Comunità Ebraiche | Kolòt-Voci

Categoria: Comunità Ebraiche

Fecondazione assistita: Halakhà e referendum

Alberto Somekh

Il prossimo 12 Giugno è indetta una consultazione referendaria con quattro quesiti sul difficile tema della fecondazione assistita e della ricerca scientifica sugli embrioni. Qual è il punto di vista ebraico? Nelle righe che seguono cercherò di fornire delle indicazioni succinte, partendo dalla presentazione dei quesiti così come apparsa sul “Corriere della Sera” dell’8 maggio scorso. Continua a leggere »

Quarti posteriori: Comunicato del Rabbino Capo di Roma

AVVISO – Dal 1 Giugno in tutte le macellerie kasher sarà vietata la vendita dei quarti posteriori fino a quando non sarà possibile l’eliminazione delle parti proibite, eseguita da un esperto menaqqèr sotto il controllo del rabbinato.

Trovare un menaqqèr esperto e affidabile non è semplice; gli esperti sono rari e cari; per anni abbiamo cercato di farne venire uno o di addestrare il personale, ma le difficoltà incontrate hanno reso impossibile l’organizzazione del servizio. Ci siamo dovuti limitare a segnalare nelle macellerie che la carne dei quarti posteriori non era sotto il nostro controllo; non potevamo neppure cambiare le abitudini di cucina di molte famiglie, bruscamente e senza preparazione. Questo è servito almeno a sensibilizzare una parte della comunità sul problema. Continua a leggere »

Fecondazione assistita: un punto di vista ebraico

David Gianfranco Di Segni

Recentemente il Parlamento italiano ha approvato una proposta di legge per la fecondazione assistita, con notevoli divergenze di vedute fra la maggioranza e l’opposizione ed anche all’interno di ciascuno dei due gruppi. La contrapposizione è in molti casi trasversale e vede, in generale, i cattolici schierati da una parte (sia in uno che nell’altro gruppo) e i laici dall’altra. Continua a leggere »

Quando la tradizione divide

Daniele Liberanome

Si dice spesso che Milano con la sua comunità costituisce una realtà a sé nel panorama italiano: gli iscritti provengono da un gran numero di paesi diversi, le sinagoghe aumentano in modo continuo (si può dire eccessivo?), ma anche l’attività è intensa ed estremamente varia. Milano in questo senso appare assai più simile a Parigi che a Roma e per questo è interessante leggere il breve e denso scritto di Laurence Podselver “Fragmentation et recomposition du Judaïsme: le cas français” (Ginevra, 2004). In poche e scorrevoli pagine, la docente universitaria ha riassunto buona parte dei risultati delle sue lunghe ricerche, a partire da un’analisi socio-demografica dell’ebraismo d’Oltralpe, per passare a un’interessante analisi della composizione e delle tendenze dell’Assemblea Rabbinica (il Consistoire) per poi soffermarsi sulle emblematiche evoluzioni di alcuni gruppi, ossia i residenti di una cittadina dell’hinterland parigino e i Lubavitch. Il quadro che ne emerge è quello di una comunità che, rispetto ai primi anni ’50, ha smarrito alcuni vecchi punti di riferimento ma ne sta trovando di nuovi. Continua a leggere »

Il serraglio dei giudii

Nel Ghetto di Roma, per le vie che raccontano i sogni e gli incubi di un popolo

Daniele Scalise

“Fino a trent’anni fa i nostri genitori ci invitavano a ‘non mostrare il nostro essere ebrei, a mantenere un profilo basso’” “Il pettegolezzo del Ghetto è dovuto alla necessità di conoscere le persone con cui si tratta, sapere se ci sono radici in comune”. Oggi si moltiplicano ristoranti kasher e negozi di Judaica. Tutto richiama un’identità minacciata e solo di recente rivisitata.

I blocchi di cemento, le transenne, i poliziotti che fanno le ronde con i mitra, la sorveglianza organizzata dei genitori e della Comunità, tutto questo si paga e credo sia il motivo di un alto tasso di aggressività degli studenti ebrei obbligati a vivere in un meccanismo di compressione”. Lo constata rav prof. Benedetto Carucci Viterbi, preside delle medie e del liceo della scuola ebraica da poco trasferitasi nel cuore dello stesso Ghetto di Roma, in quel Palazzo della Cultura che dovrà assommare presto anche il resto dell’istituzione scolastica ebraica, gli asili e le elementari che invece ancora stanno al di là del Tevere.

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Nello stesso sacco di vipere – Lettera da una lettrice cristiana

Ho letto sul sito Morasha due articoli pubblicati su newsletter Kolot e Shalom, redatti rispettivamente a Settembre 2002 e Febbraio 2001 da Rav. Riccardo Di Segni, riguardanti l’ebraismo e la cristianità. Spero di riuscire ad esprimere i miei sentimenti e i miei pensieri senza fare polemiche o mancare di rispetto a Voi ebrei o alla Vostra religione, volendo fare alcuni appunti su ciò che è stato pubblicato sul suddetto sito. Mi scuso anticipatamente se nonostante tutti i miei sforzi dovessi dire qualcosa di sbagliato. Continua a leggere »

Umorismo ebraico

Daniel Fishman

Ogni popolo, cultura e civiltà ha tradizionalmente scelto, tra le diverse discipline, quelle che meglio potessero esprimere le sue credenze, i suoi valori, le sue emozioni. Come comunicare la propria concezione dell’identità personale, del rapporto tra gli uomini ed i suoi simili? Come definire i legami tra i singoli e le Autorità o con l’Assoluto? Come manifestare adesione o critica, incutere timore o esprimere odio, dimostrare devozione e rispetto? In tante maniere; dai tatuaggi al rugby, dalla mitologia alle ceramiche, dalla Cerimonia del Tè alle processioni. Ogni scelta espressiva trova sempre una sua spiegazione storica, religiosa, culturale, ambientale. Continua a leggere »