea Santoro, martire civile oltre che religioso, come martire religioso oltre che civile è stato Quattrocchi. Le condizioni e la contrapposizione di culture sono le medesime; e forse la Chiesa dovrebbe fare uno sforzo per avviare la causa di beatificazione anche per Quattrocchi. I grandi martiri cristiani non sono necessariamente preti. E anche civili e soldati (penso al santo da cui derivo il nome) hanno avuto il riconoscimento del loro martirio in nome di una orgogliosa identità religiosa. Continua a leggere »

Quelli che non prendono lezioni dagli ebrei

Inchiesta vecchio stile di Marina Morpurgo, su Diario del 10 febbraio

Dal giugno 2005 il direttore di un piccolo quotidiano di provincia, «la Voce di Mantova», venduto insieme a una vecchia e prestigiosa testata di Torino, conduce una vergognosa campagna che ricorda in certe espressioni i brutti tempi che furono. Ma lui si difende (antisemita io? ma state zitti!) e dice che è tutto un sudicio complotto della sinistra per mettere a tacere un libero pensatore

«Non avremmo mai voluto riconoscergliela per partito preso, ma Berlusconi ha ragione piena: questa sinistra non va solo sconfitta; andrebbe cancellata proprio, quale atto di legittima difesa contro una minaccia antistorica e liberticida. Minaccia strisciante, bifida, a sangue freddo ben sapendo che solo gli animali a sangue freddo sono velenosi». (Voce di Mantova del 2 febbraio 2006. Titolo dell’apertura in prima pagina: «La sinistra vuole zittire la Voce». Occhiello: «Un libello per diffamare la stampa libera. Berlusconi ha ragione». Catenaccio: «Accuse di antisemitismo da Mantova ebraica e Istituto di storia»). Continua a leggere »

Una risposta ai dimissionari

Abbiamo ricevuto la lettera a firma dell’ex presidente Jarach e degli altri 5 consiglieri della Comunità in cui tentano di spiegare le ragioni della loro scelta. I dimissionari lamentano il fatto che a loro sia stata negata la possibilità di utilizzare l’indirizzario della Comunità e la possibilità di acquistare pagine pubblicitarie sul Bollettino per spiegare le loro posizioni. Continua a leggere »

Melagrana – Un libro sugli ebrei vivi

In questo libro di ritratti della “nuova generazione degli ebrei italiani” troviamo Riccardo Di Segni, il rabbino capo che fa il direttore di radiologia presso un ospedale dal nome tanto poco ebraico come San Giovanni; e anche Emanuele Fiano, che invece è ateo e capogruppo dei diesse al Consiglio Comunale di Milano, ma considera la sua identità ebraica “uno zaino inamovibile”. Cè Ariel Haddad, romano di origine tripolina che dopo aver abbracciato la corrente tipicamente est-europea e newyorkese dei Lubawitch è diventato rabbino di Trieste e Lubiana, alfiere di un’ortodossia rigorista particolarmente inconsueta in Italia, e che in politica vota a sinistra; e c’è Aldo Luperini, il milanese che con l’ ebraismo liberal della corrente riformata ha importato in Italia pure la rivoluzione della rabbina donna Barbara Aiello, ma in politica rimpiange invece i partiti laici.

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