Comunità Ebraiche | Kolòt-Voci

Categoria: Comunità Ebraiche

L’ultimo rabbino lascia Bagdad

La maggior parte di loro ha paura a incontrarsi per celebrare insieme. A osservare lo Yom Kippur sono solo una decina di ebrei della comunità della capitale. L´unica sinagoga rimasta è stata sprangata con tavole e assi di legno. Molti non escono da casa nel timore di essere rapiti oppure uccisi.

AMIT R. PALEY

BAGDAD – Lunedì scorso, mentre nel giorno sacro del calendario ebraico il sole tramontava su Bagdad, l´ultimo rabbino rimasto nella capitale si accomodava per la sua ultima cena di Yom Kippur in Iraq: una fetta di torta e due bicchieri di latte. Yom Kippur, il giorno ebraico dell´espiazione, ha inizio con il digiuno e si chiude con una festa di celebrazione. Ma, ha ammesso Emad Levy, quest´anno c´era poco da festeggiare. Ormai a osservare lo Yom Kippur sono solo una decina di ebrei della comunità ebraica di Bagdad, nata 2.600 anni fa. La maggior parte di loro ha paura a incontrarsi per celebrare insieme. Continua a leggere »

Israele, il ritorno della tribù perduta

Arrivano dall´India i Figli di Menasse, dispersi da 2.700 anni – Riemersi da una piega della storia ebraica, i discendenti della tribù perduta hanno faticato molto a farsi accettare dal rabbinato ufficiale – Perseguitati e convertiti con la forza, sono stati “scoperti” da un rabbino israeliano – Hanno gli occhi a mandorla e una fede solidissima I primi 218 in arrivo a Tel Aviv

Alberto Stabile

GERUSALEMME – Arrivano dal nordest dell´India dopo aver attraversato l´oceano della Storia. Perciò non bisogna stupirsi se hanno occhi a mandorla, passaporto indiano e un´antica fede ebraica. Sono, dicono, i discendenti della tribù di Menasse, esiliata e dispersa in Asia dopo la conquista assira del regno d´Israele nel 722 a.C. I «Bnei Menashè», letteralmente «figli di Menasse», non sono una novità nel fluire dell´immigrazione verso la Terra dei Padri. Alla spicciolata, su base più o meno individuale, ne sono già arrivati un migliaio negli ultimi due decenni. Per la prima volta, tuttavia, un gruppo di 218 Shinlung, o Mizo-Kuki-Chin, come vengono definiti dagli antropologi, sbarcheranno nei prossimi giorni all´aeroporto Ben Gurion, preceduti e seguiti, proprio in quanto «gruppo», da qualche polemica. Continua a leggere »

Trieste: La Comunità al bivio!

Antonio Tirri

I recenti e gravi avvenimenti che hanno coinvolto la Comunità (l’allontanamento del vice Rabbino, la partenza del Rabbino, le dichiarazioni e le successive rettifiche del Rabbino sul quotidiano cittadino) ci hanno messo di fronte ad una situazione delicata che richiede un’approfondita riflessione. Far finta di niente è demagogico; considerare l’attuale realtà una normalità è sinonimo di miopia e superficialità. La Comunità, quindi, si trova a un bivio, oserei dire, di vitale importanza, e per superarlo deve farsi domande cruciali sulla propria identità, sul proprio futuro e soprattutto sulla propria sopravvivenza. Continua a leggere »

Amos Luzzatto si schiera con l’intolleranza

Scuse? Troppo poco. Un bel gesto di sottomissione e torniamo a farci i fatti nostri

Giorgio Israel

Sono rimasto allibito – e non da solo – leggendo l’intervista rilasciata da Amos Luzzatto alla Repubblica (17 settembre) sotto il titolo “Le scuse non sono sufficienti, occorre un segnale diverso”. Si tratta delle scuse che il Papa deve porgere all’Islam e che, secondo Luzzatto, non bastano: occorre di più, un gesto di “apertura” verso l’Islam. Cosa vorrà mai dire? Convertirsi? Continua a leggere »

Educazione ebraica, il laboratorio di Milano

Guido Vitale

Gli uomini, secondo un’antica interpretazione ebraica, sono superiori agli angeli. Gli esseri celesti, infatti, non devono affrontare la responsabilità e la difficoltà di educare i propri figli. Lo ha ricordato, nel corso della serata culminante di una importante due giorni di studi (il primo Seminario regionale per rabbini europei, organizzato dal Rabbinato centrale di Milano, dalla Conference of European Rabbis e dall’organizzazione Arachim), il rabbino capo di Milano Alfonso Arbib. Continua a leggere »

Essere sempre di sentinella

Alessandro Schwed

Sere fa, in televisione, un film iniziato. Barbe, riccioli, lo shtetl. Mi succede come ogni volta che vedo la gente danzare in circolo, le mani sulle spalle di quelli accanto; ebrei in una strada stretta; persone con un naso come dico io; certi lungagnoni con gli occhiali che sono a casa. Torno al mio golfo. Ma qui dobbiamo essere in Ucraina e la casa è perduta dall’aprile del 1943. Sto al televisore come se mi apprestassi a gustare il brodo di Pessach della mamma, e mi bevo tutto lo shtetl. Una intera scodella di bonomia ebraica. Guardo tutto per non perdere un appuntamento e mi cresce un languore, o un tremito, e non capisco in quale porta mi sto infilando. Infatti, i cosacchi. A cavallo; tra le vie strette. Ubriachi. A folate. Le sciabole verso un orizzonte che non c’è. La gente dello shtetl scappa, che ti dicevo che non poteva durare, le bancarelle rovesciate, lo sai che quelli tornano sempre, i vecchi acciuffati come i topi dal gatto – e adesso che faremo? – Ognuno si nasconde nei buchi che trova, in anfratti, dietro la spazzatura. La morte ebraica viene a caso. Un collo è agganciato a un balcone con sotto un corpo. I piedi scalciano nell’aria. Fatto: la morte. Eppure prima eri vivo. Vorrei sapere come faccio, adesso che la commedia è un dramma. Continua a leggere »

(E)Mozioni proposte al V° Congresso dell’Unione Comunista Ebraica Italiana

Gabriele Di Segni

Commissione Bilancia

Il Congresso, nell’ambito della più vasta opera di sensibilizzazione e di lotta contro ogni forma di discriminazione, chiede al Consiglio di non limitarsi ad esaminare solo le voci di Bilancia, ma a prestare ascolto anche ai restanti segni zodiacali.

Commissione Coltura

Il quinto Congresso dell’UCEI viste le delusioni e la scarsità di risultati che ogni nuovo anno si incontrano in campo colturale chiede al Consiglio di organizzare dei corsi di formazione di base o di aggiornamento sulle strategie ottimali per far crescere le piantine di Grano e Granturco per Rosh haShanà. Continua a leggere »