Comunità Ebraiche | Kolòt-Voci

Categoria: Comunità Ebraiche

Melagrana – Un libro sugli ebrei vivi

In questo libro di ritratti della “nuova generazione degli ebrei italiani” troviamo Riccardo Di Segni, il rabbino capo che fa il direttore di radiologia presso un ospedale dal nome tanto poco ebraico come San Giovanni; e anche Emanuele Fiano, che invece è ateo e capogruppo dei diesse al Consiglio Comunale di Milano, ma considera la sua identità ebraica “uno zaino inamovibile”. Cè Ariel Haddad, romano di origine tripolina che dopo aver abbracciato la corrente tipicamente est-europea e newyorkese dei Lubawitch è diventato rabbino di Trieste e Lubiana, alfiere di un’ortodossia rigorista particolarmente inconsueta in Italia, e che in politica vota a sinistra; e c’è Aldo Luperini, il milanese che con l’ ebraismo liberal della corrente riformata ha importato in Italia pure la rivoluzione della rabbina donna Barbara Aiello, ma in politica rimpiange invece i partiti laici.

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La maestra di Ferrara

Il dopoguerra trovò tutti gl’italiani annichiliti, ammutoliti, nessuno voleva ricordare, riparlare di quegli anni bui, quando delle ideologie folli attraversarono tutta l’Europa come vento di tempesta e coinvolsero il mondo in una lunga atroce guerra. Le domande di chi, troppo giovane per capire, voleva sapere, rimanevano inascoltate, prive di risposte, così come il bravo Eduardo seppe dire nella sua “Napoli milionaria”.

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Milano ebraica fa scuola

Guido Vitale

Una sola comunità, tre istituti, numerosi modelli culturali. L’esistenza di realtà scolastiche differenti e in concorrenza fra di loro nell’ambito della presenza ebraica milanese è stata per molti anni considerata motivo di divisione, di lacerazione, di impoverimento. Talvolta è stata anche additata come un fattore di rischio per l’unità e la solidità economica di strutture che le esigenze di bilancio continuano a mettere a dura prova. E questa pluralità di istituzioni educative ancora oggi costituisce un fenomeno unico, considerato da alcuni forse anomalo nell’ambito della realtà ebraica italiana. Continua a leggere »

«Sono ostile al Giorno della Memoria»

Piperno: contro tutte le ipocrisie il mio omaggio alla grande letteratura israeliana. Lo scrittore di origini ebraiche mette in guardia dall’ enfasi di chi celebra la Shoah ma si dimentica dell’ antisemitismo di oggi

Alessandro Piperno

Sono ostile al Giorno della Memoria. Non per quello che rappresenta ma per quello che è diventato. C’ è qualcosa di estetizzante nella commozione delle scolaresche sgambettanti sui prati di Auschwitz, ma ancor più nell’ enfasi con cui i loro insegnanti la reclamano al grido: «Non dimenticate»! Inoltre ho il sospetto che i più pronti a sdilinquirsi sui sei milioni di ebrei trucidati siano i primi a indignarsi con il settimo milione superstite la cui prole oggi costituisce lo Stato di Israele. E che quindi, per alcuni, il Giorno della Memoria sia diventato l’ obolo da versare per garantirsi il diritto all’ elaborazione di deliranti raffronti. Tipo quella mia cara ex amica che una volta mi chiese: «Come può un ebreo come Sharon comportarsi come un nazista?». In spregio a una siffatta mentalità, a poche ore dal Giorno della Memoria, vorrei tributare un omaggio ad Israele tramite la sua inconfondibile letteratura. George Steiner ha scritto che Israele è un «miracolo triste», perché, per costituirlo, gli ebrei hanno sacrificato se stessi sull’ altare del nazionalismo. Mi pare che quest’ idea sia confutata dall’ allegrissimo miracolo rappresentato dalla narrativa israeliana. Com’ è possibile che un popolo di pochi milioni abbia prodotto un numero esorbitante di scrittori di livello? Continua a leggere »

Vuoi diventare ebreo con i riformati? 300 Euro, anche a rate

Dal sito di Rabbi Barbara Aiello

Requisiti per chi vuole diventare ebreo:

• Avere due colloqui con rav Barbara Aiello, il primo all’inizio delle lezioni e l’altro prima del termine delle lezioni. Continua a leggere »

Primo film tedesco che ride del nazismo

Dani Levy ironizza su Hitler e sull’ideologia che produsse la Shoah. In Germania la pellicola uscirà la settimana prossima: polemiche in agguato

BERLINO – Si può ridere sul nazismo. Non è un paradosso ma un film. Si intitola Mio Führer. La vera autentica verità su Adolf Hitler. Ed è diretto da un regista ebreo. In Germania uscirà l’11 gennaio, e le polemiche sono in agguato. Cosa c’è che fa sorridere nel sanguinario dittatore tedesco? Vederlo giocare a battaglia navale con dei modellini mentre fa il bagno nella vasca tra le bolle. O osservarlo mentre si aggira depresso, immalinconito e stordito dalle droghe in mezzo ai suoi fedeli gerarchi. O mentre abbiglia il suo cane – un pastore tedesco naturalmente – con l’uniforme nazista. Tutto questo è nel primo film di produzione tedesca che dileggia il Führer e l’ideologia che portò alla Shoah. Continua a leggere »

Milano: Tesi a confronto

Ester Moscati

«Si è aperto con le pacate parole di Rav Arbib, la sera del 14 dicembre, il dibattito comunitario sulla crisi che ha portato all’avvicendamento al vertice della Comunità milanese e alla ricomposizione del Consiglio dopo le dimissioni del presidente Jarach e di cinque consiglieri. Introdotto da Guido Vitale, moderatore della serata e direttore di Mosaico, il confronto, pur con momenti accesi e controverse ricostruzioni degli avvenimenti, si è mantenuto nei limiti di un civile scambio di idee. Sono state così sostanzialmente ascoltate le parole del Rabbino Capo, che ha parlato dell’importanza del rispetto nei rapporti umani, del peccato di lashòn harà (maldicenza) e della mitzvà (precetto) dell’amore per il prossimo. “Non volevo parlare, questa sera”, ha esordito, “per non confondere i ruoli del rabbinato e quelli della politica comunitaria, ma non avrei voluto che il mio silenzio fosse scambiato per indifferenza”. Come superare i limiti alla libertà di espressione che sembrano posti dal divieto di lashòn harà? Giudicando il nostro prossimo in tutto il suo complesso, non per un singolo aspetto del suo comportamento, dato che in ognuno c’è un lato negativo e uno positivo, da valorizzare. “Criticare gli altri è semplice, cercare il bene in ognuno molto più difficile; ma l’essenza dell’essere ebrei è proprio non cercare vie facili, istintive”. Continua a leggere »