Comunità Ebraiche | Kolòt-Voci

Categoria: Comunità Ebraiche

La vittoria dell’identità forte

Finalmente un intervento bi-partisan sulle elezioni nella Comunità ebraica di Roma

Tobia Zevi – Shalom

Le elezioni del 30 marzo, con la vittoria della lista “Per Israele”, mostrano una Comunità molto diversa da quelle dell’Italia del Dopoguerra, e completano una transizione cominciata alla fine degli anni Novanta. Quali sono le ragioni di un risultato che ha avuto proporzioni così ampie?

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Ascoltare l’Altro

Joseph Bali

L’Associazione Bené Berith di Milano, ha chiuso Domenica 22 Giugno u.s. la sua attività per l’anno sociale 2007-2008 dopo l’insediamento di Joseph Bali alla Presidenza per il prossimo biennio. Vi diamo di seguito un estratto dal discorso fatto dal nuovo Presidente.

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Ebrei e politica: dilemma irrisolto

Raffaele Pace

Il 13 e 14 aprile si è votato per il rinnovo del Parlamento Italiano e, in alcune città, anche per le amministrazioni locali ed i Municipi cittadini.

Come sempre abbiamo avuto cittadini italiani di religione ebraica che si sono cimentati nelle varie campagne elettorali, per questo o quello schieramento e, salvo coloro che sono stati eletti “per nomina”, almeno a Roma nessuno è riuscito ad essere eletto e nemmeno a fare una discreta figura.

Al di là dei convincimenti politici che ognuno di noi (legittimamente) ritiene di avere, ancora una volta le nostre Comunità si sono spaccate per sostenere “qualcuno” a discapito di un altro.

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Gangster circoncisi

Traduzione liberamente sudata da Kalonymos

Ci sono poche giustificazioni per il comportamento dei gangsters ebrei degli anni 20 e 30. Tra i più noti: – Meyer Lansky, Bugsy Siegel, Longy Zwillman, Moe Dalitz – in molti furono coinvolti nei rackets, della droga illegale, della prostituzione, del gioco e del prestito ad interesse.

No, non erano uomini piacevoli.

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Obama in sinagoga per il voto ebraico

Il senatore dell’Illinois è stato in Florida, dove il voto dell’elettorato ebraico in questo Stato rappresenta il 5% numericamente, nella sinagoga B’nai Torah di Boca Raton dove ha promesso un “impegno incrollabile” a favore di Israele se verrà eletto presidente

Boca Raton, 23 maggio 2008 – E’ andato in Florida proprio per conquistarsi il voto dell’elettorato ebraico, che in questo Stato rappresenta il 5% numericamente, al di là dell’influenza: e ieri il senatore dell’Illinois Barack Obama, che spera di essere candidato in pectore democratico alla Casa Bianca, nella sinagoga B’nai Torah di Boca Raton ha promesso un “impegno incrollabile” a favore di Israele se verrà eletto presidente. D’altronde lo stesso Obama ieri ha dichiarato che i colloqui in corso fra lo Stato ebraico e la Siria sono “una buona cosa”.

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Piccolo mondo antico

Tanta nostalgia per gli ebrei che vivevano nel silenzio del loro profondissimo spirito ebraico, che non necessariamente si traduceva né in militanza, né in osservanza

Luciano Bassani

Sono nato in una famiglia di ebrei italiani sia di padre che di madre.

La famiglia paterna Bassani /Limentani,di origini venete, si stabilì a Ferrara dove partecipò alla formazione di quell’ambiente intellettuale illuminato di inizio 900 a cui molti ebrei dell’epoca presero parte; il padre di mio padre professore di lettere, tutti i fratelli della madre di mio padre medici, filosofi, letterati.

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Da “notabili” c’è solo il sistema elettorale

Victor Magiar, consigliere comunitario, ci spiega che Per Israele ha vinto a Roma perché il sistema è “sbagliato”. Benvenuti, anche noi ebrei, nell’appassionante confronto tra l’uninominale svizzero e il proporzionale spagnolo corretto alla tedesca (ma senza premio di maggioranza).

Caro David Piazza, ti ringrazio per voler ospitare (come sempre) questo mio intervento e anche per aver dato vita ad un dibattito utile a tutti noi per meglio comprendere cosa succede nella nostra comunità romana.

Personalmente non sono d’accordo con la tua analisi “sociologica” della nostra comunità: credo che tu abbia considerato categorie ormai superate e, di conseguenza, anche male interpretato il legame fra il voto e la composizione sociale e culturale dei nostri iscritti.

Ma non mi interessa confutare la tua tesi, quanto piuttosto analizzare fatti e numeri.

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