Comunità Ebraiche | Kolòt-Voci

Categoria: Comunità Ebraiche

Non converti? Ti licenzio!

La ricostruzione della vicenda torinese da parte di Comunitattiva

PREMESSA: Poco prima delle elezioni anticipate che si sono svolte a maggio 2007 nella nostra Comunità, dovute alle dimissioni di cinque consiglieri per l’impossibilità di trovare una soluzione alla crisi dei rapporti con il Rabbino Capo, da Milano arriva a Rav Somekh la proposta di andare a ricoprire la carica di Direttore del Beth Ha-Midrash e Vice Rabbino Capo della Comunità. Di seguito sono riportare le tappe salienti del lavoro compiuto dal Consiglio in questi mesi per dipanare la questione.

Continua a leggere »

Un Purim complicato che capita alla vigilia di shabbàt

Indicazioni per Purim – Dall’Ufficio Rabbinico di Roma

Quest’anno Purim viene di venerdì. Come ci regoliamo con lo shabbath? Sappiamo che di norma è necessario arrivare con appetito allo shabbath, in modo di poter celebrare in modo appropriato il pasto festivo. La mitzwà del banchetto di Purim, che va fatto il giorno e non la sera di Purim, va adempiuta tenendo conto di questo requisito.

Continua a leggere »

Quando la nave affonda…

Ancora un intervento su Comunità e matrimoni misti

Michele Cogoi

Non è mia abitudine intromettermi in beghe comunitarie, ma alcuni recenti interventi su Iarchon (e su molta stampa ebraica italiana) nonché la gravità del momento, mi impongono di farlo.

Concordo con chi scrive sul fatto che l’ebraismo italiano, e in particolare le piccole comunità, stiano passando un periodo critico. L’assimilazione è un problema gravissimo che sta decimando piccole e grandi comunità . Quando a Trieste sette ragazzi/e della mia età su dieci contraggono matrimonio misto (così mi raccontano), bisogna certamente fare qualcosa se si vuole che la comunità , nella quale sono nato e cresciuto così come i miei genitori e nonni, sopravviva.

Continua a leggere »

Un consiglio preoccupato per il rabbino “severo” ma non per il tasso dei matrimoni misti

Una nota da Iarchon – organo ufficiale della Comunità Ebraica di Trieste

Dall’ultimo resoconto delle riunioni del consiglio della Comunità pubblicato su Iarchon, si sono tenute tre ulteriori sedute che hanno avuto luogo il 19 dicembre 2007, il 16 gennaio e il 23 gennaio 2008.

Nel corso delle tre riunioni si è discusso principalmente di un importante fatto: Rav Margalit ha giustamente ritenuto doveroso chiarire quale sia la procedura da seguire affinché un bambino con il padre ebreo e la mamma non ebrea possa egli stesso diventare ebreo. Questo chiarimento, comunicato alle famiglie interessate nel corso di un’assemblea tenutasi il 3 dicembre, ha creato un certo sconcerto. Il signor Rabbino ha, infatti, illustrato criteri molto più severi di quelli adottati negli anni precedenti sui quali le giovani coppie in questione avevano basato i loro progetti di vita.

Continua a leggere »

Macché superiorità ebraica

Le reazioni inferocite dei lettori all’articolo di Daniela Coli su l’Occidentale pubblicato da Kolot domenica 17 febbraio

Mi spiace dover osservare che non solo l’articolo è del tutto mediocre, ma che averlo pubblicato su Morasha sia una cosa assolutamente deleteria.

