Comunità Ebraiche | Kolòt-Voci

Categoria: Comunità Ebraiche

Gli ebrei che alzano la testa

Per Amos Luzzato gli ebrei hanno votato “per paura” – Davide Romano spiega perché la verità è diversa

Davide Romano

C’è un nuovo vento nell’ebraismo italiano. L’idea di alzare la testa e rispondere – sui mezzi di informazione piuttosto che scendendo in piazza –agli attacchi provenienti da destra come da sinistra, senza sconti per nessuno, non è più un tabù.

Le elezioni della Comunità ebraica milanese di domenica hanno confermato questa tendenza. Per capirne l’origine bisogna però tornare a sei anni fa, quando ebbe inizio la seconda intifada palestinese: quella che alle pietre preferì i kamikaze che si facevano esplodere negli autobus pieni di civili israeliani. In quegli anni di continui attacchi terroristici, il governo israeliano reagì in maniera molto più misurata rispetto a qualunque altro governo al mondo (dagli USA post 11 settembre alla Russia contro i ceceni). Ciononostante, le condanne del mondo intero e le manifestazioni nelle piazze europee si concentrarono soprattutto sul governo Sharon-Peres. La legittima critica politica sfociò in odio anti-israeliano che presto tracimò in antisemitismo. Gli atti ostili contro gli ebrei in Europa si moltiplicarono: in Francia si arrivò a bruciare le sinagoghe e alle violenze fisiche sugli ebrei. Continua a leggere »

Comunità ebraica, vince la tradizione

Alle urne il successo va alla lista “Per Israele”. Quasi dimezzati gli eletti della componente laica Chai e di Kadima. Tedeschi: “La parte laica non ha colto l´invito a partecipare più direttamente”

ALESSIA GALLIONE – Repubblica – 30 maggio 2006

Nelle stesse ore in cui la città decideva il suo futuro sindaco, c´era un´altra Milano che si metteva in coda di fronte alle urne, quella ebraica. I 6.500 iscritti della comunità più eterogenea d´Italia, la più numerosa dopo Roma, hanno scelto chi li governerà per i prossimi quattro anni. E i numeri dell´”altra elezione” raccontano la vittoria della lista Per Israele, che rappresenta l´anima più tradizionalista e che schierava il presidente uscente Leone Soued, sicuro della riconferma, e il portavoce Yasha Reibman, il più votato. Una affermazione che, con 10 consiglieri eletti su 19, supera le aspettative della vigilia. I laici della lista Chai – «Vita» in ebraico – vedono quasi dimezzati i propri rappresentanti, che passano da otto a cinque. Non decolla neppure Kadima (Avanti) la formazione dell´ex presidente Roberto Jarach, che per il suo ritorno ufficiale nella vita politica comunitaria aveva scelto il nome del partito israeliano di Sharon, ma che riesce a conquistare solo quattro consiglieri. Continua a leggere »

Milano: Vince la Comunità della gente

Guido Vitale

In questi tempi di risultati elettorali sempre giocati sul filo di una piccola differenza percentuale nei consensi raccolti dagli schieramenti contrapposti, gli esiti delle elezioni per il Consiglio della Comunità ebraica di Milano e quelli per l’elezione dei delegati al prossimo congresso dell’Unione delle comunità ebraiche italiane ci offrono per una volta un responso chiaro. Raramente segnare un confine fra il successo e l’insuccesso è stato tanto agevole. Quella della lista Per Israele, una delle tre in competizione per il consiglio della comunità milanese, ha costituito un’affermazione molto significativa. I consiglieri assegnati a questa formazione sono 10 su 19 (5 sono stati conquistati dalla lista Chai e 4 dalla lista Kadima) e da soli potrebbero teoricamente bastare a costituire una maggioranza di governo. Se poi si creasse un’alleanza più ampia, la governabilità sarebbe ovviamente ancora più stabile. Continua a leggere »

Comunrità ebraica di Milano: I risultati definitivi

Elezioni per il rinnovo del consiglio della Comunità ebraica di Milano

10 seggi a Per Israele

5 a Chai

4 a Kadima Continua a leggere »

Nessuno tocchi gli ebrei – Disse Federico II

La tolleranza del «puer Apuliae»

Cesare Colafemmina

Della tolleranza di Federico II si discute ormai da tempo. E di tanto in tanto l’argomento torna in auge. Nei confronti degli ebrei, in quanto minoranza religiosa, il sovrano svevo si espresse, in due fasi: di allineamento dapprima con la legislazione della Chiesa – e quindi con provvedimenti vessatori -, di distacco e di superamento poi da tale legislazione. La particolare condizione religiosa degli ebrei offrì all’inizio a Federico il destro di utilizzarli per la realizzazione del suo disegno di potere. Parecchie sue disposizioni nei loro confronti, infatti, furono dettate da motivi di ordine politico, mirando egli a fondare e gestire l’Imperium di concerto con il Sacerdotium (papato, vescovi, ordini religiosi) che voleva perciò ingraziarsi. Continua a leggere »

L’Occidente ormai si disprezza fino a tollerare il nuovo odio per gli ebrei

Antisemitismo all’europea /1 – Gli episodi di Francia, Olanda, Polonia e Italia. Perché non si può continuare a deplorare e minimizzare

Giorgio Israel

Il presidente iraniano Ahmadinejad è un politico ideologo, la specie più pericolosa. Sembra che nella lettera al presidente Bush abbia parlato soprattutto del ruolo della religione nel mondo contemporaneo. “Il liberalismo e la democrazia occidentale non sono serviti a realizzare gli ideali dell’umanità. Oggi queste due dottrine hanno fallito. I più perspicaci riescono già a sentire il suono del frantumarsi e crollare dell’ideologia e delle idee dei sistemi democratici liberali. Signor presidente, che ci piaccia o no, il mondo gravita intorno alla fede”. Naturalmente, Ahmadinejad pensa che l’islam, il suo islam, riempirà il vuoto che quel crollo sta aprendo nel mondo: chi altro può esserne capace? Ma, se ci è consentita un po’ di libera esegesi, forse egli non è tanto sicuro di sé. Infatti, perché scrive a Bush? Forse perché, più di altri, è capace di resistere.

Continua a leggere »

Noi ebrei in Iran ora ci sentiamo più soli

Gian Micalessin

Crescono i timori dopo i discorsi del presidente Ahmadinejad, che minaccia di cancellare Israele dalla faccia della terra e nega l’Olocausto

La casa è vasta, spaziosa, di un’eleganza un po’ retrò un po’ spartana. Arash ti accoglie con sorrisi attenti e scrupolosi. Sua sorella Elham è già alla porta, s’avvolge la chioma bionda nel foulard multicolore, allunga la mano, scappa via. La madre ti studia un attimo, porge il palmo, riaffonda nel divano. Gli chiedi come va e Arash ti risponde «tutto bene» con un sorriso in cui leggi «e che ti posso dire». La prende alla lontana Arash. Incomincia da 2.700 anni fa, dagli antenati arrivati in catene dopo la vittoria di re Nabucodonosor, distruttore del primo tempio di Salomone. Da allora a oggi Arash e gli altri ebrei d’Iran sono rimasti in 20/25mila. Diecimila a Teheran, il resto sparso tra Isfahan, Shiraz e Kherramshar.

Continua a leggere »