Comunità Ebraiche | Kolòt-Voci

Categoria: Comunità Ebraiche

Quella firma alla Carta della Memoria che crea polemiche

Su richiesta della lista Wellcommunity pubblichiamo

Caro Presidente, cari Consiglieri e caro Rav Arbib, i consiglieri di Wellcommunity prendono atto che il consigliere G. Schonheit conferma di non voler togliere la sua firma (in qualità di assessore alla cultura della Comunità Ebraica di Milano) quale sottoscrittore della Carta della Memoria, facendo così apparire l’intera Comunità come sottoscrittrice di un testo che ha, come ben noto, suscitato molte polemiche. Per coerenza rispetto a comportamenti analoghi assunti dal consiglio precedente dovremmo chiedere la sua sfiducia.

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Il castello del banchiere ebreo

A lungo abbandonato, ora diventa una residenza per anziani

Mephisto si prese il castello del banchiere ebreo, castello alla francese, una storica villa su un lago. Gustaf Gründgens, il grande attore che per il successo, come Faust, vendette l’anima ai nazisti, comprò per meno della metà del suo valore la residenza della famiglia Goldschmidt nel 1934, sullo Zeesener See, un lago a 30 chilometri dal centro di Berlino. Dalla caduta del Muro e la riunificazione il castello è in abbandono, rischia di andare in rovina, ma ora dovrebbe essere restaurato e trasformato in un residence di lusso per anziani. Ma tutto è fermo a causa del Covid.

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Ci ha lasciato il kohen che impartiva la Birkat Kohanim con voce silenziosa e sottile

Marco Ottolenghi

Il 14 di Shevat è mancato Alessandro Sandel Nistor. Nato in Romania nel 1930, giunse in Italia nel dopoguerra e frequentò il liceo nella scuola di via Eupili a Milano. Questo luogo gli rimase nel cuore e in seguito, negli anni sessanta, quando la scuola venne adibita a Bet keneset, divenne la sua sinagoga di riferimento. Studiò chimica al Politecnico, ma aveva grandi interessi umanistici accanto a quelli scientifici, come un altro illustre personaggio, Primo Levi. 

Grande amante dell’arte, appassionato bibliofilo, ogni conversazione con lui era un’esperienza istruttiva e piacevole, sia per la sua sterminata cultura sia per il suo unico senso dell’umorismo sempre pungente, ma mai cattivo. Dietro alle quinte fu tra i promotori della “Cattedra di Judaica Goren Goldstein” all’Università Statale di Milano e per diversi anni frequentò le lezioni senza mai dare nell’occhio. 

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Ultraortodossi e Covid, inizia a emergere il dissenso interno

A Gerusalemme un assembramento senza precedenti: a migliaia hanno partecipato al funerale di un rabbino di 99 anni vittima del coronavirus. Il governo  raddoppia le multe per chi viola le regole sul distanziamento sociale. Da settimane, in diverse città del Paese, duri scontri tra gruppi di estremisti e la polizia che cerca di disperdere la folla

Sharon Nizza

Il complesso sistema su cui si fonda il rapporto tra la comunità ultraortodossa e le istituzioni dello Stato israeliano si è palesato in tutta la sua fragilità nell’anno del Covid, ma nel corso del terzo lockdown ha raggiunto livelli inauditi. Oggi a Gerusalemme in migliaia hanno preso parte al funerale di un importante rabbino, Meshulam Soloveitchik, deceduto venerdì a 99 anni a causa del Covid, nell’impotenza totale della polizia, che è riuscita solamente a respingere diversi autobus che continuavano ad arrivare, ma non a prevenire l’assembramento senza precedenti. Il vice ministro della Salute Yoav Kisch ha twittato: “Un funerale che porterà a molti altri funerali”. L’episodio di oggi arriva proprio nella giornata in cui il governo ha approvato la legge che raddoppia le multe per la violazione dei limiti negli assembramenti (da 1,300€ a 2,600€). Ma soprattutto dopo settimane in cui, in diverse città del Paese dove risiedono le più grandi comunità ultraortodosse, sono avvenuti numerosi scontri violenti tra gruppi di estremisti e le forze dell’ordine che cercavano di fare rispettare le restrizioni per il contenimento del virus. 

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Il futuro tra fede, protesta e impegno

Parashà di Beshallàch

Rav Scialom Bahbout

La parashà di Beshallàch contiene molti argomenti: l’inseguimento del Faraone, la divisione del Mar Rosso, la  Cantica del mare, le acque di Marà, la Manna, lo shabbat, le acque di Refidim e la guerra con Amalek: si tratta di argomenti che, pur essendo narrati in successione, sono spesso in contrasto con loro.

Scrive Feivel Melzer*,

In base a quanto dicono i Maestri, per la fede dimostrata sul Mar Rosso la Presenza divina si posò su Israele e gli ebrei cantarono la Shirà: la stessa redenzione di Israele dall’Egitto fu un premio per fede dimostrata e, anche in futuro, per la loro fede, gli ebrei verranno redenti dalle Diaspore in cui si troveranno.

L’apertura delle acque del Mar Rosso ha avuto un ruolo importante nel rafforzamento della fede perché ha creato le condizioni speciali per le quali è stato detto “Una serva ha visto sul mare ciò che non videro il profeta Ezechiele e tutti gli altri profeti”. La Shirà contiene però dei momenti di grande fede, ma anche di forte protesta.

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Una certa idea di libertà

David Grossman

Quando sono libero? Sono libero quando non soffro la fame, il freddo, privazioni fisiche e mentali. Sono libero quando non sono oggetto di discriminazione e di scherno. Sono libero quando mi è concesso di stare con le persone che mi sono care senza alcuna restrizione. Sono libero quando non temo l’arbitrarietà di altri esseri umani. Sono libero quando so di poter essere diverso, dissimile dagli altri e persino fuori dal comune, senza però dover soffrire ed essere “punito” per questo in alcun modo. Sono libero quando posso esprimere i miei pensieri e le mie opinioni, e non quelle impostemi da altri. Sono libero quando posso descrivere con le mie parole una particolare situazione senza che nessuno me lo impedisca, o mi costringa a usare termini e frasi che non mi appartengono. Ognuno potrebbe aggiungere le proprie definizioni di “libertà”. Non dimentico, per esempio, che qualcuno potrebbe sentirsi libero interiormente malgrado non sussistano tutte le condizioni sopraccitate. E so anche che io non sarò libero fintanto che negherò a qualcun altro – a un individuo, o a un intero popolo – anche una sola di queste condizioni. Mentre scrivevo queste righe affiorava in me la sensazione che la libertà, in sostanza, sia indissolubilmente legata al concetto di “speranza”. 

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Israele e Italia a confronto nella pandemia

Riflessioni di un italiano trasferito in Israele

Dario Sanchez

Parliamoci chiaramente: Israele ha tanti difetti – oltre che molti pregi – alcuni dei quali sotto traccia, e noti soltanto a chi ci vive da molto tempo ed è ottimamente integrato nella società. Fatta questa doverosa premessa, mettiamo da parte le stastiche e i numeri, e domandiamoci come mai Israele sta riuscendo ad affrontare in maniera decisamente migliore la pandemia di coronavirus rispetto all’Italia, mettendo in campo una campagna di vaccinazione portentosa, che a partire da domani permetterà a chiunque lo voglia, a partire dai 16 anni, di vaccinarsi.

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