Comunità Ebraiche | Kolòt-Voci

Categoria: Comunità Ebraiche

Quello che dobbiamo al Risorgimento

Guido Fubini

Per chi non l’avesse capito, sono Guido Fubini, il “simpatico, arzillo narratore di barzellette” di cui parla Rav Somekh in “Marasha” del 14 novembre, senza tuttavia nominarmi esplicitamente per rispetto (della legge sulla privacy). Rav Somekh infatti mi ha fatto l’onore di partecipare alla magnifica festa che gli amici del Gruppo di studi ebraici di Torino hanno organizzato per i miei ottanta anni.

Devo però fare alcune puntualizzazioni perché il commento che il nostro Rabbino Capo ha fatto di tale serata contiene alcune imprecisioni. Continua a leggere »

Scusi dov’è il West?

La nostra comunità, Modena, è una delle più piccole in Italia, pochi ebrei, una sinagoga, un consiglio e tanti problemi.

Eppure anche una comunità piccola come la nostra diventa appetibile agli occhi della “congregazione” riformata milanese Lev Chadash. Hanno chiamato in comunità e hanno offerto un incontro con il loro nuovo capo spirituale: una “rabbina” (faccio ancora difficoltà a digerire il termine). I nostri responsabili comunitari hanno purtroppo abboccato all’amo e hanno risposto positivamente, con uno spirito di “abbiamo provato tutto, proviamo anche questo”. La cosa è però molto più grave. Temo che il riconosciuto senso di ospitalità della comunità modenese venga frainteso e usato per trovare nuovo terreno dove attecchire con ideologie estranee. Continua a leggere »

Yom huledet sameach – Buon compleanno

Alberto Somekh

Qualche sera fa ho avuto l’onore di presenziare, nel Centro Sociale della ns. Comunità, alla festa per gli 80 anni di un nostro illustre correligionario. Per motivi legali di privacy, non posso rivelarne il nome. Di lui dirò soltanto che è un simpatico, arzillo narratore di barzellette, che ha una moglie molto affabile ed attiva (una vera signora) e che è considerato da molti uno dei padri dell’Ebraismo Italiano del dopoguerra, avendo avuto magna pars, per esempio, nell’articolazione dello Statuto. Ma soprattutto, come in quella festa è stato presentato da chi, a nome di tutti, gli porgeva gli auguri, “un difensore della diversità nell’Ebraismo e fuori”. I lettori capiranno che oltre non mi posso spingere… Continua a leggere »

La confusione tra “laicità” e sfera religiosa

Giovanni De Martis

Ho letto con una certa sorpresa le critiche mosse al Presidente Luzzatto. Sorpresa, debbo dire, mista ad un certo preoccupato stupore. Sta passando in Italia l’idea che l’essere cattolici sia un “peccato” agli occhi dell’Europa e che il professor Buttiglione sia una sorta di “martire” conculcato da una selva di seguaci di Robespierre atei e rabbiosamente antireligiosi. Idea che – francamente – trovo assai buffa per non dire fantascientifica. Romano Prodi, presidente uscente della Unione Europea, non ha mai fatto mistero di essere cattolico e per di più cattolico praticante. Nel suo caso credo non sia possibile parlare di “integralismo laico”. Probabilmente allora il problema si trova sotto altre latitudini. Probabilmente in Italia si fa una certa fatica a capire che un commissario europeo non è il rappresentante di una nazione ma è un esponente di comprovata capacità politica indicato da un governo aderente per rappresentare tutti i cittadini europei nell’ambito del suo incarico. In questo senso un commissario europeo ha il dovere di mettere da parte non soltanto le sue considerazioni e convinzioni di ordine partitico ma anche religioso. L’Unione Europea non è una istituzione a carattere religioso e non è il luogo per discettare di fede. Le decisioni che l’incarico affidato ad un commissario comportano vanno ad investire la vita quotidiana non di un paese al 99% cattolico come l’Italia ma anche nazioni con fedi e orientamenti differenti, con legislazioni diverse su argomenti estremamente delicati. Invece di domandarsi in modo enfatico se vi sia o meno una rabbiosa canea di giacobini in agguato sarebbe il caso di chiedersi in quale misura Buttiglione sarebbe stato in grado di rappresentare gli orientamenti e i convincimenti in tema di eutanasia che in questi anni sono maturati in Olanda.

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Questa non è laicità

Riccardo Pacifici, vicepresidente degli ebrei romani e simpatizzante radicale, spiega perché ha sottoscritto – a titolo personale – una dichiarazione di solidarietà a Rocco Buttiglione

È un simpatizzante del partito Radicale, è un ebreo osservante (vicepresidente della comunità di Roma e portavoce della medesima) che dice «noi ebrei siamo stati liberati da 400 anni di ghettizzazione forzata dai bersaglieri che il 20 settembre 1870 hanno aperto la breccia di porta Pia», eppure Riccardo Pacifici ha firmato convintissimamente la dichiarazione di solidarietà col papista Rocco Buttiglione che il quotidiano Il Foglio ha pubblicato nei giorni scorsi. «Perché siamo di fronte a un caso di isteria collettiva, siamo di fronte a un caso di integralismo laico», ribadisce deciso commentando quel che è accaduto al Parlamento europeo due settimane fa. Continua a leggere »

Ma Luzzatto non rappresenta le comunità ebraiche?

Riflessione di un lettore di Kolot

Sul Corriere della Sera di Martedì 19 Ottobre, Amos Luzzatto rilascia un’intervista, in cui, tra le altre cose risponde alle affermazioni fatte da Buttiglione sugli omosessuali. Non avrei mai pensato che il Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche potesse esprimere tali giudizi al riguardo, ed è per questo motivo che ho pensato di rispondergli, prendendo spunto dalle sue parole ed analizzandole, frase per frase, da un punto di vista ebraico. Riporto ora parte dell’intervista, con il mio commento scritto in corsivo.

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Non difendono Israele ma spingono le Comunità a destra

Ugo Volli

Cara Morashà, gli articoli distribuiti nella newsletter di ieri mi confermano una preoccupazione che nutrivo da tempo. Vi sono alcuni illustri intellettuali ebrei che fanno politica italiana nel nome della difesa di Israele. In particolare mi sembra che più di usare la loro intelligenza per convincere l’opinione pubblica italiana a combattere l’antisemitismo e ad avere uno sguardo equo sulle politiche di Israele, si sforzino di convincere la comunità ebraica a schierarsi esplicitamente per una parte politica, la destra. A questo scopo non esitano a delegittimare o almeno a mettere in dubbio l’autorità di chi come Luzzatto rappresenta ufficialmente gli ebrei italiani; stabiliscono liste di nemici, da D’Alema e in genere la sinistra italiana, al governo spagnolo; tessono improbabili alleanze con i settori cattolici più integralisti, fornendo perfino attestati di persecuzione a Buttiglione.

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