Comunità Ebraiche | Kolòt-Voci

Categoria: Comunità Ebraiche

Camera oscura

Alberto Somekh

Ricordo un Bar Mitzwah alcuni Sabati fa nella mia Comunità. Quando entrai nel Bet ha-Kenesset per Shachrit trovai, accanto ai soliti tre o quattro correligionari puntuali, una quindicina di volti nuovi, non meno spaesati nel vedere me di quanto lo fossi io nel vedere loro. Nell’imminenza del primo Qaddish mi arrestai e mi guardai intorno imbarazzato, alla ricerca improbabile di Minyàn. Dovette accorgersi della situazione il padre del festeggiato, che si affrettò a porgere un Tallit a due dei suoi invitati, familiari giunti da Israele, per renderli facilmente distinguibili da tutti gli altri, che evidentemente ebrei non erano. Continua a leggere »

Il ribaltino

La comunità ebraica di Milano e la manifestazione pro-Israele

David Piazza

In molti si aspettavano, o speravano, che il consiglio straordinario della Comunità ebraica di Milano ieri sera, 18 novembre, avrebbe ribaltato il risultato della giunta di appena una settimana prima, quando si era deciso che la Comunità non avrebbe organizzato una manifestazione a sostegno di Israele, suggerita dall’associazione Adi (Amici d’Israele), in concomitanza con una analoga organizzata a Roma. Continua a leggere »

Antisemitismo: radici antiche

ENZO FONTANA – L’Adige (10/11/2003)

L’ostilità contro gli ebrei è antichissima. Ce lo ricorda anche Pietro Citati in «Israele e Islam, Le scintille di Dio» (Mondadori 2003), viaggio attraverso ventisette secoli di storia e letteratura. Nel capitolo conclusivo di questo libro Citati prende in considerazione esplicitamente l’antisemitismo, dalle più antiche manifestazioni alla triste letteratura in voga nel XIX e XX secolo. Secondo Citati, l´origine di quest´avversione contro gli ebrei è il loro monoteismo, il non voler mischiare il loro Dio con la schiera degli dèi pagani, il loro cercare la separazione dai costumi religiosi degli altri popoli, persino a tavola.

Proprio questo vivere separati accese l´immaginazione dei popoli antichi. Per non parlare della reazione degli intellettuali. Tacito, il grande storico romano, pur ignorando completamente la cultura di Israele raccontava che gli ebrei erano gente superstiziosa, odiata dagli dèi, misantropi che veneravano una testa d´asino. Un altro storico, Apione, raccontava che nel loro Tempio compivano sacrifici rituali di stranieri, ingrassati a forza come Hansel e Gretel. In realtà gli ebrei forse furono gli unici, tra le grandi civiltà mondo antico, ad aborrire il sacrificio umano. Basterebbe questo a dimostrare la superiorità morale della loro concezione del mondo e della divinità. Continua a leggere »

La storia delle famiglie ebraiche a Messina

Un anacronistico segno di antisemitismo è la targa che campeggia sulla facciata del Duomo peloritano

Alessandro Allegra Piero Giacopello

«Questo è il segno dei perfidi giudei». Non è l’invettiva estrapolata dal discorso di un leader antisionista, ma ciò che si trova scritto su un piccolo cartiglio di marmo rosa che, dopo aver girovagato per secoli da un palazzo all’altro di Messina, da quattrocento anni ha trovato il suo domicilio sulla facciata del Duomo della città. Continua a leggere »

Italiani brava gente, anche il Duce?

David Bidussa

Nella vicenda delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio a proposito del carattere benigno della dittatura mussoliniana, dell’ esperienza del confino come “soggiorno balneare”, del carattere comunque “patriottico” della sua verità su Mussolini, si è sviluppata, a partire da lunedì, una sorta di “zona speciale” definita dalla questione ebraica e dal rapporto tra Governo italiano, questo governo, e mondo ebraico italiano. Si annuncia per oggi un incontro tra il Presidente del Consiglio e il mondo ebraico italiano. Dovrebbe avvenire alla Sinagoga di Roma. Continua a leggere »

Il tempio di via Eupili a Milano compie 40 anni

Beniamino Ottolenghi

La scorsa festa di Shavuoth ha segnato quarant’anni dalle fondazione del bet hakkenèset di via Eupili ( Beth Yossef ve Eliahu in ricordo dei primi parnassìm, il Prof. Yossef Colombo zl. e di Rav Eliau Kopciowski zl.) L’ispiratore di questa iniziativa fu Rav Kopciowski con l’aiuto di Eugenio Mortara zl. che sostenne tutte le spese per la ristrutturazione, su progetto dell’Architetto Luciano Consigli, dei locali della vecchia scuola materna della Comunità. Per la prima volta nell’ebraismo milanese di rito italiano un Beth Hakesseth iniziò e continua ancora dopo quarant’anni, un’attività indipendente dai bilanci della Comunità e senza alcun peso per le tasche dei contribuenti.

Continua a leggere »

La destra non è un solo monolito

Amos Luzzatto – Presidente Unione Comunità Ebraiche Italiane

Il fatto stesso che sia posto all’ordine del giorno il tema della “destra e gli ebrei” con saggi, convegni, dichiarazioni e dibattiti, conferma che vi è una attesa del superamento di un passato negativo e ingombrante e dell’apertura di una fase che, partendo dal dialogo, possa velocemente giungere a un’amicizia se non forse addirittura a un’alleanza. Il tema è talmente delicato e – piaccia o non piaccia – attuale che la sua semplificazione e la riduzione in formule che permettono tutte le possibili interpretazioni, quali “sdoganare An” o “promuovere la visita di Fini in Israele” non aiutano affatto, anche se piacciono tanto alla pubblicità. Non c’è dubbio che quella che si chiama la “destra” racchiude in sé componenti molto diverse e spesso conflittuali fra di loro. Farne una entità unica significa pertanto confondere i termini del problema. Nessuno pensa ad esempio di attribuire a un militante trentenne di An, non meno che a Emanuele Filiberto (che penso siano entrambi di “destra”) una responsabilità soggettiva, personale, per le leggi razziali del 1938. Ma dedurne poi che tali leggi fossero uno scherzo rispetto a quelle di Norimberga o ai gulag staliniani e pertanto che si debba assolvere la classe politica che le volle, le decretò, le applicò fino alle loro conseguenze tragiche, è un passaggio inaccettabile. Chi invece tenta questo passaggio, deve sapere che così si chiude qualsiasi velleità di dialogo (non dico di avvicinamento) fra “la destra” e “gli ebrei”. “Fare i conti con il passato” è sempre difficile. Ma non è impossibile. Continua a leggere »