Comunità Ebraiche | Kolòt-Voci

Categoria: Comunità Ebraiche

Perché il rabbino di Milano lascia e altri pensano di seguirlo

Roma. Da tre settimane gli ebrei milanesi erano a conoscenza delle dimissioni da rabbino capo di Giuseppe Laras, anticipate ieri dal Corriere.

Walker Meghnagi, membro influente (e tradizionalista) della comunità, al Foglio spiega che “Laras si è trovato solo. E’ stato obbligato alle dimissioni, un caso unico all’interno del mondo ebraico, il primo di potere politico che s’intromette in quello religioso. Il presidente della comunità, Roberto Jarach, non doveva permetterlo. E’ un fallimento della sua politica, che lascia un vuoto oggi incolmabile. Laras è un rabbino che in vent’anni ha fatto superare tutte le divergenze, che oggi riemergono fortemente”. Continua a leggere »

Ebrei della legge, ebrei del sentimento, anche a Trieste (2)

Rigidità o flessibilità? Semplicemente rispetto delle regole

Mi fa molto piacere vedere come il nostro mensile sia diventato uno strumento di discussione e di confronto fra gli iscritti, ma, avrei altrettanto piacere che la partecipazione alla vita Comunitaria non sia semplicemente limitata a lanciare critiche che a volte non sono costruttive, come dovrebbero esserlo mentre contribuiscono a creare polemiche che poi non producono assolutamente nulla. Con ciò, credo che la tua esperienza tanto imbarazzante da farti prendere quella “sofferta” decisione di non offrire il Kiddush per festeggiare la tua laurea, sia l’esempio pratico di chi non ha capito lo spirito d’appartenenza ad una Comunità. Essere ebrei non è facile, per noi la Comunità è come la famiglia in cui uno nasce, non si sceglie, la si ama con tutti i difetti. Chi la dirige e amministra e prende decisioni così “rigide” lo fa in buona fede, nell’interesse comune e nel rispetto di tutti anche di quelli che credono che il solo essere ebrei o avere qualche ascendenza dia loro molti diritti e pochi doveri. Per doveri intendo per esempio, il solo partecipare alla vita Comunitaria, contribuire svolgendo qualche piccolo incarico, aiutando qualche istituzione come tanti di noi fanno volontariamente oppure semplicemente frequentando il Tempio per fare il minian. Continua a leggere »

Ebraismo e ellenismo

Gli ebrei nella patria delle Olimpiadi

Serena Piazza

La prima menzione di ebrei nel territorio greco è stata ritrovata su un documento datato attorno al 300/250 a.e.v. che fu ritrovato in Attica e che menziona il nome di un ebreo locale: Moshos Moshionos. E’ ormai riconosciuto che i primi ebrei a spostarsi in Grecia furono schiavi venduti dai vari conquistatori della Giudea alle popolazioni vicine e commercianti che si muovevano alla volta dei principali porti e mercati dell’antichità. A cavallo della nascita di Cristo gli ebrei erano ben presenti all’interno delle grandi città di Sparta, Creta, Argo, nonché in Macedonia, Attica e persino della isole di Lesbo, Chio, Samo e Corfù. Le prime immigrazioni di ebrei, coatte e non, costituirono il nucleo di comunità ebraiche che, assieme alla nuova capitale dell’Impero Romano d’Oriente Costantinopoli, esplosero demograficamente durante l’era bizantina (330 e.v.). Continua a leggere »

