Comunità Ebraiche | Kolòt-Voci

Categoria: Comunità Ebraiche

Progetto Kesher: Una realtà per l’ebraismo milanese

Parliamo con rav Roberto Colombo, direttore di Kesher, di questa che è ormai una realtà consolidata nel panorama sociale e culturale ebraico milanese.

È iniziato un nuovo ciclo di incontri del Progetto Kesher; è il terzo anno e le prime iniziative, il seder di Rosh Hashanà, la cena in sukkà e le prime conferenze, hanno avuto un buon successo. Possiamo fare già un bilancio dell’attività di Kesher?

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Gemma Volli fra genere e storia

Gemma Volli, “Le escluse” Ibiskos Editrice Risolo 2006, pag. 229 ? 20

Maria Corti, studiosa di letteratura, considera l’autobiografia di Sibilla Aleramo, “Una donna”, uscito nel 1906, ‘una dichiarazione di guerra’. Originale “ritratto di signora” che, scegliendo di vivere ‘solo per sé’, attraversa la cultura italiana di mezzo secolo.

Scelta ardua, anzi impossibile per le “Le escluse” di Gemma Volli, che pubblica la sua raccolta di novelle nel 1938, presso l’editore Cappelli di Bologna. Provvidamente ristampata nel 2006 da Ibiskos Editrice, offre l’opportunità al lettore e allo studioso di indagare la condizione femminile nell’Italia del Ventennio e di godere di una letteratura di genere di buona qualità. Continua a leggere »

Riletture – Pastorale Americana: il matrimonio misto

«Innamorato»? Che significa? A che ti servirà essere «innamorato» quando avrai un figlio? Come lo alleverai? Da cattolico? Da ebreo? No, tu alleverai un figlio che non sarà né carne né pesce… E tutto questo perché sei «innamorato».

L’interrogatorio

QUAL È IL SUO NOME COMPLETO, SIGNORINA DWYER?

Mary Dawn Dwyer.

LEI PORTA UNA CROCE INTORNO AL COLLO, MARY DAWN?

Sì. Alle medie l’ho portata per un po’.

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Punire e convertire, il Ghetto della discordia

DISPUTA Una tesi innovativa sulla nascita del quartiere ebraico di Roma. Calimani: è buonismo. Anna Foa: volevano integrarli. Prosperi: non rivalutiamo la Controriforma

Chiudere nel Ghetto gli ebrei per «controllarli, educarli, spingerli alla conversione». In una parola, integrarli. L’ innovativa interpretazione di quella «mezza prigione» che fu il Ghetto di Roma, istituito nel luglio 1555 da Paolo IV Carafa con la bolla pontificia Cum nimis absurdum, verrà sostenuta domani pomeriggio da una delle maggiori storiche della materia, Anna Foa, docente alla Sapienza, durante gli incontri organizzati a Castel Sant’ Angelo dall’ editore Laterza. Ma la lezione, anticipata l’ altro ieri in parte dal quotidiano cattolico «Avvenire», fa discutere gli specialisti. Intendiamoci, si tratta di sfumature, ma piccoli spostamenti dell’ angolazione da cui si legge la storia possono risultare rivoluzionari. Innanzitutto Anna Foa sottolinea che negli anni della Controriforma, quindi del momento più aspro nella lotta ideologica contro le eresie, nello Stato pontificio l’ atto di espulsione avviene contestualmente a un atto di inclusione, la creazione di due ghetti, ad Ancona, e a Roma.

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Il rabbino: “Islamici, fate come noi”

Intervista. La via di Di Segni all’integrazione in Italia

Arrigo Levi – La Stampa

La convivenza fra gli immigrati islamici in Italia e in Europa (18 milioni nell’Unione Europea) e le nazioni ospitanti, è tutt’altro che facile. C’è chi teme che l’Europa sia già «Eurabia», chi vede nelle moschee, che aumentano sempre di numero, solo dei focolai di terrorismo, chi giudica impossibile l’integrazione degli islamici nelle nostre società cristiane e laiche. Non tutti condividono questi timori. Un’inchiesta della Brookings, una serie di articoli del Financial Times, ridimensionano drasticamente il problema, ricordando che un secolo fa l’immigrazione di italiani, o di ebrei russi, in America o in Francia, aveva suscitato eguali timori. Oggi il Presidente francese si chiama Sarkozy e la Presidente della Camera dei Rappresentanti americani si chiama Pelosi.

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Prima di Neilà

Riccardo Di Segni

La derashà al Tempio Maggiore di Roma prima della preghiera conclusiva di Yom Kippur

Stiamo per entrare nel momento finale e più solenne di questa lunga giornata di preghiera. Con il sole all’orizzonte e gli alberi che proiettano l’ombra più lunga, inizia la preghiera di Neilà. Molti di noi stavano qui o in altre Sinagoghe già da ieri sera, e di nuovo da questa mattina. Molti altri accorrono in questi momenti e le Sinagoghe si riempiono al massimo. L’affluenza di queste ore ha come unico esempio la tarda mattina del primo giorno di Rosh haShanà. Questo non succede solo a Roma, succede in tutto il mondo ebraico. Almeno in questo non siamo diversi dagli altri ebrei del mondo. In ogni Comunità c’è chi viene al Beth haKeneset tutti i giorni, c’è chi ci viene due-tre volte all’anno, e questa è una di queste volte, e chi non ci viene mai.

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Quel grande potere che porta grandi responsabilità

Supereroi ebrei nei fumetti

Massimo Caviglia

Come dicevano Kafka e Buber nel carteggio intercorso tra loro nel 1916 “Gli ebrei sono uomini d’aria, poggiati sulla scrittura e sulla memoria”. E talvolta, verrebbe da pensare, anche sul cinema e sul fumetto. Nel fantastico mondo dei fumetti ci sono tanti di quei super eroi (e rispettivi autori) ebrei con i quali, diversamente da quanto accade a Roma ad agosto, si potrebbe fare tranquillamente più di un minian al Tempio.

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