Comunità Ebraiche | Kolòt-Voci

Categoria: Comunità Ebraiche

Gli ortodossi e le volpi

Sull’apertura delle Comunità Ebraiche ai gruppi riformati

David Piazza

Claudio Canarutto, nel suo vivace intervento su Kolòt dell’8/11, perorando l’insistente richiesta dei gruppi riformati di essere accolti nelle istituzioni ebraiche italiane, solleva una lunga serie di problemi diversi tra loro che meritano ormai di essere affrontati seriamente. Vorrei dare la mia opinione su quello più noioso, quello istituzionale. Ma prima mi si permetta una considerazione generale. Continua a leggere »

Il passato antisemita di Enzo Biagi

“La memoria selettiva di Enzo Biagi”

Gaspare De Caro e Roberto De Caro

Nell’intervista concessa a Luciano Nigro in occasione dei festeggiamenti per il suo ottantasettesimo compleanno nella natia Pianaccio di Lizzano in Belvedere e pubblicata il 9 agosto scorso sull’edizione bolognese di Repubblica, Enzo Biagi racconta che «Giorgio Pini, cognato di un mio zio che si chiamava come me, incontrò Mussolini alla vigilia del gran consiglio che lo destituì», cioè poco prima del 24 luglio 1943. Nigro chiosa: «Lei in quei giorni scelse i partigiani». Biagi non fa una piega: «E mi trovai con gente di ogni classe…». Non è certo la prima volta che l’illustre giornalista glissa sui particolari, e crediamo sia giusto informare i lettori che non fu affatto «in quei giorni» che «scelse i partigiani», poiché qui le date contano e l’omissione non è innocente.

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Gli ortodossi e gli struzzi

Un rappresentante dei movimenti riformati non digerisce l’articolo di Shadal

Claudio Canarutto

Passi che Shadal oltre centocinquanta anni fa’, non percepisse le grandi possibilità insite nella Riforma ebraica, che stava muovendo i primissimi suoi timidi passi. Ma volersi nascondere oggi la realtà viva, rappresentata dal 90% del popolo ebraico nel mondo, costituito, per l’appunto da ebrei non ortodossi, in gran parte riformati od anche conservatives o semplicementi laici significa comportarsi come lo struzzo, che nasconde la testa nella sabbia. Continua a leggere »

La Riforma? Una “sconcissima” cosa

Il famoso rabbino italiano sul fenomeno che iniziava a prendere piede anche in Italia

Shemuel David Luzzatto (Shadal) – 1800-1865

Cosa nuova non è abusare delle parole e colorare con bei nomi sconcissime cose (…).

Eccocene un funesto esempio. Alcuni Israeliti, bramosi di esonerarsi dalle pratiche religiose annesse al Giudaismo, e volendo fare con una specie di legalità, in guida da non avere ad essere riguardati quali empi trasgressori della Legge di Dio, mascherando il loro progetto, di totalmente abolire la Legge mosaica, sotto lo specioso nome di Riforma. Ma questo nome è egli adeguato al disegno di questi uomini?

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Goi qadòsh: senza il qadòsh resta il goi

Risposta sul mensile torinese Hakeillah alle critiche scatenate dal suo articolo: “DICO: quello strano silenzio dell’ebraismo italiano” del maggio 2007.

Riccardo Di Segni

Il giorno in cui Pio IX fu beatificato, il TG1 delle 20 ne parlò come prima notizia, dando subito la parola ad Amos Luzzatto, allora presidente dell’UCEI, che esprimeva la sua protesta. Faceva benissimo Amos Luzzatto a protestare, ma in quella notizia e nell’atmosfera politica e mediatica che la circondava c’era qualcosa che non andava. Perché se la beatificazione di Pio IX feriva la memoria ebraica (caso Mortara ecc.) molto di più feriva lo Stato italiano, risultato della lotta risorgimentale. Davanti al colpo di spugna storico, nella quasi totale assenza dei laici italiani, a difendere memorie comuni e il principio di separazione tra Stato e Chiesa c’era rimasta solo l’UCEI. Non potevamo non farlo, ma non dovevamo essere lasciati soli.

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Progetto Kesher: Una realtà per l’ebraismo milanese

Parliamo con rav Roberto Colombo, direttore di Kesher, di questa che è ormai una realtà consolidata nel panorama sociale e culturale ebraico milanese.

È iniziato un nuovo ciclo di incontri del Progetto Kesher; è il terzo anno e le prime iniziative, il seder di Rosh Hashanà, la cena in sukkà e le prime conferenze, hanno avuto un buon successo. Possiamo fare già un bilancio dell’attività di Kesher?

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Gemma Volli fra genere e storia

Gemma Volli, “Le escluse” Ibiskos Editrice Risolo 2006, pag. 229 ? 20

Maria Corti, studiosa di letteratura, considera l’autobiografia di Sibilla Aleramo, “Una donna”, uscito nel 1906, ‘una dichiarazione di guerra’. Originale “ritratto di signora” che, scegliendo di vivere ‘solo per sé’, attraversa la cultura italiana di mezzo secolo.

Scelta ardua, anzi impossibile per le “Le escluse” di Gemma Volli, che pubblica la sua raccolta di novelle nel 1938, presso l’editore Cappelli di Bologna. Provvidamente ristampata nel 2006 da Ibiskos Editrice, offre l’opportunità al lettore e allo studioso di indagare la condizione femminile nell’Italia del Ventennio e di godere di una letteratura di genere di buona qualità. Continua a leggere »