Etica e politica

Alberto Moshe Somekh

Per una “piattaforma” dell’Ebraismo Italiano

Leggo su Kolòt l’intervento dell’Avv. Guido Fubini di Torino. E’ una replica importante, tutt’altro che dettata dall’occasione, “degna di colui che l’ha pronunciata” (come si dice da noi), persona che del resto stimo molto da anni, in tutta sincerità. Egli capisce che gli spunti satirici servono non a dividere, bensì ad unire. Mi spiegherò meglio. Ho in casa il libro del Rabb. Gilles Bernheim di Parigi “Un Rabbin dans la citè”, l’ho letto, l’ho meditato, e ha ragione Fubini quando intuisce (perché non mi risulta averne mai parlato con lui finora) che l’ho apprezzato. Uomo di grande cultura rabbinica e scientifica, il Rabbino Bernheim si trova a presiedere la Consulta di Bioetica del Concistoro Rabbinico di Francia. Egli rappresenta una corrente oggi “minoritaria” del Rabbinato (ortodosso) del suo paese, che peraltro in passato ha annoverato l’allora Gran Rabbino Renè Samuel Sirat. Continua a leggere »

Ebrei della legge, ebrei del sentimento, anche a Trieste

Dal giornalino della comunità ebraica (Iarchon) la solita questione della berakhà “mista” di Kippur vietata dai rabbini “intransigenti”. Il rabbino risponde ma gli spiriti liberi non demordono e fanno l’occhiolino ai riformati.

Cari amici, è il secondo giorno di Rosh a Shanà, sono le ore 10 circa, non dovrei essere al computer a scrivere queste righe; questa mattina mi sono svegliato per andare al tempio ma non me la sono sentita. Non so cosa verrà fuori da questa mia lettera, conoscendo la nostra Comunità temo che ci saranno alcune persone che mi toglieranno il saluto ed altre che forse prenderanno le mie difese ma una cosa è sicura, il piccolo sasso che lancio farà molti cerchi ma se nessuno comincia……. a che serve lamentarsi? La mia speranza è che nessuno si senta offeso e che venga capito lo spirito fraterno e costruttivo con il quale mi accingo a scrivere. Sono una persona che di Halacha sa ben poco; fin da piccolo mi è però sempre stata insegnato che l’Ebraismo sublima il concetto di famiglia, di amore tra i coniugi, di amore incondizionato verso i figli. Io, come tutti sanno non ho figli e sono quindi la persona meno indicata a parlare ma non posso stare zitto. Continua a leggere »

L’illusione dello Stato laico neutrale – L’esempio Usa

Donato Grosser

Nella sua lettera sulla “Questione Buttiglione” Giorgio Gomel cita Amos Luzzatto che in un’intervista al Corriere aveva affermato che “la morale religiosa non può essere a fondamento del diritto pubblico”.

L’affermazione che la morale religiosa non può essere fondamento del diritto pubblico lascia aperta la questione di quale debba essere il fondamento del diritto pubblico. L’autore della lettera si limita a scrivere che lo stato laico deve mantenere un neutrale rispetto delle diversità religiose. Se è vero che lo Stato può essere neutrale nel senso di non favorire questa o quell’altra religione, il concetto che uno Stato laico sia neutrale è un’illusione. Continua a leggere »

Crisi rabbinica a Quarto Oggiaro

Valeriana Angius*

da Nuovi orizzonti della fede, Novembre 2004, per gentile concessione

“E’ stato difficile liberarsene, ma ora siamo più sereni e guardiamo con ottimismo il futuro” così commenta uno dei dirigenti comunitari –che vuole rimanere anonimo- la tormentata vicenda che ha portato al precoce licenziamento della rabbina e ha aperto una crisi al buio. Finisce così il suo mandato rabbinico nella vivace e litigiosa comunità ebraica di Quarto Oggiaro la cinquantenne Addolorata Pacelli. Donna di aspetto minuto, ma di spiccata personalità, non priva di civetterie femminili a stento tollerate dalla sua compagna (“trovo di pessimo gusto l’accostamento di colori sgargianti nella sua Kippà- il tradizionale copricapo- ad uncinetto” , così sembra avesse commentato imbarazzata in occasione di una manifestazione pubblica; “e poi, quel fiocco rosa sul lulav –il ramo di palma della festa delle Capanne- ce n’era proprio bisogno?”). Continua a leggere »