Shalom

Emanuel Segre Amar

=============================================================

Attenzione ! non mi piace questa teoria che gli ebrei siano più intelligenti degli altri, o che sono superiori…Se è vero (ed è ben vero !) che la percentuale degli ebrei intellettuali, degli scienziati,dei premi Nobel, etec, etc… sia la più alta, penso che lo sia perchè “la fame ha, insieme con la Fede, sempre aguzzato l’ingegno”. Non credo alla genetica, (che creerebbe razzismo e ancor di più antisemitismo ) credo invece alle tradizioni tramandate da padre in figlio e dall’aiuto di D.o che ci dà alla fine, perchè compassionevole di un popolo piccolo e vulnerabile che ancora non ha trasgredito al Patto… Insomma perchè ci sono tanti ebrei stupidi e ignoranti, come lo sono io ?

=============================================================

Non so ragazzi, ma non e’ che questo pezzo sia… ma vi e’ piaciuto veramente? Io, da ebreo americano, mi permetto di dire che l’autrice ha espresso la sua fantasia esotica (o erotica) sia degi ebrei che degli americani. Lo so che siamo un popolo straordinario per molti versi e che abbiamo influenzato il mondo piu’ di tutti (e lo continueremo a fare per sempre credo), eccc…eccc…pero’ penso sia sbagliato e poco originale cercar di spiegare il genio del popolo ebraico in termini genetici. Cazzo, abbiamo sempre studiato il triplo! Ecco il segreto!!

Shavua tov

=============================================================

Abbiamo deciso di farci male.

Ci mancava ora anche questa emerita stronzata sulla superiorità RAZZIALE ebraica…

Che la pubblichi L’Occidentale è deplorevole, ma che la diffonda Kolot, ovvero che se la cantino gli ebrei è una dimostrazione perfetta che la tesi è falsa.

Ormai siamo alla follia.

=============================================================

L’articolo di Daniela Coli mi sembra una pietruzza supplementare per gli antisemiti che da tempo sostengono che il bolscevismo e` un’invenzione ebraica, che gli USA sono dominati dal lobby ebraico, ecc. Non vedo perchè diffonderlo.

Minerbi

=============================================================

Mi spiace dovere leggere articoli di questo genere da parte di una newsletter come la vostra, spesso spunto di ragionamenti di alto profilo. Purtroppo ragionamenti come questi altro non fanno che alimentare fenomeni di razzismo e antisemitismo di cui siamo stati vittime fino a qualche decennio fa. Spero vivamente che in futuro ci sia qualcuno che prima di pubblicare articoli come questo, pensi alla nostra storia e al futuro del nostro popolo in modo costruttivo e non distruttivo. Grazie,

Daniele Talso

=============================================================

Cari amici,

Attenti a non cadere nella facile trappola dell’antisemitismo e del razzismo velati da ammirazione per gli ebrei “intelligenti”, “potentissimi” e dotati di “caratteristiche genetiche particolari” – tutte nozioni provenienti da un’altra era storica con un minimo di ritocco cosmetico.

L’articolo di Daniela Coli e’ estremamente problematico, unilaterale, facilone, e perfino fuorviante per la selettivita’ del taglio dato all’informazione. Mi pare infatti che esistano persone “intelligenti” e “potentissime” anche al di fuori dell’ambito ebraico, e forse queste sono perfino la maggioranza del totale.

Secondo la Coli, gli ebrei furono i “dirigenti del partito bolscevico” – dunque fra gli oppressori della liberta’, furono fra i fautori “della ricerca della felicita’” – dunque edonistici e forse immorali, sono “mercuriali” – dunque erranti e inaffidabili, il “loro cognome apre molte porte” – dunque una cricca di stampo mafioso, e sono “la grande maggioranza” di tutte le persone che contano e dominano nella cultura e nella politica. Tutte affermazioni in parte o in gran parte false.

Le influenze ebraiche sulla cultura occidentale indubbiamente vi sono, ma l’autrice per ignoranza o per premeditazione, ignora evidentemente la realta’ americana che incorpora e metabolizza molti apporti culturali diversi e quantitativamente ben piu’ significativi rispetto all’apporto – certo notevole – della minoranza ebraica.

