Comunità Ebraiche | Kolòt-Voci

Categoria: Comunità Ebraiche

Da ”fratelli maggiori” a ”fratelli prediletti”

Considerazioni sul messaggio del Papa per il Centenario della Sinagoga

Tra i fatti più significativi della cerimonia di celebrazione del centenario della Sinagoga si colloca la partecipazione di una autorevole delegazione vaticana, guidata dal cardinale Ruini, che ha letto un Messaggio del Papa. Questa presenza per la sua importanza va molto al di là di un fatto locale e merita un’attenta valutazione per tutte le implicazioni che comporta nella storia dei rapporti ebraico-cristiani. Continua a leggere »

Amare il gher e amare la Torà e le mitzvòt

Alberto Somekh – Rabbino Capo di Torino

Ho letto e apprezzato il lungo scritto del Rav Mino Bahbout: “Conversioni: non lasciamole solo in mano ai rabbini” in risposta ad una lettera di Gabriello Marchetti che non mi risulta essere stata diffusa e che personalmente non ho visto. La lettura in questione mi lascia tuttavia diversi dubbi che sarebbe troppo lungo esporre qui. Mi limiterò perciò soltanto ai principali. Continua a leggere »

Conversioni: non lasciamole solo in mano ai rabbini

Scialom Bahbout

Risposta alle osservazioni di Gabriello Marchetti al suo articolo sulle conversioni

Gerusalemme, 4 giugno 2004 – 15 sivan 5764

Egregio signor Gabriello Marchetti,

David Piazza mi ha trasmesso la sua lettera che ho letto con attenzione e della quale la ringrazio, perché mi dà l’occasione di chiarire alcuni concetti, cosa che non potevo fare di fronte a un pubblico che era convenuto per ascoltare soprattutto l’enunciazione di alcuni principi e non un trattato sulla posizione dell’ebraismo sulla conversione. Il tempo a nostra disposizione era di appena dieci minuti!

Legga la mia risposta (almeno parziale) nella lettera allegata e, in altra occasione, magari non per lettera ma a voce, potremmo ridiscutere più ampiamente della questione.

Un cordiale shalom e shabbath shalom

Per quanto riguarda le sue osservazioni, io posso rispondere per quella che è la mia esperienza sia personale, che nell’ambito del Beth din della Comunità ebraica di Roma.

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Una risposta a Rav Scialom Bahbout in merito a “Rapporto tra stato e religioni”.

Gabriello Marchetti – Modena

Caro Rav Scialom Bahbout, con tutta la stima che da tempo conservo nei Suoi confronti , sento di dover esprimere alcuni concetti rispetto a cio’ che Lei ha scritto .

“La conversione all’ebraismo ha sempre comportato un percorso di attenzione , che richiede proprio alla persona che intende convertirsi un esame della propria vera vocazione. Un esame che il convertendo deve fare innanzi tutto per se stesso, affinchè la sua decisione non sia contraria alla natura stessa dell’uomo….”

Avrei alcune critiche da sottoporLe. Continua a leggere »

Discorso per il centenario della Sinagoga di Roma

Rav Riccardo Di Segni

Quando circa tre millenni fa il re Salomone costruì il Tempio di Gerusalemme lo inaugurò con una lunga preghiera. E’ un testo che fa ancora oggi impressione per la sua forza spirituale, e per la chiarezza con cui pone una domanda fondamentale. Rivolgendosi a D. il re si chiese: “il cielo e i cieli dei cieli non Ti possono contenere, e come mai potrebbe farlo questo luogo che ho costruito?” (1 Re 8:27). E’ la stessa domanda di ogni fedele monoteista davanti a qualsiasi tempio che vorrebbe avere la pretesa di limitare o concentrare in un unico luogo Colui che invece è il luogo del mondo. La risposta di Salomone fu che il suo Tempio era o un riferimento, un simbolo, un luogo di attenzione speciale, di incontro e di comunicazione tra uomo e cielo, tra trascendente e immanente. Continua a leggere »

Centenario Sinagoga: Un passo in avanti

Centenario del tempio di Roma, in sinagoga anche islamici

Magdi Allam

ROMA – Per la prima volta in modo così formale ed esplicito tre esponenti delle comunità islamiche hanno messo piede nella sinagoga di Roma. Sarebbe tuttavia enfatico parlare di svolta storica nei difficili rapporti religiosi e politici tra musulmani ed ebrei. Perché in due, Mario Scialoja e Omar Camiletti, sottolineano di esserci andati a titolo personale. Il terzo, Abd al Wahid Pallavicini, è il presidente della Coreis (Comunità religiosa islamica italiana), una piccola anche se influente associazione. E tutti e tre sono italiani convertiti all’Islam. Mentre il 97% dei musulmani sono immigrati. Principale assente è un rappresentante ufficiale della Grande moschea di Roma.

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Intolleranza «…Iuxta crucem lacrimosa»

Ariel Levi di Gualdo si fa portavoce dell’ “ebraismo istituzionale” contro i “gruppuscoli”

Non occorre essere cristiani, per provare umanità dinanzi al Cristo affisso ad un orribile patibolo romano. Davanti a quell’immagine tornano in mentre le parole affidate da Giovanni Battista Pergolesi a soprano e contralto: «Stabat mater dolorosa iuxta crucem lacrimosa dum pendebat filius» (stava la madre dolorosa sotto la croce lacrimosa dove pendeva il figlio). Da alcune settimane è esplosa la polemica sul film di Mel Gibson: The Passion. In giro per la rete telematica si sono moltiplicati articoli di gruppetti ebraici, che nell’ipotesi migliore rappresentano se stessi, non certo l’Ebraismo istituzionale. Nel mondo ebraico esiste una piccola percentuale di soggetti che sfruttano l’Ebraismo per far deflagrare i loro disturbi interiori, miscelando la politica alla psicopatologia della vita quotidiana. Diversi di questi articoli colpiscono per il loro odio anti-cristiano. Forse è il caso di chiarire che l’antisemitismo e l’anticlericalismo, pur essendo patologie sociali molto diverse, sono mosse dallo stesso genus: l’uomo malato d’odio verso l’altro. Continua a leggere »