Comunità Ebraiche | Kolòt-Voci

Categoria: Comunità Ebraiche

Il serraglio dei giudii

Nel Ghetto di Roma, per le vie che raccontano i sogni e gli incubi di un popolo

Daniele Scalise

“Fino a trent’anni fa i nostri genitori ci invitavano a ‘non mostrare il nostro essere ebrei, a mantenere un profilo basso’” “Il pettegolezzo del Ghetto è dovuto alla necessità di conoscere le persone con cui si tratta, sapere se ci sono radici in comune”. Oggi si moltiplicano ristoranti kasher e negozi di Judaica. Tutto richiama un’identità minacciata e solo di recente rivisitata.

I blocchi di cemento, le transenne, i poliziotti che fanno le ronde con i mitra, la sorveglianza organizzata dei genitori e della Comunità, tutto questo si paga e credo sia il motivo di un alto tasso di aggressività degli studenti ebrei obbligati a vivere in un meccanismo di compressione”. Lo constata rav prof. Benedetto Carucci Viterbi, preside delle medie e del liceo della scuola ebraica da poco trasferitasi nel cuore dello stesso Ghetto di Roma, in quel Palazzo della Cultura che dovrà assommare presto anche il resto dell’istituzione scolastica ebraica, gli asili e le elementari che invece ancora stanno al di là del Tevere.

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Nello stesso sacco di vipere – Lettera da una lettrice cristiana

Ho letto sul sito Morasha due articoli pubblicati su newsletter Kolot e Shalom, redatti rispettivamente a Settembre 2002 e Febbraio 2001 da Rav. Riccardo Di Segni, riguardanti l’ebraismo e la cristianità. Spero di riuscire ad esprimere i miei sentimenti e i miei pensieri senza fare polemiche o mancare di rispetto a Voi ebrei o alla Vostra religione, volendo fare alcuni appunti su ciò che è stato pubblicato sul suddetto sito. Mi scuso anticipatamente se nonostante tutti i miei sforzi dovessi dire qualcosa di sbagliato. Continua a leggere »

Umorismo ebraico

Daniel Fishman

Ogni popolo, cultura e civiltà ha tradizionalmente scelto, tra le diverse discipline, quelle che meglio potessero esprimere le sue credenze, i suoi valori, le sue emozioni. Come comunicare la propria concezione dell’identità personale, del rapporto tra gli uomini ed i suoi simili? Come definire i legami tra i singoli e le Autorità o con l’Assoluto? Come manifestare adesione o critica, incutere timore o esprimere odio, dimostrare devozione e rispetto? In tante maniere; dai tatuaggi al rugby, dalla mitologia alle ceramiche, dalla Cerimonia del Tè alle processioni. Ogni scelta espressiva trova sempre una sua spiegazione storica, religiosa, culturale, ambientale. Continua a leggere »

Quando Pèsach cade di sabato sera (come quest’anno)…

Alberto Somekh

DERASHAH (sermone) SUI PREPARATIVI DI PESACH (Sabato 16 Aprile – ore 10.30)

Si anticipa la derashah di Shabbat ha-Gadol (così è tradizionalmente chiamato il Sabato che precede Pesach) allo Shabbat ancora precedente, cioè il 7 Nisan. Vengono nuovamente ricordate le regole relative a Pesach, quali l’obbligo delle pulizie, la bollitura dei recipienti da cucina, la ricerca e l’eliminazione delle sostanze lievitate (chamètz), l’acquisto delle matzot, il lavaggio delle erbe amare e tutto quanto è legato alla preparazione del Seder. Continua a leggere »

È morto Saul Bellow: raccontò l’anima dell’uomo moderno

Fernanda Pivano

Come faremo senza Saul Bellow, senza la sua ironia, senza la sua eleganza, senza la sua inesorabile tenacia? L’aria è piena di suoi ricordi, sue frasi, sue battute, le stanze sono piene di sue immagini, suoi incontri, sue attese, le strade sono piene di sue passeggiate, di suoi pensieri, di suoi rimpianti, le fotografie sono piene del suo viso, della sua sicurezza, della sua indipendenza. Continua a leggere »

Il messia è giunto a Brooklyn

Breve storia dei Lubavitcher, i più eretici tra gli ebrei ortodossi

La comunità ebraica in tutto il mondo è alle prese da alcuni anni con un fenomeno singolare: il Messia è arrivato a Brooklyn e ha ricostruito il “tempio” al numero 770 di Eastern Parkway; poi nel 1994, dopo due anni di paralisi, è morto e i seguaci ne attendono ora la resurrezione in modo che possa completare la redenzione. Potrebbe sembrare una stranezza o uno scherzo, ma non è così: i cosiddetti “messianisti”, coloro che riconoscono il “Rebbe”, cioè Menahem Mendel Schneersohn, come “Melek Moshiach”, il Messia per eccellenza, costituiscono la maggioranza del gruppo hassidico Lubavitcher (chiamato anche Chabad). Continua a leggere »

La rabbina e gli omosessuali

Gayamente ebrei

Pasquale Quaranta

C’è un ebraismo progressista riformato, che difende i diritti degli omosessuali, celebra le loro unioni, acconsente alle adozioni. Ce ne parla Roberto, fondatore del gruppo ‘Etz CaHol’.

MILANO – C’è un ebraismo progressista, un ebraismo riformato. E c’è un gruppo di gay ebraici che nel Veneto, sulla scia di questo movimento, difende i diritti delle persone omosessuali nelle sinagoghe, promuove le vocazioni e le istituzioni di rabbine e rabbini, celebra l’unione di coppie omosex ed è favorevole alle adozioni di bambini da parte di coppie lesbiche e gay. Continua a leggere »