La scena finale del film, poi, aggiunge pathos ma e’ alquanto fuorviante. Il film in questione e’ vedibile, e suscita perfino qualche malinconica ma seria riflessione, ma l’eroe senza dubbio e’ il pilota negro.

Mi sarei aspettato da Morasha’ una nota di critica e di presa di distanza da pubblicistica assurda di questo genere.

Cordiali saluti,

Sergio Della Pergola

=============================================================

Mi sembra molto rischioso, ancor più perchè accuratamente documentato, usare l’espressione “superiorità del genio ebraico”.

E’ una mera dimostrazione che, oltre a provocare ovvio risentimento se letta da un non ebreo, riduce ad una visione esteriore il rapporto tra popolo ebraico ed umanità.

Se vantare beni e ricchezze è in se cosa molesta e tremendamente antiestetica, connotare individui od una collettività quali depositatari di un profilo superiore dell’intelligenza quale la genialità, ovvero la facoltà di generare il futuro, è peggio in quanto segno di una concezione materiale e proprietaria del pensiero umano.

Il livello più elevato del pensiero è indivisibile ed accomuna umanità e D-o. Identificarlo con una persona è, per essere buoni, azzardato. L’individuo è il luogo fisico in cui può manifestarsi o può non manifestarsi.

Tutti hanno la creatività in quanto siamo tutti biologicamente diversi ma spiritualmente uguali.

E non esiste intelligenza superiore a quella spirituale: l’ispirazione.

Ho sentito pronunciare frasi a persone in punto di morte con lesioni cerebrali gravissime, documentate da una serie di esami concordi e da sintomi neurologici, di tale profondità e moralità da essere dell’idea che la parte più elevata del pensiero non risieda nei fenomeni biochimici del cervello.

Nella condizione ebraica la facilità ad accedere a livelli di grande astrazione è da considerarsi un fatto normale e di scarso rilievo.

Dopo molti anni di malattia un anziano medico era allettato in corsia e non riconosceva ormai da molti mesi nè la moglie nè i figli. Le sue frasi erano sconclusionate.

Un giorno gli si avvicinò una suora per fargli l’ennesimo buco nel braccio martoriato.

Gli sussurrò impietosita: dottore, le sto facendo male? la risposta fu : sorella, non si faccia mai sentire

incerta vicino all’ ammalato.

Tornerei su un vecchio concetto : il popolo ebraico è percezione ed evidenza dell’Essenza di D-o nell’Uomo. Miracolo della Toràh.

Un sempre vivo e cordiale Shalom.

Guido

Ecco perché è realistico parlare della superiorità del genio ebraico

Daniela Coli

Il dibattito in corso negli ultimi anni negli Stati Uniti sulla superiorità dell’intelligenza ebraica e le recenti posizioni di alcuni genetisti e scienziati sociali analizzate con cura da Alia K. Nardini non sono stravaganze di un gruppo di accademici esaltati. Charles Murray non è considerato un ciarlatano negli Stati Uniti, ma un prestigioso scienziato sociale.

Continua a leggere »

Torino un anno dopo

E’ sceso un po’ d’oblio. Allora, cosa succede ora nella Comunità ebraica di Torino

Giulio Tedeschi

Per non rifare tutta la storia di un’estate un po’ movimentata diremo solo che da ultimo anche la Consulta Rabbinica – interpellata, per la verità, un po’ maldestramente dal Consiglio – ha detto poche ma sagge cose: ha osservato che l’istanza giungeva solo dal “Presidente ed alcune componenti del Consiglio” e che la controversia era “radicale”, ossia non si rifaceva ad addebiti specifici, ma riguardava la valutazione stessa di cosa debba essere il rabbinato. E ha raccomandato “di cercare un approccio nuovo con il Rabbino”. Ossia, saranno pure forse problemi gravi e veri, ma così li aggravate invece di risolverli. Il Consiglio, a questo punto, ha deliberato (il 27/11) di riprendere il dialogo con rav Somekh.

Continua a leggere »