Comunità Ebraiche | Kolòt-Voci

Categoria: Comunità Ebraiche

Il messia è giunto a Brooklyn

Breve storia dei Lubavitcher, i più eretici tra gli ebrei ortodossi

La comunità ebraica in tutto il mondo è alle prese da alcuni anni con un fenomeno singolare: il Messia è arrivato a Brooklyn e ha ricostruito il “tempio” al numero 770 di Eastern Parkway; poi nel 1994, dopo due anni di paralisi, è morto e i seguaci ne attendono ora la resurrezione in modo che possa completare la redenzione. Potrebbe sembrare una stranezza o uno scherzo, ma non è così: i cosiddetti “messianisti”, coloro che riconoscono il “Rebbe”, cioè Menahem Mendel Schneersohn, come “Melek Moshiach”, il Messia per eccellenza, costituiscono la maggioranza del gruppo hassidico Lubavitcher (chiamato anche Chabad). Continua a leggere »

La rabbina e gli omosessuali

Gayamente ebrei

Pasquale Quaranta

C’è un ebraismo progressista riformato, che difende i diritti degli omosessuali, celebra le loro unioni, acconsente alle adozioni. Ce ne parla Roberto, fondatore del gruppo ‘Etz CaHol’.

MILANO – C’è un ebraismo progressista, un ebraismo riformato. E c’è un gruppo di gay ebraici che nel Veneto, sulla scia di questo movimento, difende i diritti delle persone omosessuali nelle sinagoghe, promuove le vocazioni e le istituzioni di rabbine e rabbini, celebra l’unione di coppie omosex ed è favorevole alle adozioni di bambini da parte di coppie lesbiche e gay. Continua a leggere »

Forse gli ebrei di Milano non sono tanto ottusi

Donato Grosser

Al Direttore, Sul numero del 6 febbraio 05 di Libero è apparso un articolo di Vittorio Ravà (“Il segreto di Vladimir Putin”) nel quale l’autore insulta l’ebraismo milanese accusandolo di essere “…ottuso e schiavo di pregiudizi del passato nei confronti di Lubavitch…”. Di questo tipo di articoli ne appaiono di tanto in tanto specialmente nella stampa americana. I giornalisti, spesso senza sufficiente background o per interesse personale, diventano di frequente strumenti della propaganda di Lubavitch.

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Il rabbino che rispetta memoria e identità del Papa, nel dissenso

Benedetto Carucci sul libro di Giovanni Paolo II

IL TOTALITARISMO, IL MALE E LE DIFFERENZE SULLA REDENZIONE

Roma. Il rabbino Benedetto Carucci è considerato uno dei migliori talmudisti italiani. Ma per dire cosa pensa del libro del papa, “Memoria e identità” (Rizzoli editore), che anche lui ha letto per il Foglio, non sembra ricorrere alle mille destrezze talmudiche dell’interpretazione infinita. “Devo essere sincerissimo? Devo dire che il libro non mi ha appassionato. Da un lato riporta moltissimi elementi storico-teologici, e affronta alcune grandi questioni. Però, sarà forse per l’approccio esegetico della tradizione ebraica cui sono abituato, devo dire che non mi sembra abbia un gran fuoco”. Continua a leggere »

Purim “di tre giorni” a Yerushalaim

Alberto Somekh

Il corrente anno ebraico 5765 è particolare per più aspetti. Questo mese ricorrerà di venerdì Purim, cosa che ci obbligherà a tenere un ritmo serrato nell’osservare i vari momenti della giornata (soprattutto il banchetto, che dovrà essere anticipato rispetto al solito orario) per evitare di sconfinare nello Shabbat susseguente. Continua a leggere »

Beffò il regime con il suicidio

La sfida di Formiggini

Stefano Paolo

Editore ebreo di libri umoristici si uccise nel ‘ 38 per contestare le leggi razziali «I posteri non si occuperanno di me». Il presentimento di Angelo Fortunato Formiggini si è avverato. I posteri lo hanno quasi ignorato. Eppure è una di quelle figure su cui gli storici della cultura avrebbero molte ragioni per riflettere. «Un punto luminoso del Novecento», lo definisce Antonio Castronuovo in una biografia da poco uscita (Libri da ridere, Stampa Alternativa, pp. 156, euro 7) dedicata al «privato editore dilettante» e al filosofo della risata. Una biografia sui generis per un personaggio sui generis, un omaggio leggero a un uomo che aveva sposato la leggerezza e che il 29 novembre 1938, all’ indomani della promulgazione delle leggi razziali, scelse di gettarsi dalla Ghirlandina, la torre campanaria di Modena. Continua a leggere »

Milano: La mozione della svolta

Giuseppe Flavio

Per anni abbiamo pensato che nel Consiglio della nostra Comunità regnasse la più serena calma, che tutti andassero d’amore e d’accordo, che le decisioni venissero prese all’unanimità. Ci eravamo sbagliati. La crisi apertasi con l’annuncio di possibili “dimissioni” da parte di Rav Giuseppe Laras ha aperto una finestra e stanno venendo fuori cose interessanti. Sono sempre di più ad esempio i consiglieri che hanno mal di pancia per la gestione autoritaria dei lavori durante le sedute settimanali della Giunta e del Consiglio da parte del presidente Roberto Jarach, un approccio che definiscono “aziendalistico”, ma anche per la sua tendenza a ridurre gli spazi di autonomia per le diverse organizzazioni ebraiche. Continua a leggere »